Introduzione
Dopo l’addio ai Lakers arrivato a poche ora dall’apertura della free agency, LeBron James sta scegliendo con calma la sua prossima destinazione. E se Golden State, Miami, Cleveland e Philadelphia sembrano rimanere le favorite, in casa Timberwolves, stando a quanto riportato da The Athletic, si respira un insolito ottimismo e si passano in rassegna le motivazioni che potrebbero portare il super veterano a scegliere Minnesota
Quello che devi sapere
MINNESOTA E LE RAGIONI PER CREDERE AL COLPACCIO
A Minneapolis ci credono, eccome. È questo in sostanza il riassunto delle voci riportate da The Athletic a firma John Krawczynski, di solito assai ben informato rispetto a quanto accade in casa Timberwolves. L’oggetto del desiderio è, senza grandi sorprese, LeBron James, che a ormai quasi quattro giorni dall’ufficializzazione del suo addio ai Lakers sta ancora vagliando le sue possibili destinazioni. E se Golden State, Miami, Cleveland e Philadelphia sembrano rimanere in prima fila, Minnesota ritiene di avere ottime ragioni per poter rientrare nella corsa al super veterano
LE PAROLE DI RICH PAUL
Negli ultimi giorni sui media sono circolate le dichiarazioni dello storico manager di LeBron Rich Paul, che ospite del podcast ‘Game Over’ ha parlato apertamente delle squadre prese in considerazione da James, lodando tra gli altri anche i Timberwolves, sia nel loro massimo dirigente Tim Connelly che nelle capacità riconosciute a Chris Finch, di fatto accreditando Minnesota come possibile destinazione
UNA STRUTTURA DI SQUADRA SOLIDA
LaMelo Ball, Anthony Edwards, Jaden McDaniels e Rudy Gobert. Sarebbero questi i compagni di quintetto per LeBron a Minnesota e, vagliando le altre ipotesi sul tavolo, è difficile trovare una sistemazione migliore dal punto di vista del talento complessivo e quindi della possibilità concreta di puntare al titolo, traguardo che James intende palesemente inseguire anche in quella che potrebbe essere la sua ultima stagione sul parquet
I RISULTATI DEGLI ULTIMI ANNI
I Timberwolves sono reduci da due finali di Conference e dall’eliminazione al secondo turno contro San Antonio, fortemente influenzata dall’infortunio occorso a Edwards e dall’assenza di Donte DiVincenzo. Anche dal punto di vista dei risultati, insomma, Minnesota è evidentemente molto vicina allo status di contender, che otterrebbe in via automatica qualora dovesse riuscire ad aggiungere LeBron al proprio roster
UN RUOLO DA MENTORE E VETERANO (SENZA TROPPI SFORZI)
La presenza dei quattro compagni di quintetto, ma anche di altri giocatori giovani e di talento come Ayo Dosunmu, Jaylen Clark e Terrence Shannon Jr. dovrebbe garantire a LeBron un minutaggio e un carico di responsabilità adatte alla sua età, almeno durante la regular season. E con i Timberwolves James potrebbe recitare un ruolo da mentore verso Ball e Edwards, stelle in rampa di lancio che dal giocare al suo fianco potrebbero ricevere la spinta giusta per effettuare il salto definitivo verso lo status di superstar
PROPRIETÀ, DIRIGENZA E COACHING STAFF ALL’ALTEZZA DELLE ASPETTATIVE
Come detto, è stato lo stesso Paul a lodare sia la dirigenza che il coaching staff dei Timberwolves, che sul piatto possono mettere anche la loro nuova proprietà con a capo Marc Lore e la leggenda del baseball Alex Rodriguez, garanzia di stabilità e di disponibilità a investire che non molte altre franchigie possono vantare
LA POSSIBILITÀ DI SCRIVERE LA STORIA
I Timberwolves, si sa, non hanno mai vinto un titolo NBA nella loro storia ormai quasi quarantennale. Non solo, anche i Vikings in NFL e gli Wild in NHL non hanno mai vinto, mentre l’ultimo titolo conquistato a livello di sport professionistico risale al 1991, con le World Series vinte dai Twins. Quello in corso è quindi il periodo senza vittorie più lungo della storia tra le città che possono vantare squadre in ognuno dei quattro maggiori sport professionistici degli Stati Uniti. Vincere a Minneapolis, insomma, rappresenterebbe un colpo sensazionale anche dal punto di vista della narrazione, aspetto a cui James ha sempre dato molta importanza. E a cui potrebbe darne ancora di più in vista di quello che potrebbe essere davvero l’ultimo capitolo della sua leggendaria carriera