Borg-McEnroe, non solo cinema: ecco il libro da non perdere sulla sfida più bella del tennis

Tennis

Francesco Giambertone

Il 6 luglio 1980 si giocò la finale di Wimbledon, vinta da Borg, definita da molti "la più bella partita di sempre" (Foto Getty)
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A 36 anni dalla loro ultima sfida, torna di attualità la rivalità tra i due tennisti che cambiarono il tennis in pochi anni. E oltre al film, il 9 novembre è la data di uscita di un libro sulla loro storia. Che non potete perdervi

Per essere una delle più grandi sfide sportive di tutti i tempi, quella tra Bjorn Borg e John McEnroe è stata incredibilmente breve: appena 14 incontri in 4 anni, tra il 1978 e 1981, il cui equilibrio fu interrotto solo quando lo svedese sconvolse il mondo del tennis (e il suo giovane rivale) annunciando il ritiro a 25 anni. Quattordici partite non sono nulla in confronto alle saghe infinite di Nadal e Federer (38 match), di Becker ed Edberg (35), di Sampras e Agassi (34). Eppure a distanza di quasi 40 anni il loro è ancora riconosciuto – in modo pressoché universale – come il migliore degli scontri fra titani. Perché racchiudeva tutto ciò che si può chiedere a una competizione sportiva. Tra supereroi agli antipodi in tutto, in perenne lotta contro se stessi prima che uno contro l'altro.

La finale degli Us Open 1981. Prima, durante e dopo

Esce oggi in Italia il film Borg-McEnroe, due ore che potrebbero incuriosirvi e suscitare una voglia irrefrenabile di sapere tutto sui due fenomeni del tennis a cavallo tra gli anni Settanta e Ottanta. E allora vi consigliamo di andare in libreria e procurarvi una copia di “Borg-McEnroe” di Stephen Tignor (HarperCollins, 380 pagine), scrittore americano e firma di Tennis Magazine. Tutto il saggio prende vita dalla finale degli Us Open del 1981. Quella in cui McEnroe sconfisse Borg in 4 set e lo svedese uscì dal campo senza partecipare alla premiazione, s'infilò in macchina e lasciò il mondo del tennis per sempre. Racconta le loro sfide epiche - come la finale di Wimbledon del 1980, secondo molti la partita più bella della storia -, le loro differenze più profonde come esseri umani, prima che come tennisti: il ghiaccio di Ice-Borg contro il fuoco del Super Monello, il rispetto e il timore reciproco, l'essere così completamente opposti da attrarsi fino a diventare indispensabili l'uno per la carriera dell'altro. Per la vita dell'altro.

Due umani così diversi

“Se Borg vinceva controllando tutto dentro e fuori di sé, seppellendo le proprie emozioni, McEnroe lo faceva fomentando l'ansia che sentiva montare dall'interno ed esternandola”. Se Borg aveva riscritto le regole del tennis, trasformando “ogni punto in una guerra di logoramento” giocata da fondo, McEnroe – che affrontò per la prima volta a 18 anni - “portò il gioco esattamente all'estremo opposto. La sua agilità di movimento alleggerì nuovamente il tennis”. E fece uscire di testa lo svedese, che dopo due sconfitte in finale a Wimbledon e a Flushing Meadows abbandonò il gioco. E senza la struttura che questo aveva dato alla sua vita, si sgretolò in un mare di eccessi.

Una lettura fondamentale

Racconta tutto, Tignor, con decine di aneddoti e particolari, ma anche digressioni storiche fondamentali, che rendono la trama mai banale, come i suoi protagonisti. E nel ripercorrere quegli Us Open di 36 anni fa, traccia un quadro imprescindibile della storia del tennis dell'epoca e degli uomini che lo giocavano: non solo l'Uomo di Ghiaccio, che soffocava il suo temperamento focoso, e il ragazzino McEnroe, genio tormentato destinato a scalzare il suo stesso idolo dal piedistallo. Scopriamo tra le pagine tutte le persone coinvolte nelle loro vite e nella loro rivalità, altri pezzi della storia del tennis: Jimmy Connors e Ilie Nastase, Vitas Gerulaitis e Ivan Lendl e tanti altri. Un libro su una sfida epica che vi aiuterà a capirla fino in fondo, nei suoi protagonisti così forti e insieme così vulnerabili.

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