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NBA, Harden: lo sconto ai Sixers finisce sotto investigazione da parte della lega

NBA
©Getty

La NBA vuole assicurarsi che dietro alla decisione del giocatore dei Sixers non ci sia già un accordo (anche solo verbale) con la franchigia per "recuperare" i soldi lasciati sul tavolo per permettere a Philadelphia le firme di P.J. Tucker e Danuel House, in un futuro più o meno prossimo

Prima James Harden è stato lodato e ammirato, ora la sua mossa potrebbe mettere nei guai i Philadelphia 76ers. La NBA ha annunciato infatti di aver aperto un'investigazione per indagare la scelta da parte della superstar dei Sixers di rinunciare a una parte cospicua del suo ingaggio (rifiutando una player option da 47.4 milioni di dollari) per accettare di firmare a meno (un biennale a 68 milioni di dollari, con il secondo anno ancora in player option dopo un primo anno retribuito attorno ai 33 milioni). "Scelte sue", verrebbe da dire; scelte, sopratutto, fatte per permettere alla franchigia di mantenere spazio salariale sufficiente per rinforzare il proprio roster (e infatti sono arrivate le firme del triennale a 30 milioni di dollari di P.J. Tucker e del biennale a 8.4 di Danuel House). Dove però la NBA vuole indagare è nell'eventualità che - dietro alla decisione di Harden - ci sia invece già un pre-accordo (che sarebbe vietato dai regolamenti NBA) per un futuro contratto a cifre ben più alte, più in linea con il valore di mercato del giocatore. Anche solo una "stretta di mano" tra Harden e Daryl Morey con la promessa di "recuperare" in futuro i soldi lasciati sul tavolo quest'estate sarebbe a tutti gli effetti catalogata come "tampering" da parte della NBA e quindi sanzionata. 

I precedenti degli ultimi anni 

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Non è la prima volta che la lega interviene (anzi, sempre più attivamente) in questo tipo di contrattazioni dietro le quinte: nel 2021 sotto la sua lente sono finiti gli accordi di Lonzo Ball con i Chicago Bulls e di Kyle Lowry con i Miami Heat, mentre lo scorso anno quello (poi sfumato) di Bogdan Bogdanovic con i Milwaukee Bucks: in tutti e tre i casa si trattava di una violazione diversa, ovvero quella di non aver atteso la data del 1 luglio per iniziare le contrattazioni autorizzate. Bulls, Heat e Bucks sono state punite con la perdita di una scelta (al secondo giro) al Draft