Marcorè: "Quando scrissi una lettera a Panatta per chiedere un provino"

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Il comico, intervenuto in diretta con #CasaSkySport, ha prima imitato Pizzul e Antonio Conte, parlando della sua passione per la Juventus e il calcio in generale. Poi ha raccontato un curioso retroscena sull'ex campione italiano di tennis

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Neri Marcorè nella vita ha sempre fatto tante cose. L'attore, il comico, l'imitatore, il conduttore televisivo, il doppiatore. Anche il calciatore, come dimostra la sua lunga militanza nella Nazionale Cantanti. Poteva fare pure il tennista, altra sua grande passione: "La prima volta con la racchetta in mano fu quando avevo 12 anni. A 14, poi, il primo torneo - ha raccontato in diretta con #CasaSkySport - appena maggiorenne, vinsi un torneo e scrissi addirittura una lettera ad Adriano Panatta per chiedergli di farmi fare un provino. Vincevo con i ragazzi della mia età e pensavo di poter fare lo stesso con i grandi di quello sport", ha commentato ridendo. Ora si diverte con il padel e giocando a ping pong con i figli tanto per non perdere il tocco. Poi, alla fine, quando è diventato un po' più grande un doppio con Panatta l'ha fatto davvero, come ha dimostrato facendo vedere una serie di foto fatte accuratamente incorniciare. 

"Juve preferita quella di Zoff e Scirea"

Il calcio non lo lascia indifferente, anzi: "Gioco nella Nazionale Italiana Cantanti da anni. E' bello perché c'è la possibilità di fare beneficenza e di giocare contro campioni come Zidane, Maradona, Buffon e Ronaldo". Il bianconero è il colore che ama. Quello dell'Ascoli e della Juventus, le due squadre di cui è tifoso: "Non so quale sia stata la più forte di sempre. Ricordo quella con Bettega, ma anche la Juventus campione d'Europa con Lippi e la prima di Antonio Conte. La mia preferita resta quella con Zoff e Scirea".

L'imitazione di Conte

 A questo punto Marcorè si lascia andare anche ad un'imitazione dell'attuale allenatore dell'Inter, che poi elogia: "Gli sarò per sempre grato per averci riportato a vincere. I nerazzurri erano la squadra che più temevo. Lui sa tirare fuori il meglio dai calciatori, è un cagnaccio, non lascia niente al caso".

Quando sfidò Cristiano Ronaldo

Fra i ricordi più belli di Marcorè c'è sicuramente una partita giocata con la maglia della sua Nazionale Cantanti, quella del 27 gennaio 2019. Dall'altra parte c'era un certo Cristiano Ronaldo, non uno qualunque. Sorride nel rivedere le immagini che li ritraggono vicini: "Qui gli tolgo la palla, gli faccio un sombrero, lo lascio senza parole e mi involo verso la fascia - ride -  sono stati dei momenti belli, poi mi sono svegliato tutto sudato e ho capito che era tutto un sogno e non la realtà".

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