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NBA, Patrick Beverley non concede nulla a LeBron James: "Non è difficile marcarlo"

PAROLE
©Getty

Dopo la sconfitta nel terzo derby stagionale, il leader emotivo dello spogliatoio dei Clippers ha ammesso che i Lakers hanno giocato meglio ma non ha voluto concedere nulla a LeBron James: "Marcarlo non è una sfida e non è difficile". Giochi psicologici in vista della serie di playoff?

I Clippers avevano vinto i primi due derby stagionali dimostrandosi una squadra migliore nei finali di partita, ma hanno dovuto cedere per la prima volta con il roster al completo dopo 10 vittorie senza sconfitte. Dopo la partita il leader emotivo dello spogliatoio, Patrick Beverley, ha ammesso che i Lakers sono scesi in campo con maggiore aggressività (“Bisogna dargli merito, l’hanno presa sul personale”) ma ha ricordato che si tratta solamente di una partita e che i playoff sono ancora lontani. Quando però un giornalista gli ha chiesto che tipo di sfida rappresentasse LeBron James in difesa, Beverley non ha voluto concedere nulla al 23 gialloviola, autore di 28 punti, 7 rimbalzi e 9 assist nella partita: “Non è una sfida” ha ripetuto due volte. Quando la domanda gli è stata posta in un’altra forma, cioè se fosse difficile marcarlo quando prova a forzare il cambio difensivo, Beverley ha continuato a non concedere nulla: “Non è per nulla difficile”. Piccoli giochi psicologici in vista dell’ultimo incontro stagionale del 9 aprile e soprattutto di un’eventuale serie di playoff che, vista l’intensità della partita di ieri, in tanti vorrebbero potersi godere. 

Le parole di Rivers e George: “L’hanno voluta di più”

“Hanno voluto di più la partita, hanno eseguito meglio e sono stati più fisici”. Questo è ciò che ha detto coach Doc Rivers, concedendo che i rivali cittadini hanno meritato la vittoria. Allo stesso modo, “il fatto che abbiamo avuto delle possibilità per vincerla è incredibile. Questa sera hanno avuto uno spirito migliore nei confronti del gioco, ma nelle prime due partite siamo andati meglio noi. Li incontreremo di nuovo”. Uno dei motivi della sconfitta è da ricercare nei soli 12 assist nella partita, con Kawhi Leonard che a fronte di 27 punti non ha distribuito neanche un passaggio vincente ai compagni (prima volta in stagione che gli accade). Un aspetto su cui i Clippers devono migliorare parecchio in vista dei playoff, dove comunque si presentano con il roster più completo e profondo della lega: “È difficile battere qualsiasi squadra tre volte in una stagione” ha detto Paul George, autore di 29 punti nei primi tre quarti ma soli 2 nel quarto. “Questa sconfitta non ci fa fare un passo indietro, loro volevano davvero questa vittoria e se la sono presa. Dovremo giocare un’altra volta, la vita va avanti. Non ci butteremo giù”.

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