Fontana a Sky: "Olimpiadi 2026? Sarebbe un sogno, non ho ancora raggiunto i miei limiti"

L'INTERVISTA

Bronzo ai mondiali di short track dopo l’assenza di due anni dalla Nazionale, Arianna punta a Milano-Cortina: "Non ho ancora raggiunto i miei limiti e vorrei competere anche sulla pista lunga". In caso di partecipazione, l’azzurra potrebbe battere diversi record: "Mi piacerebbe, sarebbe bello poter essere d’ispirazione per le nuove generazioni". E sulla vicenda del cambio di nazionalità: "Questione chiusa, mai messo in dubbio l'amore per il mio Paese"

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Vuole esserci a Milano-Cortina, sarebbe la sua sesta Olimpiade. Ma Arianna Fontana, alza l'asticella e punta a una sfida ancora più grande: gareggiare anche in pista lunga. Di questo e molto altro ha parlato in in una lunga intervista a Sky Sport24 realizzata da Danilo Freri e che potrete rivedere nelle edizioni delle 17.40 e delle 23 sul canale 200. Qui la versione integrale.

Sei tornata in gara negli ultimi Mondiali a Rotterdam. Non gareggiavi da Pechino, da 2 anni quindi. Come è stato ritornare in competizione, come ti sei trovata? Hai anche conquistato il bronzo sui 1000 metri, l’ennesima medaglia della tua carriera

"È stato emozionante, ho rivissuto emozioni che era da parecchio che non provavo, quel nervosismo da prime gare. Anche se la gara in sé non è stata facile, perché l’assenza dalle competizioni dopo due anni si è fatta sentire. Poi, però, la spinta della famiglia e dei genitori è stata importante. Per loro era la prima gara in cui mi rivedevano da Pyeongchang, perché tra l’anno di pausa e il covid da allora non mi avevano visto gareggiare di persona. Erano sugli spalti emozionati loro, emozionata io, era un rientro sicuramente atteso.Tu ti puoi allenare anche nel migliore dei modi, ma poi è la gara che affina tutta la preparazione. Io sono arrivata lì, mentre tutte le mie avversarie erano belle pronte e cariche. Dalla mia per fortuna ho tanta esperienza, ho sfruttato quella. Poi grazie anche all’aiuto di Anthony (Lobello, marito e allenatore, ndr) e al lavoro che abbiamo fatto, abbiamo saputo gestire tutte le situazioni e l’avvicinamento a questi mondiali nel migliore dei modi".

Appena prima di questi Mondiali si è parlato ancora di un caso che per te è sempre stato importante in questi mesi. Parlo dell’inchiesta su due elementi della nazionale maschile che tu hai accusato di averti fatto cadere in allenamento. Per la giustizia sportiva sono stati assolti. Vicenda conclusa?

"C’è stato un giudizio di primo grado, aggiungere altro in questo momento non lo ritengo giusto e opportuno. Ci sarà tempo e modo più avanti per parlarne".

Hai detto che dovevi metabolizzare la cosa. Lo hai fatto?

"Più che altro dovevo parlare con Anthony e capire se la cosa avrebbe avuto un effetto negativo sui mondiali che erano poi in programma nel week end successivo. Quindi era più per quello. Parlandone con Anthony, amici e familiari, ho deciso che questa situazione volevo tenerla lontana dagli allenamenti e dalle competizioni, come ho sempre fatto. Dovevo continuare ad avere questo approccio ed è per questo che mi avete rivista in gara".

Quindi non escludi di poter fare ancora un ricorso?

"Stiamo valutando con i miei avvocati".

Per questa vicenda e per il tuo scontro con la Federazione, prima del rientro in Nazionale, si era anche parlato dell’ipotesi di gareggiare per un’altra nazione. C’è stato davvero un momento in cui hai pensato di gareggiare per una nazionale diversa da quella italiana?

"Devo fare qualche passo indietro. Dopo l’Olimpiade di Pechino, siamo stati a Roma per la riconsegna del tricolore. In quell’occasione c’è stato un incontro con la Federazione e il CONI, dove c’è stata la riconferma che volevo arrivare alle prossime olimpiadi cercando di partecipare sia nello short track che in pista lunga. Avevo proposto questo mio progetto e verbalmente Federazione e Coni mi sostenevano. Da lì in avanti io e Anthony, soprattutto Anthony… ha cominciato a lavorare sulla preparazione per aiutarmi a cercare di competere in entrambe le discipline. Per questo motivo mi sono poi ritrovata a Salt Lake City nel gennaio del 2023. Era la prima volta che potevo testare se era una cosa fattibile. In quella settimana mi sono allenata sia nello short track che in pista lunga: finivo un allenamento, cambiavo pattini e continuavo. Abbiamo fatto tutte le prove possibili e immaginabili e lì abbiamo capito che si poteva fare. Da lì è nato quel post da cui è scaturito tutto…".

Quindi non era un post in cui ipotizzavi di cambiare squadra?

"No. Qui devo inserire questa cosa: il fatto che sono sempre stata criptica, o meglio ho sempre cercato di omettere delle informazioni. Lo short track è uno sport dove sei uno contro l’altro, conta anche non far capire all’avversario come ti stai preparando, che sta succedendo". 

Hai voluto confondere un po’ e cose e le hai confuse anche in Italia

"Ho cercato di omettere anche in passato delle informazioni. Questo caso non è sato diverso. Chi non era a conoscenza dei miei progetti di unire short track e pista lunga ha interpretato la cosa pensando subito al passaggio di nazione… ".

Sei tornata ai Mondiali con l’Italia, quindi ipotesi cambio di nazionalità definitivamente chiusa?

"Certo, la mia intenzione era tornare a gareggiare e l’avevo comunicato alla Federazione. Le persone che erano a conoscenza del mio progetto e del percorso che avevo iniziato potevano tranquillamente fermare la cosa sul nascere. Ma alla domanda 'Lascerai andare Arianna a gareggiare con gli Stati Uniti', la risposta è stata si… Con quello c’è stata una escalation che poteva sicuramente essere evitata. Si poteva evitare di mettere dubbi sul mio patriottismo e l’amore che ho verso il mio paese. Paese che ha rappresentato anche mio marito Anthony come atleta e come allenatore nelle ultime due Olimpiadi".

In questi ultimi anni ti sei allenata a livello individuale, soprattutto tra USA e Canada, seguita da tuo marito Anthony Lobello. Quale è il programma per il futuro? Hai parlato di mancanza di fiducia totale nei confronti dei responsabili tecnici italiani? È cambiato qualcosa?

"Adesso sono in attesa della conferma di un incontro con la Federazione e il CONI, perché è il primo passo fondamentale per poter andare avanti. Io e Anthony siamo pronti nuovamente a condividere il nostro progetto, la nostra programmazione, in modo che sia tutto chiaro, confermato, e che ci si possa allenare nel modo migliore e più sereno possibile. Questo è il primo passaggio. Per la prossima stagione l’obiettivo è gareggiare in entrambe le discipline, short track e pista lunga. Non è una cosa semplice, non ci sono tanti atleti che sono riusciti a farlo. Sto avendo tanto supporto da chi ha fatto questo passaggio da short track a pista lunga e anche dall’unica che ha vinto una medaglia nelle due discipline nella stessa Olimpiade: Jorien ter Mors. Avere il suo sostegno significa tanto, perché siamo sempre state avversarie testa a testa in pista".

Perché la pista lunga?

"Perché no? Ci avevo pensato subito dopo Pyeongchang, poi con il covid e tutte le problematiche logistiche avevo accantonato la cosa. Dopo Pechino, mi sono detta che voglio finire nel migliore dei modi e voglio dare tutto quello che mi rimane all’Italia e al mio Paese. Anthony sta lavorando per far si che io arrivi preparata fisicamente. Per fortuna la Federazione Internazionale dopo Pechino ha fatto un calendario delle gare che rende possibile partecipare agli eventi di entrambe le discipline. Se c’è la volontà, si può fare".

Tutto questo, mi sembra chiaro, è un piano di avvicinamento a Milano-Cortina. Rimane il tuo obiettivo?

"L'obiettivo, il sogno, è quello di arrivarci e concludere la mia carriera qui a casa".

Hai vinto 11 medaglie olimpiche, sei già l’atleta italiana che nella storia ha vinto più medaglie alle Olimpiadi invernali. Solo Edoardo Mangiarotti in assoluto ne ha vinte di più nella storia olimpica italiana: 13. È una motivazione per te? Anche magari vincere una medaglia in sei edizioni consecutive dei Giochi (c’è riuscito solo Zoggeler). Quali sono le altre motivazioni che ti spingono ancora?

"Guardo più a quello che mi tocca da vicino. Voglio sempre trovare una nuova sfida, come la pista lunga. Non mi sento di aver raggiunto ancora i miei limiti, per cui c’è la voglia di migliorare. Pensando alle Olimpiadi di Torino e a tutte le gare che ho fatto in Italia, penso a quanto sarebbe bello sentire la spinta del pubblico italiano e poter condividere con loro la gioia di una medaglia olimpica. Questi ricordi, queste sensazioni mi spingono ad andare avanti. Ci sono tutti questi numeri, i record di medaglie…sono tutti record che mi farebbe piacere battere, perché sarebbe bello che sia poi di ispirazione alle generazioni future. Per avere un nuovo record da raggiungere e da battere".

Come vedi il rapporto con la Nazionale nelle prossime stagioni. Ad esempio: si può fare una staffetta senza allenarsi con la squadra?

"Come fa Marcel Jacobs che si allena in Florida a fare una staffetta con gli altri suoi compagni di squadra? Si può fare assolutamente. Da parte mia c’è comunque la volontà di potermi allenare ancora con la squadra, con il gruppo. Perché è importante e vorrei anche stare anche un po’ a casa mia ogni tanto. Purtroppo, in Italia non ci sono strutture per potermi allenare in entrambe le discipline, sono obbligata a fare allenamenti all’estero. Ma spero ci sia la possibilità di fare allenamenti con il gruppo in Italia". 

Che cosa è vita di Arianna Fontana oltre lo short track? Come immagini sarà la tua vita a carriera finita? Lontano dalle piste, o magari ancora su una pista di pattinaggio in qualche modo?

"Lo sport da tanto e richiede anche tanto. Finché rimarrò atleta sarà quello il focus principale. Una volta finita la mia carriera mi dedicherò finalmente a me stessa, a mio marito alla mia famiglia, perché sarebbero bello godersi un attimo di tranquillità. Ma mi piacerebbe tanto rimanere in ambito sportivo, ho tanta esperienza e potrei trasmetterla ai giovani e alle nuove generazioni, perché venga sfruttata al massimo e magari possa aiutarli a raggiungere i loro obiettivi".

Tra poco torni in America, giusto? Un po’ di riposo o si inizia subito con gli allenamenti?

"Un po' di riposo, poi se facciamo questa riunione, se va tutto bene e i progetti sono chiari e senza dubbi, si ricomincia con gli allenamenti".