Sei Nazioni 2022, tutto sulla Scozia: sabato la sfida con l'Italia

Rugby

Andrea Gardina

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A Roma sabato si affrontano le uniche due squadre che ancora non hanno mai vinto il torneo. L’Italia è per la Scozia l’avversario contro il quale sono arrivati i successi più larghi in assoluto e in trasferta, mentre gli Highlanders rappresentano i rivali più battuti dagli Azzurri

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Quarta giornata del Sei Nazioni e Italia che ritorna a Roma per affrontare allo Stadio Olimpico la Scozia, tradizionalmente l’avversario più abbordabile, dato che sette dei dodici successi complessivi nel torneo sono arrivati contro il XV del cardo. In totale negli scontri diretti sono, invece, 8 le vittorie assolute azzurre contro 25 scozzesi, tra cui le ultime due nel Sei Nazioni, sia lo scorso anno ad Edimburgo: 52-10, la vittoria più ampia di sempre nella kermesse per gli Highlanders, il 20 marzo 2021 con doppiette di Cherry e van der Merwe e le mete di Graham, Jones, Steele e Johnson e per l’Italia la marcatura di Bigi, ma soprattutto tre cartellini gialli a Mori, Negri e Ioane; che l’anno prima a Roma, nella vittoria in trasferta più larga e in uno degli scontri terminati a zero dall’Italia: 0-17 con le 3 H come mattatori assoluti, viste le mete di Harris, Hastings e Hogg il 22 febbraio 2020. Il capitano è il recordman per marcature pesanti nel Sei Nazioni, con 15 mete complessive per la squadra allenata da Gregor Townsend, poco sotto al 50% di vittorie nella sua gestione dal 2018 e che lo scorso anno riuscì a vincere tre volte, compresa l’ultima impresa sulla Francia e la vittoria nella Calcutta Cup, segnando il maggior numero di punti (138) e mete (18) nel torneo. Una manifestazione che, a onor del vero, le due squadre sono le uniche a non aver ancora mai vinto.

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Nel mezzo tra le ultime due sfide, anche un match di Autumn Nations Cup disputato il 14 novembre 2020 a Firenze e vinto 17-28 dalla Scozia, arbitrato allora dall’inglese Luke Pearce, che dirigerà la prossima contesa. La Scozia può vantare un totale di 182mila tesserati in una federazione fondata nel 1873, due anni dopo il primo test disputato e vinto 16-0 ad Edimburgo contro l’Inghilterra. A novembre sono arrivate discrete prestazioni e successi contro Tonga, Australia e Giappone, mentre Hogg e compagni si sono dovuti arrendere ai campioni del mondo del Sudafrica. In patria, nelle ultime settimane, il grosso dell’attenzione è stato tuttavia rivolto al femminile, dato che la nazionale in rosa è riuscita a conquistare l’accesso alla prossima Coppa del mondo che si disputerà in Nuova Zelanda dal 8 ottobre al 12 novembre (rinviata di un anno causa Covid, rispetto alla prevista disputa nel 2021) dopo il successo 59-3 nello spareggio di Dubai contro la Colombia e che sarà inserita in una difficile pool A con le padrone di casa Kiwi delle Black Ferns, l’Australia e il Galles.

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D’altronde, la sconfitta 17-36 contro la Francia a Murrayfield, prima con sei mete incassate sotto la gestione Townsend, ha significato per gli uomini in tartan l’addio ad ogni velleità di conquista del titolo, dopo la vittoria 20-17 contro l’Inghilterra e la sconfitta alla seconda giornata con identico risultato a parti inverse contro il Galles.

Ora la Scozia è al quarto posto con 5 punti, 54 segnati (25 dei quali da Finn Russell, terzo miglior marcatore dopo Smith e Jaminet) e 73 subiti, mentre sono 8 le mete al passivo e 5 quelle all’attivo: una tecnica decisiva per la vittoria sull’Inghilterra e poi una a testa per White, Graham, Darge e van der Merwe. E proprio sugli ultimi due nomi si sono concentrati la maggior parte dei media britannici nell’ultimo periodo.

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Elogi per il giovane terza linea, chiamato a sostituire l’infortunato Jamie Ritchie, capace di andare in meta alla prima presenza da titolare e che molti ora vorrebbero vedere assieme al colosso Hamish Watson, miglior giocatore del Sei Nazioni 2021, assente contro i transalpini causa Covid e pronto a rientrare per continuare ad inseguire il suo record di placcaggi senza errori. Dall’altra parte, invece, desta preoccupazione il cartellino rosso comminato a Duhan van der Merwe nella Premiership inglese nella sconfitta del suo Worcester (squadra dove il sudafricano è approdato dopo quattro anni ad Edinburgh e la conseguente naturalizzazione che l’ha portato a diventare titolare pure con i British and Irish Lions nell’ultimo tour) 43-12 contro i London Irish. Per il metaman con 5 marcature dell’ultima edizione, che ha esordito con la Scozia nell’ottobre 2020, una gomitata all’avversario Kyle Rowe che potrebbe costare caro anche per il prosieguo del Sei Nazioni.

Di nuovo in campo le franchigie

Sono tornate in campo nell’ultimo fine settimana le franchigie dello United Rugby Championship. Edinburgh, quinto nella classifica generale, ha vinto agilmente 56-8 in casa contro Connacht, mettendo in mostra la verve di Blair Kinghorn schierato all’apertura, mentre i Glasgow Warriors, quarti in graduatoria, hanno perso a Llanelli 35-10 contro gli Scarlets, uscendo letteralmente con le ossa rotte e cattive notizie ancora una volta per Townsend, visto l’infortunio al naso e la sospetta concussion per il pilone Oli Kebble, già chiamato in sostituzione di Rory Sutherland, infortunatosi nella sconfitta contro il Galles. Assente pure Sam Johnson, ma per lui non dovrebbero esserci dubbi e dovrebbe essere stata una semplice influenza, in un reparto dei trequarti dove c’è molta concorrenza ai centri. Assente Cameron Redpath (infortunio al collo), con Johnson potrebbe rivedersi Sione Tuipulotu, ma scalpita per una maglia anche James Lang, rientrato ad Edimburgo dopo l’esperienza con gli Harlequins.

Tra gli assenti per infortunio pure Marshall Sykes, Nick Haining, Ollie Smith e Rufus McLean, mentre rientra in gruppo il seconda linea Jonny Gray. Convocato tra i saltatori l’esordiente Glen Young di Edinburgh, e all’apertura le alternative a Russell saranno Ross Thompson di Glasgow e il richiamato Adam Hastings. Gregor Townsend ha annunciato cambiamenti certi nella prossima formazione, indicando ai suoi soprattutto di continuare ad aver fiducia nel piano di gioco e nelle proprie capacità, anche quando le cose non vanno per il meglio come nell’ultima partita contro la Francia.