Cincinnati, Djokovic protesta contro l'esclusione di Pella e Dellien dal torneo

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Novak Djokovic alza la voce contro l'Usta, organizzatore del Masters di Cincinnati, che ha escluso Pella e Dellien dopo la positività al Covid del loro preparatore atletico: "Non erano queste le regole, siamo sconvolti da come sono stati trattati questi giocatori". La risposta della Federtennis USA: "Quarantena obbligatoria per 14 giorni, non è una decisione discrezionale"

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Prime grane al Masters di Cincinnati, che riapre la stagione del tennis ATP dopo quasi sei mesi di stop a causa del coronavirus (diretta Sky Sport). L'oggetto del contendere è proprio il Covid-19, che ha provocato l'esclusione dal torneo di due giocatori, l'argentino Guido Pella (35 del ranking) e il boliviano Hugo Dellien (94). I due pagano infatti il contatto ravvicinato con il loro preparatore fisico, Juan Manuel Galvan, unica persona trovata positiva dopo i primi due giri di test effettuati nella 'bolla' di New York, dove si disputeranno in serie il primo 1000 della stagione e gli US Open. Pur non condividendo la stessa stanza ed essendo negativi al tampone, i due giocatori sudamericani sono stati messi in isolamento e quindi esclusi dal torneo, provocando le ire del numero 1 del mondo Novak Djokovic, che è anche a capo dell'associazione giocatori ATP. 

Djokovic: "Sconvolto da come sono stati trattati Pella e Dellien"

Parole molto dure sono arrivare da Novak Djokovic, numero 1 del mondo, durante una conference call a cui hanno partecipato alcuni giornalisti, citata da Espn: "In una conference Zoom di poche settimane fa abbiamo ricevuto informazioni dal responsabile medico dell’Usta che se un giocatore non condivide la stanza con qualcuno del team che è infetto, se risulta negativo, può ancora competere nel torneo - ha detto Nole -. Ecco perché molti giocatori sono sconvolti, me compreso, quando ho visto che Pella e Dellien sono trattati in questo modo”. All'attacco anche Andy Murray: "In molti si stanno chiedendo se è stato giusto venire con l'allenatore o il fisioterapista. Se avessimo saputo che la regola era questa, ci saremmo adeguati. Il regolamento e il protocollo non sono per niente chiari"

Gli organizzatori: "Quarantena obbligatoria, non è decisione discrezionale"

In una nota inviata a Espn, il portavoce della Usta, Chris Widmaier, difende la scelta degli organizzatori di Cincinnati: "Si definisce un contatto una persona che resta entro due metri per almeno 15' con il positivo - si legge -. E' stato confermato che questo è accaduto più volte durante il periodo più critico per quanto riguarda l'esposizione all'infezione, il tutto senza mascherina. La regola è che gli individui a contatto con persone positive devono finire in quarantena per 14 giorni. Questa non è una decisione discrezionale". 

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