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NBA, Lonzo Ball cambia ancora agente e stavolta firma con Rich Paul di Klutch Sports

NBA
©Getty

Il nuovo agente della point guard dei Pelicans rappresenta già LeBron James e Anthony Davis, ed è il quarto nei suoi tre anni di carriera - dopo aver avuto Harrison Gaines (un amico di famiglia), CAA e Roc Nation. "Ma stavolta la scelta è mia e solo mia", dice Ball. E potrebbe non essere l'unica novità della sua estate

Tre anni di carriera NBA, quattro agenti (e zero partecipazioni ai playoff, aggiungerebbero i maligni). Lonzo Ball — dal suo ingresso nella lega come seconda scelta assoluta al Draft 2017 — ha trovato spesso il modo di far notizia, anche (ma non solo) con le sue prestazioni in campo. Ora — a pochi mesi dalla firma con Roc Nation, l’agenzia creata da Jay Z — la sua scelta di cambiare nuovamente agenzia di rappresentanza riporta sotto i riflettori la point guard di New Orleans, che in passato era già stato rappresentato da CAA (Creative Artist Agency, una delle agenzie più grosse e potenti) e prima ancora, al suo ingresso nella lega, da Harrison Gaines, un amico di famiglia. La scelta è caduta stavolta su Rich Paul di Klutch Sports, l’agente conosciutissimo per poter contare su clienti come l’ex compagno di Ball ai Lakers LeBron James, Anthony Davis e Draymond Green. “Voglio prendere in mano la mia carriera e questa è una decisione mia e soltanto mia”, ha fatto sapere il n°2 dei Pelicans, che sembra voler fare di tutto per smarcarsi dall’ingombrante ombra di papà LaVar, presentissimo durante il suo primo anno NBA ai Lakers.

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Proprio una querelle con uno dei partner d’affari del padre, Alan Foster, aveva portato alla luce nel maggio 2019 storie poco chiari di fondi mancanti, causando ulteriore agitazione attorno al nome di Lonzo Ball. “C’è stato qualche screzio tra me e mio padre, come accade sempre quando un figlio diventa adulto: ma ora tra noi va tutto bene”, assicura l’ex playmaker di UCLA.

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Vanno un po’ meno bene in campo, dove i suoi Pelicans non sono riusciti a centrare la qualificazione ai playoff anche per via delle pessime prestazioni di Ball nella bolla di Orlando (il 33% sui tiri da due, il 28% su quelli da tre, il 56% ai liberi — le sue percentuali). Non solo: secondo quanto riportato da David Aldridge in quei giorni, Lonzo Ball era apparso spesso distaccato e poco in sintonia con il resto della squadra, dentro e fuori dal campo, durante la sua permanenza a Orlando, con più di un insider pronto a giurare che il mercato potrebbe portare significativi cambi di roster a New Orleans che potrebbero anche riguardare l’ex scelta n°2 al Draft. Ball sembra non dare ascolto alle voci e guarda invece al futuro: “L’anno prossimo voglio i playoff e penso di poter tranquillamente ambire al premio di giocatore più migliorato NBA [vinto quest’anno dal suo compagno Brandon Ingram, ndr]”. Se con i Pelicans o altrove lo dirà solo il tempo.

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