Rafael Jodar, chi è l'avversario di Sinner all'Atp Madrid
madrid openIntroduzione
Oltre 650 posizioni guadagnate nel ranking Atp in poco più di un anno e 17 vittorie nelle prime 25 partite nel circuito maggiore. È il biglietto da visita di Rafael Jódar che si prepara al primo confronto con Jannik Sinner (in programma mercoledì alle 16, in diretta su Sky Sport Uno e in streaming su NOW). "Non sarà l’unica volta in cui ci affronteremo" ha detto l’azzurro, sottolineando il talento del 19enne madrileno, che nel 2025 ha trascorso un anno all’Università della Virginia prima di scegliere il professionismo. Tutto quello che c'è da sapere su Jodar tra la passione per il Real Madrid e quella per gli...scacchi
HIGHLIGHTS: SINNER-NORRIE - JODAR-KOPRIVA
Quello che devi sapere
I numeri del fenomeno Jodar
- Per raccontare il fenomeno Jódar bisogna partire da numeri davvero straordinari. Rafa si è affacciato al circuito maggiore con 17 vittorie nelle prime 25 partite Atp disputate, riuscendo a fare persino meglio di Sinner, Alcaraz e dei Big Three. Un dato che diventa ancora più impressionante sulla terra rossa, dove ha fatto registrare un bilancio di 12 vittorie e una sola sconfitta, superando addirittura il rendimento di Rafael Nadal, che allo stesso punto della carriera era fermo sull’8-4.
- In appena un anno, Jódar ha compiuto un salto clamoroso anche nel ranking ATP, guadagnando 653 posizioni: dalla numero 687 alla 34 del mondo. Adesso i quarti di finale alla Caja Magica, terzo teenager spagnolo di sempre a raggiungere i quarti a Madrid, dopo Rafael Nadal e Carlos Alcaraz.
L’importanza della famiglia
- Il nome di Jódar richiama subito alla mente un Rafa ben più famoso, capace di vincere 22 titoli Slam. In realtà, però, il suo nome non ha nulla a che fare con il mancino di Manacor: deriva invece da suo padre - che è anche il suo allenatore - e da suo nonno, entrambi con lo stesso nome. La sua storia inizia a Madrid, nel quartiere di Leganés. I primi passi li muove a soli 4 anni al circolo di Chamartín, dove cresce tennisticamente insieme all’amico Martín Landaluce.
- Alla base di tutto, per Jódar, c’è il legame con la famiglia. "Non lavoro con nessuno psicologo: i miei genitori determinano chi sono e i valori che mi hanno trasmesso fin da quando ero molto giovane" ha raccontato in una recente intervista a Clay Magazine. Una lunga chiacchierata da cui emerge chiaramente la sua umiltà: "Non cambierò per ciò che raggiungo o non raggiungo: alla fine sarò sempre la stessa persona, sempre umile".
- La famiglia è una presenza costante anche nel suo box: al momento, infatti, il suo team è composto solo da suo padre Rafael. "Per adesso la squadra siamo io e mio padre: mi dà ottimi consigli e con lui mi sento molto a mio agio - ha spiegato. - È sempre stato il mio sostegno più grande. Vuole il meglio per me e si prende cura di me nel miglior modo possibile. Penso sia fantastico avere questo rapporto".
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Lo US Open Junior e il trasferimento negli States
- Jódar ha impressionato fin da giovanissimo per la sua maturità, la solidità mentale e un tennis di altissima qualità. Il primo vero punto di svolta della sua carriera arriva nel settembre 2024, quando conquista lo US Open Junior superando, a partire dai quarti di finale, le prime tre teste di serie: lo statunitense Bigun, il giapponese Sakamoto e, in finale, il norvegese Budkov Kjaer. Nonostante questo successo, Rafael non sceglie immediatamente la strada del professionismo, ma decide di intraprendere un percorso diverso: trasferirsi negli Stati Uniti e vivere l’esperienza del college. Grazie a una borsa di studio offerta dalla University of Virginia, Jódar coglie l’occasione per crescere non solo come tennista, ma anche come persona.
- "Ho fatto questa scelta innanzitutto per migliorare come giocatore, ma anche come individuo – raccontava lo scorso anno in un’intervista a Ubitennis –. Il college è un ambiente ideale per conoscere nuove persone, stringere amicizie e studiare in un’università prestigiosa. Volevo continuare il mio percorso accademico, perché credo sia importante avere qualcosa anche al di fuori del tennis. È stata un’esperienza bellissima: mi sono divertito molto, ho creato legami che spero dureranno nel tempo e ho avuto la possibilità di giocare tante partite durante la stagione"
- E proprio in campo Jódar continua a brillare. Ottiene risultati importanti, vincendo il premio di Rookie of the Year dell’ITA e diventa All-American, riconoscimento riservato ai migliori atleti del circuito universitario. Parallelamente, inizia a farsi strada anche nei tornei Challenger, dove tra agosto e novembre conquista tre titoli, tutti sul cemento. Un traguardo che lo rende il terzo spagnolo teenager capace di vincere tre Challenger, dopo Nicolas Almagro e Carlos Alcaraz.
La scelta del professionismo
- I risultati ottenuti nel circuito Challenger consentono a Jódar di qualificarsi per le Next Gen ATP Finals 2025 dopo che l’anno precedente si era presentato da sparring. A Jeddah si prende subito la scena, superando all’esordio lo statunitense Learner Tien, numero uno del seeding in Arabia Saudita, e conquistando così la sua prima vittoria in carriera contro un giocatore top 100. Successivamente batte anche il connazionale Landaluce, ma non basta per accedere alle semifinali del round robin.
- Le prestazioni offerte alle Next Gen, tuttavia, rappresentano un passaggio fondamentale nella sua crescita, rafforzandone la consapevolezza dei propri mezzi. È proprio in seguito a questa esperienza che Jódar decide di chiudere il suo percorso universitario negli Stati Uniti per dedicarsi completamente al professionismo. "Il mio periodo al college ha avuto un ruolo enorme nella mia crescita, sia come giocatore che come persona, e ora mi sento pronto a fare questo passo successivo e ad affrontare una nuova sfida nella mia vita", scriveva Rafa lo scorso dicembre su Instagram.
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La crescita da Miami in poi
- Jódar inizia il 2026 nel migliore dei modi, raggiungendo la finale al Challenger di Canberra dopo essere partito dalle qualificazioni, e conquistando poi il suo primo tabellone principale in uno Slam agli Australian Open, ancora una volta passando dalle qualificazioni. A Melbourne arriva anche la sua prima vittoria in un Major, superando il giapponese Sakamoto in cinque set dopo quasi quattro ore di battaglia.
- La vera svolta della sua stagione, però, arriva dopo la pesante sconfitta subita a Indian Wells contro Alejandro Tabilo, un netto 6-1, 6-2 in meno di un’ora di gioco. Da quel momento, Jódar cambia marcia e vince 16 delle successive 18 partite disputate, coronando la sua crescita con il primo titolo Atp in carriera a Marrakech.
- L’incredibile progressione di Jódar è evidente anche nei numeri, soprattutto nella qualità dei colpi di inizio gioco. Il servizio diventa molto più solido, in particolare con la prima, e il rendimento al servizio cresce sensibilmente, passando dal 71,3% all’85,9% di game vinti alla battuta. Ma è soprattutto in risposta che compie un salto di qualità decisivo, diventando uno dei migliori ribattitori del circuito. Da Miami in poi, infatti, ha vinto il 35,6% dei game in risposta. Prima del Madrid Open, solo cinque giocatori avevano fatto meglio del 30% in questa statistica nel 2026: Francisco Cerúndolo (33,2%), Daniil Medvedev (32,5%), Carlos Alcaraz (31,1%), Mariano Navone (30,2%) e Jannik Sinner (30,2%).
Gli insegnamenti di Alcaraz
- Tra i punti di riferimento di Jodar c’è senza dubbio Carlos Alcaraz. "Ricordo la sua partita vinta con Tsitsipas allo US Open 2021 – raccontava al sito Atp nel 2024 – È stato il primo match in cui l’ho visto giocare e da quel momento ho iniziato a seguire tutte le sue partite". I due non si sono ancora affrontati nel circuito maggiore, ma hanno avuto l’occasione di allenarsi insieme a settembre 2024, durante il round robin di Coppa Davis a Valencia.
- Allora la Federtennis spagnola chiamò Jodar (fresco di titolo junior agli US Open) come sparring partner per il team di David Ferrer. Tra i primi allenamenti quello con Alcaraz, che lo aveva accolto in hotel al suo arrivo da New York, complimentandosi per il grande traguardo.
- Poi il primo allenamento insieme, ricordato con grande entusiasmo da Jodar. "In campo mi ha dato consigli e suggerimenti molto utili. Ovviamente mi piacerebbe giocare contro di lui un giorno" raccontava allora.
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Sinner: "Non sarà l'unica volta in cui ci affronteremo"
- Quello di mercoledì sarà il primo confronto in carriera tra Jannik Sinner e Rafael Jodar. Il n. 1 al mondo contro il n. 1 della Race Next Gen. Un talento che l'azzurro stima per ciò che sta dimostrando: "Non sarà l’unica volta in cui ci affronteremo - le parole di Jannik - È questa la mia sensazione. Bello affrontarlo prima di Roma e del Roland Garros: può darmi buoni feedback per i tornei che arriveranno dopo".
- Parole di stima spese anche da Jodar per Sinner: "Mi piace molto come riesce a stare concentrato in campo. Ha dei colpi molto forti, il rovescio è straordinario. Sarà una partita molto dura, da affrontare con la stessa mentalità e la fiducia di questi giorni. Se avrò la giusta mentalità posso fare bene. Devo concentrarmi su me stesso".
L’amore per il Real Madrid e gli…stadi
- Per un madrileno doc come Jódar, oltre al tennis c’è anche una grandissima passione per il calcio. Rafa è tifoso del Real Madrid - proprio come Nadal - e il suo idolo è Jude Bellingham, presente in questi giorni sugli spalti della Caja Mágica durante le sue partite.
- Il primo incontro tra i due, documentato anche dai social, risale a ottobre 2024. In quell’occasione Jódar vive una tour al Santiago Bernabéu: pubblica foto con diversi giocatori del Real Madrid e con il presidente Florentino Pérez, fino ad arrivare a uno scatto negli spogliatoi del club con la maglia di Bellingham tra le mani. "Grazie mille per questo sogno realizzato, è stato un piacere incontrare di persona i migliori giocatori del mondo. Oggi e sempre Hala Madrid" scrive su Instagram.
- Ma la sua passione per il calcio non si limita al Real Madrid. Ogni volta che viaggia, Jódar cerca di visitare gli stadi delle città in cui si trova. È successo anche l’anno scorso, durante la sua permanenza a Milano per l’Aspria Tennis Cup, quando ha visitato San Siro. “Quest’anno non sono stato in centro, però ho visto lo stadio San Siro – raccontava a Ubitennis –. Sono un grande appassionato di calcio e, quando viaggio, uno dei miei desideri è vedere lo stadio della città in cui mi trovo".
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La passione per gli scacchi
- Appassionato dei Coldplay, di Pirati dei Caraibi (Johnny Depp è il suo attore preferito) e della saga di Harry Potter, Jódar coltiva anche una forte passione fuori dal campo: gli scacchi. Si tratta di uno dei suoi hobby preferiti e il passato ha parlato della relazione con il tennis e alla sua crescita sportiva.
- "Mi piace anche giocare a scacchi e la parte strategica del gioco. È qualcosa che mi aiuta a concentrarmi e penso che sia collegato al tennis" raccontava Rafa nel 2024 al sito Atp.
Dove vedere Sinner-Jodar su Sky Sport
- Il match tra Jannik Sinner e Rafael Jodar, quarto di finale del Madrid Open 2026, è in programma mercoledì alle ore 16 sul campo Manolo Santana. L'incontro sarà in diretta su Sky Sport Uno, Sky Sport Tennis e in streaming su NOW. Su skysport.it il liveblog del match con la cronaca testuale
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