Introduzione
Dopo aver vinto nettamente gara-6 in casa, San Antonio comanda anche nella prima parte di gara-7 a Oklahoma City, andando avanti di 14 nel primo tempo e ritrovandosi a +11 ancora nel 3° quarto. I Thunder, però, rientrano ad un solo possesso di distanza, solo che gli Spurs nel cuore del 4° quarto scappano di nuovo e conducono fino alla fine mandando ben 7 giocatori in doppia cifra con il solito Victor Wembanyama, poi premiato come MVP delle finali della Western Conference, a guidare i suoi con 22 punti e 7 rimbalzi. Ai campioni in carica non bastano invece i 35 punti e 9 assist di Shai Gilgeous-Alexander e il sogno di vincere il secondo titolo consecutivo sfuma, mentre San Antonio torna alle Finals, dove mancava dal 2014, e affronterà New York con in palio il Larry O’Brien Trophy. Tutti gli highlights della notte di playoff NBA
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Quello che devi sapere
OKLAHOMA CITY THUNDER-SAN ANTONIO SPURS GARA-7 103-111 (SERIE 3-4)
A San Antonio, si diceva alla vigilia delle finali della Western Conference, potrebbe mancare l’esperienza necessariaper avere la meglio sui campioni in carica. Eppure, in gara-7 in trasferta, sono proprio gli Spurs a sembrare in controllo fin dall’inizio, andando sul +14 nel primo tempo e ancora avanti di 11 punti nel 3° quarto. Oklahoma City, però, spinta dal tifo infernale del Paycom Center, riesce a ricucire e si presenta all’ultimo parziale di gioco con soli 3 punti da recuperare. E proprio quando la tavola sembra apparecchiata per la rimonta e la vittoria dei Thunder, le mani degli ospiti non tremano e l’ultimo strappo proprio nel cuore del 4° quarto risulta decisivo, perché Oklahoma City non ha più l’energia per tentare un altro recupero e si deve arrendere
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WEMBY MVP DELLE FINALI A OVEST
I numeri della sua gara-7 sembrano quasi normali, 22 punti, 7 rimbalzi, 2 assist e una stoppata, ma nella clamorosa vittoria a Oklahoma City c’è comunque il marchio di Victor Wembanyama. Il francese gioca 42 minuti, career high ai playoff se si esclude il doppio overtime di gara-1 con i Thunder, ed è lui a dettare da subito il ritmo per gli Spurs, senza mostrare alcun timore reverenziale nei confronti dei campioni in carica, e anche nel 4° quarto Wembanyama si conferma il leader di San Antonio, guidando la squadra alla vittoria che vale le Finals e venendo premiato come MVP delle finali della Western Conference
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CHAMPAGNIE, GLI ALTRI SPURS E UNA VITTORIA DI SQUADRA
Se Wembanyama è in tutto e per tutto la guida degli Spurs, gara-7 viene vinta grazie a una prestazione di squadra in cui coach Mitch Johnson vede ben 7 giocatori chiudere in doppia cifra, con Julian Champagnie che si rivela l’X Factor per San Antonio con 20 punti e 6/10 al tiro dalla lunga distanza e Dylan Harper e Keldon Johnson che confermano il valore della second unit degli Spurs portando alla causa rispettivamente 12 e 11 punti
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SAN ANTONIO TORNA IN FINALE
Le Finals in casa Spurs mancavano dal 2014, ovvero dall’ultimo titolo vinto dalla dinastia con Tim Duncan, Manu Ginobili e Tony Parker, lì sospinti da un Kawhi Leonard in portentosa ascesa. E in finale San Antonio incontrerà New York, ovvero l’avversaria affrontata nelle prime Finals nella storia della franchigia, che in Texas si augurano ovviamente finiscano proprio come nel 1999 con il Larry O’Brien Trophy tra le mani dei nero-argento
SGA NON BASTA
Ai Thunder in gara-7 non basta una prestazione da 35 punti e 9 assist di uno Shai Gilgeous-Alexander che le prova davvero tutte per riportare i suoi alle Finals, anche se nel 4° quarto l’MVP in carica non riesce a incidere, segnando soli 4 punti nel tentativo di rimonta e sorpasso dei padroni di casa presto rispedito al mittente da San Antonio
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WALLACE C’È, IL RESTO DEI THUNDER MENO
A dare una mano a SGA ci prova Cason Wallace, inserito in quintetto da coach Mark Daigneault per coprire l’assenza dell’infortunato Jalen Williams, che chiude con 17 punti di cui 14 arrivano in un 4° in cui è proprio lui a tenere in piedi quasi da solo la squadra. Anche perché il resto dello starting five di Oklahoma City marca visita e l’apporto più significativo arriva ancora dalla panchina, con Alex Caruso e Jared McCain che segnano 12 punti a testa
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OKC E LA MALEDIZIONE DEI CAMPIONI
All’inizio della stagione Oklahoma City sembrava avere tutto ciò che serve per rompere quella che è ormai una vera e propria maledizione che colpisce chi vince il titolo, ma non riesce a ripetersi l’anno successivo. Gli ultimi a riuscire nell’impresa rimangono gli Warriors di Steph Curry e Kevin Durant nel 2018, perché per l’ottavo anno consecutivola NBA celebrerà dei nuovi campioni e la dinastia dei Thunder, che sembravano destinati a dominare per diverse stagioni, al momento subisce un brusco passo d’arresto
LA PROGRAMMAZIONE SU SKY SPORT
Oggi in replica su Sky Sport Basket e in streaming su NOW gara-7 delle finali della Western Conference tra Oklahoma City e San Antonio con commento in italiano a curda di Flavio Tranquillo e Davide Pessina
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