NFL, i miei migliori di tutti i tempi

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Massimo Marianella

Massimo Marianella

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E’ un gioco e potevamo farlo solo la settimana del Super Bowl. La NFL in occasione delle celebrazioni per i 100 anni della Lega ha preselezionato 150 giocatori e 20 head coaches per arrivare a 100 giocatori e 10 allenatori dopo la selezione di una giuria di 26 membri del “Blue Ribbon Panel” (dirigenti, allenatori, ex giocatori e giornalisti) tra cui Belichick, Tony Dungy, Dan Fouts e Don Shula. Un grande onore per chi viene nominato ufficialmente, un giochino divertente per tutti fatto a posta per… far discutere

Io mi sono semplicemente divertito a fare due squadre, una offensiva e una difensiva. Urge subito una premessa però. Non ho affatto la pretesa che siano i migliori in assoluto di tutti i 100 anni della NFL (anche perché per una gran parte per fortuna ancora non c’ero) e forse molti non lo sono in assoluto neanche delle generazioni che ho vissuto io, banalmente sono quelli che mi hanno colpito, emozionato per qualche motivo o hanno significato qualcosa per me. Non sono neanche tutti nella lista dei 150 della NFL, sono semplicemente nella mia personalissima lista.

QB - Dan Marino & Brett Favre

Ovviamente so quanti Super Bowl hanno vinto Joe Montana e Tom Brady, quanto abbiano contato nella storia di questo gioco Johnny Unitas e l’impresa di Joe Nemath, ma Dan Marino è il quarterback più straordinario che abbia mai visto, dal braccio più potente, unanimemente riconosciuto come il più forte in ogni ruolo della storia di questo gioco a non aver mai vinto l’anello oltre che il più forte di sempre dei miei Dolphins. Brett Favre, principalmente nei suoi 15 anni a Green Bay, mi ha esaltato come pochi. Un mix stupendo di arroganza agonistica, rischio e talento.

Brett Favre e Dan Marino in una sfida fra Gren Bay e Miami del 1997
Brett Favre e Dan Marino in una sfida fra Gren Bay e Miami del 1997 - ©Getty

WR – Jerry Rice, Brandon Marshall & Plaxico Burress

Jerry Rice è il più grande di tutti per distacco e quindi non posso non inserirlo. I numeri, le vittorie, l’etica del lavoro. A me è solo dispiaciuto che nel finale di carriera non sia riuscito a vincere un altro anello con i Raiders perdendo il Super Bowl contro Tampa ma realizzando un TD che gli ha permesso di diventare il primo giocatore della storia a ricevere un TD pass in quattro Super Bowl differenti. Brandon Marshall un meraviglioso talento soprattutto nelle stagioni con Denver e Chicago. Più di 12 mila yard, 80 touchdown con 6 Pro Bowl (uno col Titolo di MVP) ma senza arrivare mai alla partita più prestigiosa. Classe purissima però, gli poteva lanciare un frigorifero e lo avrebbe preso e messo giù con grazie evitando il cornerback. Guardarlo anche solo in allenamento un vero piacere. Uno dei miei giocatori preferiti in assoluto. Plaxico Burress non si fosse sparato da solo su un piede e avesse avuto un carattere più tranquillo avrebbe vinto di più, ma un anello con i Giants lo ha vinto, ha realizzato più di 60 TD tra Pittsburgh, Giants e Jets e soprattutto ha unito verticalità ad agilità   

Da sinistra a destra: Marshall, Rice e Burress
Da sinistra a destra: Marshall, Rice e Burress - ©Getty

RB Barry Sanders & Emmitt Smith

Coi running ancor di più l’imbarazzo della scelta. Pagando rispetto alla memoria di Walter Payton e alla potenza di Jim Brown, il primo nome per me è quello di Barry Sanders, l’esempio di come si possa essere grandi anche in una franchigia non vincente. Convocato per il Pro Bowl per ogni stagione della sua carriera con Detroit ed un Titolo di MVP anche se i suoi Lions ai playoff in quel decennio hanno vinto una partita sola. Ha corso per più di 15 mila yards (il quarto di sempre nella storia) e sommato più di 100 TD. Emmitt Smith in questa squadra ci entra di diritto. Tre anelli di campione, un titolo di MVP del Super Bowl e uno della della stagione e le sue 18.355 yard lo rendeno il numero 1 in assoluto della storia di questo sport per yard corse.

Barry Sanders ed Emmitt Smith agli NFL Honor del 2014 alla Radio City Music Hall
Barry Sanders ed Emmitt Smith agli NFL Honor del 2014 alla Radio City Music Hall - ©Getty

TE – Rob Gronkowski & Antonio Gates

Gronkowski non ha bisogno di troppe spiegazioni. E’ il tight end più decisivo dell’era moderna. Senza di lui i Patriots, pur con Belichick e Brady, non sono stati più così efficienti. Una sorta di copertina di Linus di una dinastia leggendaria. Antonio Gates invece, pur avendo avuto la fortuna di giocare per tutta la sua carriera con un QB di grande livello con cui ha avuto una splendida intesa quale Philip Rivers, non ha mai avuto davvero l’opportunità di vincere a San Diego quindi deve mettere in vetrina le quasi 12 mila yard di ricezione (record di franchigia per i Chargers) e i 116 TD più di qualsiasi altro tight end nella storia.   

Rob Gronkowski e Tom Brady festeggiano la vittoria nel Super Bowl XLIX del 2015
Rob Gronkowski e Tom Brady festeggiano la vittoria nel Super Bowl XLIX del 2015 - ©Getty

ST – Devin Hester, Shane Lechler & Adam Vinatieri

Special Team per Shane Lechler sette volte al Pro Bowl e recordman nella storia della Lega per media in carriera per un punter con le sue 2 maglie, Raiders e Texans. Il kicker è Vinatieri per i numeri, la longevità, le vittorie e per la straordinaria qualità per il suo ruolo di saper essere decisivo sotto pressione. Come ritornatore invece il travolgente Devin Hester. Come ricevitore è stato uno dei tanti, come ritornatore forse il più grande di tutti con 20 TD su ritorno, compreso uno per aprire il Super Bowl 41 del 2007, e soprattutto tra kick off e punt una somma incredibile di 8 751 yards di ritorno

Devin Hester celebra uno dei suoi 20 TD su ritorno
Devin Hester celebra uno dei suoi 20 TD su ritorno - ©Getty

OL – Anthony Munoz, Larry Little, Dwight Stephenson, John Hannah & Orlando Pace

Linea d’attacco che appartiene soprattutto al passato con Dwight Stephenson centro dei Dolphins della prima era Marino, già nell’Hall of Fame e 5 volte al Pro Bowl, le due guardie anche loro dall’AFC East con Larry Little uno dei simboli degli Invincibili di Don Shula e John Hannah che è stato il primo grande giocatore della storia dei Patriots cui ha dedicato tutta la carriera. I due Tackle invece Anthony Munoz dodici anni con i Cincinnati Bengals di cui 11 al Pro Bowl e Orlando Pace, il più giovane del gruppo, con l’anello vinto con i Rams e 7 convocazioni al Pro Bowl comprese quelle con la maglia dei Bears

John Hannah
John Hannah - ©Getty

DL - Jason Taylor, Bruce Smith, Reggie White & Demarcus Ware

Bruce Smith come leader della storia per i sacks, l’unico ad essere arrivato a quota 200. E’ stato il Defensive End più temuto da qualsiasi QB avversario, Reggie White ha lasciato ricordo devastante in campo con 198 sacks, l’anello vinto con Green Bay e il rimpianto come persona per non aver più con noi il suo sorriso. A completare la linea Jason Taylor, 139 sacks e mezzo nella sua grande carriera con i Dolphins e un paio di caffè presi con Jets e Redskins, un atleta fantastico a suo agio a giocare anche sulla linea dei linebackers e Demarcus Ware un sacks esatto in meno rispetto a JT, come lui sia con i Cowboys che con i Broncos utilizzato sulla linea come da outside linebacker, ma a differenza del #99 dei Dolphins con un anello al dito, quello del 50esimo Super Bowl, da mostrare con orgoglio.

 Reggie White morì il 26 dicembre 2004 per un problema cardiaco. Così lo ricordarono i tifosi dei Packers pochi giorni dopo al Lambeau Field
Reggie White morì il 26 dicembre 2004 per un problema cardiaco

LB - Willie McGinest, Ray Lewis & Junior Seau

Linebacker centrale Ray Lewis un grande leader oltre che impeccabile e cattivissimo interprete del ruolo di centrale In 17 anni dedicati in esclusiva ai Baltimore Ravens 43 sacks e mezzo, 2275 tackle e 2 anni vinti entrambi da uomo simbolo e chiave della difesa. Ai suoi lati Willie McGinest che ha aiutato non poco Brady a vincere 3 dei suoi 6 anelli e con numeri a fine carriera anche di 86 sacks più di 800 tackle e 16 fumbles causati. Dall’altra parte Junior Seau, storia triste per il suo epilogo, ma esaltante in campo soprattutto con i Chargers anche se ha poi finito la carriera con Dolphins e Patriots. Dodici presenze al Pro Bowl e una lacrimuccia per il fatto che non potesse esser più presenze al suo meritatissimo ingresso nella Hall of Fame 3 anni dopo la sua scomparsa

Lo sguardo di Ray Lewis. C'è bisogno veramente di una didascalia...?
Lo sguardo di Ray Lewis. C'è bisogno veramente di una didascalia...?

CB/S – Asante Samuel,  Ed Reed, Brian Dawkins & Deion Sanders

Nella secondaria la velocità e i “furti” di Asante Samuel che ha totalizzato (Patriots, Eagles e Falcons) 51 intercetti, 6 touchdown e 2 Super Bowl vinti da una parte e il carisma e la classe di uno dei più grandi personaggi dello sport americano come ‘Prime Time’ Deion Sanders dall’altra. Al centro le 2 safeties Ed Reed entrato nella Hall of Fame per il Super Bowl vinto e le 9 convocazioni al Pro Bowl con la maglia dei Ravens e un colpitore terribile, durissimo come Brian Dawkins esempio che la fame agonistica, la cultura del lavoro, la voglia e l’amore per questo sport possono portare lontano. Un pubblico difficile come quello di Philadelphia lo adora ancora oggi. 

Deion Sanders posa accanto al suo busto. E' nella Hall of Fame dal 2011
Deion Sanders posa accanto al suo busto. E' nella Hall of Fame dal 2011 - ©Getty

HC – Bill Belichick

Anche la scelta dell’Head Coach cui affidare la “mia” squadra non facilissima. Troppo leggende hanno passeggiato sulle side line degli stadi della NFL. Vince Lombardi, George Halas, Curly Lambeau, Tom Landry, Bill Walsh, Don Shula, Chuck Noll. Però credo che i 6 Super Bowl vinti da capo allenatore, gli 8 anelli finora in totale in bacheca, le più di 300 partite vinte, la capacità di gestire sia il salary cap (non facile nell’era moderna) che il carattere delle varie superstar, oltre all’aver creato un sistema, una struttura di franchigia unica orientino la scelta verso Bill Belichick.

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