Il fenomeno dei Denver Nuggets si è letteralmente scatenato parlando in un’intervista esclusiva con Mile Ilic del Jao Mile Podcast. "Non credo che i ragazzi debbano prendermi come modello, questo ruolo appartiene più che altro alla famiglia e agli amici. La popolarità? Adesso basta, ne ho abbastanza", ha detto Nikola Jokic
Tutte le volte che parla, Nikola Jokic non è mai banale. E non lo è stato nemmeno in un’intervista esclusiva in serbo con Mile Ilic del Jao Mile Podcast. Il fuoriclasse dei Denver Nuggets ha toccato vari temi ed è stato come sempre schietto e diretto, senza paura di risultare antipatico.
Essere un modello per i giovani e la propria strada
“Ad alcuni potrebbe non piacere, ma non credo che dovrebbero prendermi come esempio. Ho avuto sia buoni che cattivi esempi, ma in fondo ho sempre saputo cosa fosse giusto, ad esempio, se fossi uscito a sedici anni, non mi sarei ubriacato. Non so se una figura pubblica possa davvero influenzare i ragazzi; quel ruolo spetta ad amici e familiari. Non credo di avere molta influenza sui giovani. La gente mi dice: ‘Ti ammirano’. Beh, non dovrebbero, nemmeno io ammiravo nessuno”, spiega Jokic.
Poi la sua esperienza, compresa Denver: “Quando arrivai a Denver, avevo Wilson Chandler e Jameer Nelson. C'era anche Mike Miller, sebbene fosse avanti con gli anni. Penso spesso a loro, abbiamo persino una chat di gruppo e restiamo in contatto. Andavano in palestra tutti i giorni, la loro mentalità era semplicemente: ‘Mi presento e mi alleno’. Ho avuto degli ottimi modelli di riferimento, li ho semplicemente imitati. Non dovevo essere un genio. Con il passare degli anni, sviluppi la tua routine e trovi ciò che funziona per te”.
Il fastidio per la popolarità
Il fenomeno serbo ha ribadito di non gradire la popolarità, paragonata a quando la gente fotografa gli animali allo zoo. "Essere popolare mi dà sempre più fastidio. Sinceramente, sento che sto diventando sempre più scortese con le persone che mi si avvicinano. Chi mi conosce lo sa: non faccio foto volentieri, perché sono 11-12 anni che vado avanti così. Adesso basta, ne ho abbastanza. Preferisco che qualcuno mi faccia una domanda piuttosto che mi chieda una foto come se fosse allo zoo", le parole di Jokic.
I difensori più forti che ha affrontato
Restando dentro al campo, il serbo ha risposto alla domanda sui giocatori più forti nella difesa contro di lui: "Alcune squadre difendono molto bene come team, mentre altre hanno ottimi difensori individuali. Zubac mi marca molto bene, così come Nurkic: sono semplicemente più robusti, quindi non riesco a spostarli quando lottiamo per la posizione". Poi fa altri nomi: "Penso che Rudy Gobert sia un grande difensore, anche se storicamente ho sempre giocato bene contro di lui. Jalen Duren è basso ma astuto. Anche Wendell Carter Jr. non è molto alto, e Myles Turner stoppa molti tiri. Non c'è nemmeno bisogno di parlare di Wembanyama. Sono tutti bravi, la lega è piena di talento in entrambe le fasi di gioco".