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NBA, Jokic sbotta coi tifosi di Denver: "Chi fischia non è più benvenuto"

NBA
©Getty

Nikola Jokic ha guidato i Denver Nuggets alla rimonta ai danni dei New Orleans Pelicans con la 199^ tripla doppia della sua carriera, ma dopo il match ha avuto parole molto dure per i tifosi che hanno fischiato la squadra in un primo tempo in cui erano andati sotto anche di 23 punti: "Chi fischia può anche non tornare, non sono più i benvenuti"

Non è stato un inizio di stagione facile per i Denver Nuggets, sconfitti a Oklahoma City al debutto e già alle prese con gli infortuni di Cam Johnson, Alpha Diallo, Julian Strawther e Spencer Jones. Giocare la prima partita davanti ai propri tifosi avrebbe dovuto dare loro un po’ di spinta in più, invece i Nuggets hanno disputato un primo tempo orribile contro i New Orleans Pelicans, finendo sotto anche di 23 lunghezze e venendo sonoramente fischiati dai propri tifosi. Nella ripresa Nikola Jokic e Jamal Murray sono riusciti a raddrizzare la situazione, rimontando da -19 nel quarto periodo per vincere dopo un tempo supplementare e trasformare quei fischi in applausi. Jokic, autore della 199^ tripla doppia della sua carriera con 35 punti, 15 rimbalzi e 10 assist, non ha però dimenticato quanto accaduto: "Siamo stati fischiati alla nostra prima gara in casa della stagione e penso che quelli che ci hanno fischiati non devono più venire alle partite" ha dichiarato senza mezzi termini. "Se ci seguite, sapete che non molliamo mai e che abbiamo rimontato da situazioni anche peggiori. Perciò, se lo chiedete a me, non sono più i benvenuti".

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Perché fanno rumore le parole di Jokic (e la sua situazione contrattuale)

È raro che Jokic, solitamente molto misurato — per non dire spesso disinteressato — nelle sue dichiarazioni alla stampa, si scagli così contro i tifosi che lo hanno visto crescere fino a diventare un tre volte MVP della lega. I suoi sforzi insieme ai 42 punti di Jamal Murray hanno però raddrizzato la situazione almeno in campo, trovando anche un contributo inaspettato dal rookie Trevon Brazile, autore di 7 dei suoi 17 punti nel supplementare per superare i Pelicans. Jokic, che in estate ha dichiarato di voler rimanere a Denver a vita, non ha però firmato l'estensione di contratto che lo avrebbe legato ai Nuggets per altre quattro stagioni, preferendo aspettare l'estate del 2027 quando potrà firmare il contratto più remunerativo nella storia della NBA, pari a 359.5 milioni di dollari in cinque anni.

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