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NBA, Carmelo Anthony in copertina su SLAM con suo figlio: “Adesso basta con il razzismo”

NBA

Una lettera scritta dal giocatore dei Blazers per chiedere giustizia e dimostrare ancora una volta il suo supporto alla comunità afroamericana - di cui da anni è uno dei principali portavoce all’interno della NBA: “Sapete cosa c’è? Ne abbiamo abbastanza”

Un’immagine potente, efficace, catartica. Carmelo Anthony che veste il suo ormai immancabile cappuccio sulla testa e guarda fisso nell’obiettivo assieme al figlio Kiyan: questa la copertina del numero speciale pubblicato da SLAM per parlare delle discriminazioni razziali e sfruttare ancora una volta la capacità di raccogliere attenzioni da parte degli sportivi e in particolare dei giocatori NBA. Il numero 00 dei Blazers da oltre un decennio è una delle voci simbolo nella lotta alle disuguaglianze, uno dei primi a dirsi possibilista di fronte all’eventualità di non scendere sul parquet nelle prossime settimane nel momento della ripartenza della stagione per provare a lanciare un messaggio ancora più forte. La lega infatti da oltre un mese ha fatto sentire la sua voce - anche in strada durante le manifestazioni - a sostegno del movimento “Black Lives Matter”, riesploso in maniera fragorosa negli USA a seguito dell’uccisione di George Floyd. Come spiegato dallo stesso Anthony nel lancio sui social della lettera che ha scritto su SLAM, bisogna riuscire a farsi forza guardando alle storie del passato, lottare per la giustizia nel presente e chiedere uguaglianza per il futuro. Un messaggio chiaro, che coinvolge tutte le generazioni di afroamericani e non solo. A partire da suo figlio, diventato anche lui simbolo di quel “It stops now” che non ammette repliche, ma chiede immediatezza nelle decisioni e nel cambio di rotta. “Non parlo per me, ma lo faccio a nome di tutti quelli che non vengono ascoltati: dobbiamo continuare a pretendere che le cose cambino, a fare progressi. Stiamo cercando di farcela in ogni modo e non possiamo di certo fermarci adesso”. In una pubblicazione che ospita interventi di rilievo come quelli di Bill Russell, Oscar Roberson, Stephen Jackson e Kareem Abdul-Jabbar, la voce di Anthony e la sua lettera - letta stesso da lui in un efficace video subito diventato virale sui social - restano il contributo più efficace: “Le ombre scure sulla mia pelle non fanno altro che aggiungere delle ombre alle mie lacrime”.