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NBA, tre gare da incubo per Russell Westbrook: i Kings lo prendono in giro

LAKERS
©Getty

Anche contro Sacramento Russell Westbrook ha faticato enormemente, sbagliando 12 dei 14 tiri tentati e chiudendo con soli 8 punti. Una prestazione che fa il paio con il 2/12 contro Memphis e il 4/14 contro Atlanta, senza mai raggiungere la doppia cifra. E l’arena dei Sacramento Kings non ha perso l’occasione di definirlo "il giocatore meno in forma della partita"

Lo scorso 27 dicembre parlando con la stampa Russell Westbrook si era sfogato: "Onestamente, non me ne importa più di quello che la gente pensa che io debba fare o cosa vuole che io faccia. Solo io so cosa significa giocare a modo mio, lo farò da adesso in poi". L'MVP del 2017 aveva fatto seguito a quelle parole inanellando una striscia di tre triple doppie consecutive contro Houston, Memphis e Portland, ma da quando è cominciato il 2022 il suo rendimento è crollato — trovando probabilmente il punto più basso della sua stagione nelle ultime tre gare in cui non è mai riuscito a raggiungere la doppia cifra. Dopo i 9 punti contro Atlanta (seppur con 13 rimbalzi e 11 assist) e i soli 6 nel pesante ko contro Memphis, questa notte a Sacramento Westbrook si è fermato a soli 8 punti, con percentuali dal campo semplicemente drammatiche: 8 canestri segnati su 40 tentativi neleultime tre gare, un 20% che ha impedito ai Lakers di trovare la vittoria nonostante l’ennesimo trentello di LeBron James (leader in NBA per gare sopra i 30 punti, ma record di squadra solo di 10-9). La striscia di tre gare sotto la doppia cifra è la seconda più lunga nella carriera di Westbrook, che ne ha avuta una uguale nell’anno da rookie e una da quattro nel 2010, quando però il suo minutaggio e il suo status erano decisamente inferiori rispetto a quello attuale.

La prestazione contro i Kings — in una gara in cui i gialloviola erano andati sopra anche di 14 lunghezze — è stata particolarmente frustrante, suggellata da un tiro davvero senza senso e senza ritmo da tre punti a poco più di un minuto dalla fine dopo aver bruciato tutti il cronometro dei 24 secondi senza mai passarla, rompendo il momento positivo che i Lakers stavano costruendo (parziale di 8-0 fermato da un canestro di De’Aaron Fox) e aprendo la strada alla tripla di Chimezie Metu per chiudere i conti. Dopo la partita Westbrook non ha schivato le critiche: "Nessuno si sentirà in pena per me, è mio compito trovare il modo di funzionare all’interno del sistema. Non ho alcuna scusante, ma non vado nel panico. Non mi manca la fiducia in me stesso e in quello che so fare, metto pressione a me stesso per migliorare guardandomi allo specchio. Onestamente la parola ‘slump’ [il modo in cui si definisce un periodo negativo al tiro, ndr] non è una cosa a cui penso. Non è niente che non mi sia già accaduto in passato, ma venerdì abbiamo un’altra partita. Troverò un modo di aggiustare il mio gioco e segnare un c… di tiro. Tutto qui".

L’arena dei Kings lo trolla: "Ice cold player of the game"

Come se non bastasse la sconfitta, Westbrook ha dovuto anche fare i conti con la presa in giro dell’arena dei Sacramento Kings, che dopo la gara ha mostrato sullo schermo una grafica che lo definiva come “Ice Cold Player of the Game”, liberamente traducibile come il giocatore meno in forma della partita. E per tutta la gara il deejay dell’arena ha fatto partire le lyrics “cold as ice” dopo ogni errore al tiro di Westbrook provocando la sua risposta dopo la gara: "Chi? L’arena? È stato divertente. Spero che l’abbiamo fatta suonare anche negli ultimi 14 anni. Molto carino".

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