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NBA, quando l’11 settembre fece saltare Kevin Garnett e i Timberwolves a Pesaro

anniversari
©Getty
MINNEAPOLIS, UNITED STATES:  Minnesota Timberwolves' Kevin Garnett ralleys the crowd in the final seconds of of the fourth quarter as the Wolves came back to tie the Seattle SuperSonics and go into overtime, 04 March, 2001, at Target Center, in Minneapolis, Minnesota. The Timberwolves won 119-111 in overtime.   (FILM)    AFP   PHOTO/Craig LASSIG (Photo credit should read CRAIG LASSIG/AFP via Getty Images)

Venti anni fa i tragici fatti delle Torri Gemelle ebbero la conseguenza di cancellare l’amichevole prevista a Pesaro tra la squadra di casa, la Scavolini, e i Minnesota Timberwolves di Kevin Garnett, che era già stato in città per girare uno spot promozionale. Un’occasione persa e mai più tornata in città, e sarebbero passati altri cinque anni prima di rivedere una squadra NBA in Italia

L’11 settembre ha cambiato il mondo, di questo ce ne siamo ampiamente resi conti nei 20 anni che sono trascorsi dall’attacco alle Torri Gemelle di New York. E tra le tante conseguenze che hanno avuto — seppur certamente trascurabili rispetto a quanto accaduto quel tragico giorno — ce n’è una che ha coinvolto anche il nostro Paese e una partita con una squadra NBA che non si è mai disputata. Il pubblico di Pesaro infatti era in trepidante attesa dei Minnesota Timberwolves, che nel corso della pre-season della stagione 2001-02 si sarebbero dovuti esibire a Colonia e successivamente nelle Marche nelle classiche partite amichevoli delle squadre NBA in Europa, affrontando la Scavolini padrona di casa. Ospitare una squadra NBA era un onore che in passato era toccato solo a metropoli come Milano e Roma o piazze storiche per il basket come Bologna, Varese e Treviso, mentre quell’anno i T’Wolves sarebbero dovuti passare dal BPA Palas, palazzetto dello sport da 11.000 posti della città marchigiana  — che aveva organizzato tutto grazie anche agli sforzi di un giovane Gianluca Pascucci, al tempo dirigente della squadra giovanile, che per uno strano scherzo del destino è ora assistente General Manager proprio dei Timberwolves.

La visita di Kevin Garnett in Italia, tra spot e Ferrari

Un evento tanto atteso e voluto che Kevin Garnett, accompagnato dal neonato ufficio della NBA in Italia attivo tra il 2000 e il 2002, era già passato in città nel mese di luglio per girare uno spot promozionale per la partita, che poi ovviamente non è mai andato in onda per i motivi che potete immaginare. Soprattutto, Garnett aveva approfittato della visita in Italia per togliersi uno sfizio: fare una visita a Maranello per vedere in prima persona le fabbriche della Ferrari, una delle sue grandi passioni. KG — che aveva 25 anni, un oro olimpico conquistato a Sydney l’anno prima ed era già uno da 20+10 fissi all’All-Star Game — venne accolto con tutti gli onori del caso, con una Maserati 3.2 personalizzata di blu con i colori dei Timberwolves, il suo nome e il numero 21 sul cofano nella quale volle immediatamente sedersi, pur facendo fatica a far entrare i suoi 210 centimetri nella macchina. Dopo aver visitato l’intera fabbrica e aver fatto domande da grande intenditore, però, Garnett fece un ordine per un altro modello, una 360 Modena rossa che gli venne recapitata mesi dopo direttamente a Minneapolis. Una sorta di souvenir di ricordo per il suo viaggio in Italia.

Il ritorno di KG con i Boston Celtics

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Purtroppo per lui e per i tanti appassionati di pallacanestro non ci fu l’occasione di vedere Garnett e i suoi Timberwolves — che quell’anno potevano contare su Wally Szczerbiak, Terrell Brandon e Chauncey Billups, ma anche su Rasho Nesterovic che solo pochi anni prima giocava a Treviso, un altro giocatore visto per sei anni in Italia come Dean Garrett e una leggenda dei playground di New York come Felipe Lopez — impegnati contro la Scavolini, e negli anni successivi non si è più ripresentata l’occasione di portare la NBA a Pesaro. Sarebbero stati i Phoenix Suns nell’ottobre del 2006 a “riaprire le danze” con un’amichevole a Roma contro la Lottomatica (di cui si narrano leggendarie serate romane di Steve Nash con i compagni), mentre lo stesso KG sarebbe tornato l’anno successivo, nel 2007, per un viaggio indimenticabile. Fu proprio a Roma, infatti, che si videro per la prima volta Garnett, Paul Pierce e Ray Allen insieme con la maglia dei Boston Celtics, vincendo per 89-85 contro i Toronto Raptors di Andrea Bargnani e dando il via alla stagione 2007-08 che li avrebbe poi visti vincere il 17° titolo della loro storia — ancora oggi l’ultimo. Nonostante la parentesi sfortunata di Pesaro, l’Italia ha finito per portare comunque fortuna a Kevin Garnett.

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