NFL, il Super Bowl 2020 sarà San Francisco 49ers-Kansas City Chiefs

Sport USA
Massimo Marianella

Massimo Marianella

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Nei Championship games di domenica battute Tennessee e Green Bay. A Miami si affronteranno due squadre equilibrate, forti e motivate. San Francisco con la difesa leggermente migliore e Kansas City con l’attacco leggermente migliore. Un mix perfetto per un grande spettacolo. Il Super Bowl LIV è già iniziato!

Kansas City Chiefs-Tennessee Titans 35-24

The team of the Destiny non ha raggiunto la terra promessa. In un titolo, una manciata di luoghi comuni dello sport americano, ma anche la foto di quanto accaduto a Kansas City nel Championship della AFC. I Titans non ce l’hanno fatta a completare l’impresa dopo aver sconfitto, sempre in trasferta, New England e Baltimore, nonostante un vantaggio iniziale di 10-0. Troppo forti i Chiefs e troppo esplosivo l’attacco guidato da Patrick Mahomes. La partita si giocava ovviamente su come e quanto la squadra di Andy Reid avrebbe contenuto le corse di Henry e 69 yards in 19 portate hanno costretto Mike Vrabel a cercare soluzioni fantasiose in attacco. Tre Tight End contemporaneamente, una finta di punt nel quarto quarto, il rischio di un terzo e soprattutto un quarto down affidandosi ai passaggi sul corto per il rientrante Humphries e addirittura un TD di Dennis Kelly corpulento Tackle di riserva dichiarato eleggibile che lo ha reso il giocatore più pesante della storia dei Championship ad aver realizzato un TD. Non è bastata però neanche la fantasia perché Reid ha risposto invece in parte con l’esplosività del suo QB unita al tempo stesso ad un importante gioco di corsa per limitare i rischi cambiando radicalmente le strategie offensive abituali. Tante corse sì, ma il punto esclamativo sulla vittoria lo ha messo Mahomes (in un match da 23 su 35 per 294 yards, 3 touchdown e nessun intercetto) con un TD pass da 60 yards ad 8 minuti dalla fine. Sammy Watkins che lo ha ricevuto non segnava dalla prima giornata della stagione, in quel caso ne aveva realizzati 3, tre come i TD pass di Mahomes che ha per questo ha usato anche 3 ricevitori diversi. Contro i Texans i Chiefs avevano recuperato la settimana scorsa mettendo a referto 41 punti consecutivi, questa volta ne sono bastati 28. Kansas City torna a giocare il Super Bowl dal gennaio 1970, il numero 4 vinto sui Minnesota Vikings, e lo faranno dopo aver sollevato, con in sottofondo le note del celeberrimo Tomahawk Chop l’urlo di guerra dei Chiefs, il trofeo per i campioni della AFC. Il Lamar Hunt Trophy, quello che curiosamente porta il nome del fondatore proprio dei Kansas City Chiefs scomparso nel 2006 

Il saluto a fine gara fra Mahomes e Tannehill
Il saluto a fine gara fra Mahomes e Tannehill - ©Getty

San Francisco 49ers-Green Bay Packers 37-20

A Miami troveranno i San Francisco 49ers che in casa a Santa Clara hanno massacrato i Packers. Partiti con 27 punti di vantaggio nel primo tempo, non si sono mai più voltati indietro. Le corse di Raheem Mostert (220 yards seconda prestazione storia dei playoff dietro solo a Dickerson con 248 nel 1985 con 4 TD questo invece un record nella storia dei Championship Game), le ricezioni del rookie Deebo Samuel e soprattutto una straordinaria difesa che a Rodgers non ha concesso assolutamente nulla, solo un’altra grande delusione. Grande come quella del Draft del 2005 quando Aaron Rodgers, californiano, tifoso di San Francisco da bimbo, sognava di essere scelto dai 49ers che quell’anno avevano la prima scelta e che invece chiamarono il nome di Alex Smith. Nella notte di domenica un’amarezza altrettanto forte se non di più perché la stessa squadra che gli aveva negato la gioia di vestire la maglia che sognava gli ha chiuso, malamente, in faccia le porte dell’aereo per Miami. Troppo forte San Francisco non ha praticamente permesso a Green Bay neanche di entrare in partita. Un intercetto, un fun ball e Devante Adams totalmente cancellato dal campo nel primo tempo. Il secondo tempo Green Bay lo ha aperto con 7 punti, ma sempre, nonostante due straordinarie “bombe” di Rodgers per Graham e Adams, la stessa sensazione di troppo poco e troppo tardi e così è stato per il 37 a 20 finale, Con anche Jerry Rice in versione cheerleader a bordo campo, l’entusiasmo del Levi’s Stadium ha ricordato davvero i giorni belli del Candlestick Park quando Joe Montana innescava proprio l’inarrivabile numero 80. Oggi i personaggi sono meno leggendari, ma l’ottimismo lo stesso. Quarteback e Head Coach sono giovani per i loro ruoli, con esperienza tutto sommato relativa, ma l’equilibrio che questa squadra dimostra tra attacco e difesa è impressionante. Garoppolo alla sua 21 vittoria in 26 match da titolare con i 49ers li ha portati a Miami e adesso giocherà il suo primo Super Bowl da titolare dopo gli anelli vinti da riserva di Brady. Il suo punto di forza sono una varietà di running back affidabili, ricevitori veloci sul profondo, ma anche una difesa che Robert Saleh schiera in maniera sempre più aggressiva. Alexander, Bosa, Ford, Sherman, Warner, Tartt un gruppo affamato e grintoso che nessuno vorrebbe trovarsi davanti, forse neanche Mahomes nonostante la sua rapidità. Una vittoria che lancia i 49ers verso il Super Bowl e al tempo stesso allontana un alibi in più per le polemiche del capitolo Kaepernick. Non, non è più lui l’ultimo QB ad aver portato San Francisco a giocare la sfida delle sfide. Si chiama Jimmy Garoppolo. Dopo il primo touchdown della notte di Santa Clara i 49ers ha festeggiando mimando una nuotata e una surfata con un messaggio chiaro: Florida stiamo arrivando!

Garoppolo & Rodgers
Garoppolo & Rodgers - ©Getty

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