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NBA, San Antonio Spurs: Dejounte Murray, l'autografo alle guardie 10 anni dopo il carcere

l'aneddoto
©Getty

L'All-Star degli Spurs ha condiviso via Twitter una storia che ben racconta il senso di rivalsa raggiunto dal talento di San Antonio - consacratosi come una delle migliori point guard NBA, dieci anni dopo essere finito in prigione per un mese a Seattle. Un riscatto morale anche agli occhi delle guardie che controllavano la sua cella, prima scettiche sul suo conto e ora corse da lui a chiedere un autografo

Quella che Dejounte Murray si è appena lasciato alle spalle è stata la stagione delle definitiva consacrazione: scelto con la chiamata n°29 al Draft dagli Spurs, la point guard di San Antonio ha disputato una stagione da All-Star - convocato alla partita delle stelle per la prima volta in carriera e diventato nel frattempo anche leader per triple doppie nella storia Spurs. La più grande soddisfazione per Murray però è arrivata nei giorni scorsi, come raccontato dal diretto interessato su Twitter. Il n°5 dei texani infatti ha spiegato che, dieci anni dopo essere finito in un carcere minorile, ha incontrato di nuovo le guardie del penitenziario in cui rimase in stato di fermo per un mese. A quel tempo, il Murray di soli 15 anni si diceva certo che avrebbe avuto un futuro in NBA, lontano dal carcere e dai guai. Lo scetticismo di chi controllava la sua cella all’epoca era giustificato e veniva evidenziato più volte ("Tornerai qui dentro", la frase più ripetuta), ma alla fine ha avuto ragione l’All-Star degli Spurs - tanto che, quelle stesse persone, dieci anni dopo sono corse da lui per chiedergli un autografo.

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La complicata infanzia di Murray nella periferia di Seattle è stata più volte raccontata negli anni passati: cresciuto con una madre arrestata più volte e con un padre non presente, Dejounte era diventato frequentatore abituale di gang non raccomandabili. Frequentazioni che per ragioni diversi lo avevano portato a finire più volte in arresto - la prima addirittura a soli 11 anni - con la pallacanestro a fare da sfogo e da scialuppa di salvataggio per un ragazzo pronto ad andare alla deriva. Fortunatamente, grazie al suo talento su un campo da basket è riuscito a trovare il modo di uscire dal circolo vizioso nel quale si stava cacciando, sfogando la sua frustrazione in allenamento e dando il massimo (e ben più dei suoi compagni) in campo. Il risultato, a oltre un decennio di distanza, è sotto gli occhi di tutti - anche di chi era stato chiamato a fare da guardia alla sua cella.