Wada squalifica la Russia per doping per 4 anni: niente Olimpiadi e Mondiali

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L'Agenzia mondiale antidoping ha bandito la Russia dalla partecipazione ai principali tornei sportivi internazionali per un periodo di quattro anni. La decisione è arrivata dopo lo scandalo doping che ha coinvolto le istituzioni sportive del paese, scoppiato a causa della manomissione da parte di Mosca di alcuni dati di laboratorio che contenevano le prove dell'attività illecita degli atleti. Si attende il ricorso, ma è la stessa agenzia russa a essere pessimista: "Nessuna possibilità di vincerlo"

Decisione storica a Losanna: la Wada, l'Agenzia mondiale antidoping, ha infatti deciso di squalificare la Russia da ogni attività agonistica per i prossimi 4 anni, escludendola dunque dalle prossime Olimpiadi del 2020, dai Mondiali e dagli Europei. Una decisione mai presa prima nella storia della lotta antidoping, decretata dalla Wada dopo che il comitato esecutivo ha appurato le responsabilità da parte delle stesse istituzioni sportive che avevano manomesso e falsificato diversi dati e analisi dei propri atleti per nascondere gli illeciti. 

 

Una punizione che il Cio ha già fatto capire che sarà ratificata quasi in automatico. Anche se, visti i rapporti diplomatici, politici e sportivi fra il presidente Bach e Putin, si cercherà di ammorbidire questa punizione garantendo alla Russia la possibilità di avere un Comitato olimpico nazionale per poi portare a Tokyo quegli atleti che dimostrano di non avere mai avuto rapporti con l'agenzia antidoping di Mosca che per anni ha raggirato gli ispettori della Wada consegnando campioni biologici e dati alterati. La Russia ha tempo 21 giorni per dare una risposta in merito alla sospensione o per appellarsi al Tas e in seguito, eventualmente, al Tribunale Svizzero. La questione dunque andrà per le lunghe.

Wada contro la Russia, le altre decisioni

Il Comitato Esecutivo dell'Agenzia mondiale antidoping ha anche stabilito che la Russia, sempre per un periodo di 4 anni, non potrà ospitare o concorrere all'assegnazione d'importanti tornei sportivi internazionali. Inoltre, i funzionari statali russi, nonché i funzionari del Comitato Olimpico Russo (ROC) e del Comitato Paralimpico Russo (RPC), sono stati banditi dal partecipare a tutti i maggiori tornei sportivi internazionali, sempre per un periodo di quattro anni. La Russia è coinvolta in scandali sul doping da quando un rapporto del 2015 commissionato dalla WADA ha trovato prove del doping di massa nell'atletica russa; da allora molti dei suoi atleti non hanno partecipato alle ultime due Olimpiadi e la Russia è stata privata completamente della sua bandiera ai Giochi invernali di Pyeongchang dell'anno scorso, come punizione per aver insabbiato il doping di Stato ai Giochi di Sochi del 2014. Mosca ha ammesso i problemi ma ha negato l'accusa di aver organizzato il doping di Stato.

Zurhova: "La Russia ricorrerà al CAS"

La Russia si appellerà contro la sentenza presso la Corte di arbitrato per lo sport, il CAS, dopo che la questione verrà discussa dall'agenzia russa antidoping, la Rusada. Lo ha detto Svetlana Zhurova, primo vicepresidente della commissione internazionale della Duma, la camera bassa del Parlamento russo. "Il 19 dicembre si terrà una riunione del Consiglio di vigilanza della Rusada per discuterne. Ma sono sicura al 100% che la Russia andrà in tribunale perché dobbiamo difendere i nostri atleti", ha affermato la Zhurova. Anche se le speranze di riuscire a ottenere uno scontro sono veramente poche, come ammesso anche dallo stesso capo dell'Agenzia antidoping russa, Yury Ganus: "Non c'è alcuna possibilità di vincere questo caso in tribunale", ha ammesso,  definendo il provvedimento una "tragedia" per gli atleti puliti e riferendo che alcuni di loro stanno già pensando di lasciare la Russia per poter gareggiare.

Medvedev: "Decisione della Wada va contestata"

Sulla questione si è espresso anche il primo ministro russo Dmitry Medvedev, il quale ha sottolineato la necessità di contestare la decisione della Wada: "Credo che le organizzazioni che sono responsabili di questi temi dovrebbero prendere in considerazione i modi per contestare questa decisione", le parole riportate dal Tass. "Il fatto che queste decisioni continuino a ripetersi - ha proseguito Medvedev - e spesso siano applicabili a quegli atleti che sono già stati puniti in un modo o nell'altro ovviamente fa pensare che ci sia una continuazione dell'isteria anti-russa, già diventata cronica. Di recente, in un'intervista, ho detto che anche in questo caso, da parte russa, nella nostra comunità sportiva, esistono ancora notevoli problemi con il doping, è impossibile negarlo".

Koloskov: "Europei e Champions al sicuro"

Nessun dubbio per la Federcalcio russa: l'UEFA non annullerà le manifestazioni in programma nel Paese, nello specifico alcune gare di Euro 2020 e la finale di Champions League 2021. Lo ha detto Vyacheslav Koloskov, presidente onorario della RFU (Unione russa di calcio) e membro onorario di UEFA e FIFA. "La decisione della Wada non annullerà la decisione della UEFA: non ci sono motivi per farlo. Le partite degli Europei 2020 e la finale della Champions League del 2021 - ha chiarito - si terranno in Russia".

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