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Jenson Brooksby, chi è l'avversario di Sinner a Wimbledon

wimbledon

Introduzione

Sarà Jenson Brooksby l'avversario di Jannik Sinner al terzo turno di Wimbledon. La sospensione per aver saltato i controlli antidoping, la confessione sull'autismo e il titolo vinto a Houston da qualificato dopo due operazioni ai polsi. Qui tutto quello che c'è da sapere sull'americano, che in vista del match contro Jannik non si nasconde: "Amo questo tipo di sfida, posso battere qualsiasi giocatore"

 

IL TABELLONE DI SINNER

Quello che devi sapere

Chi è Jenson Brooksby

  • Jenson Brooksby è un tennista americano, nato a Sacramento, in California, il 26 ottobre 2000.
  • Attualmente è il numero 81 al mondo, con il suo best ranking che corrisponde alla 33^ posizione conquistata nel 2022.
  • Ha vinto un titolo Atp e quest'anno vanta 6 vittorie e 15 sconfitte
  • Il suo idolo tennistico è Rafa Nadal: "La sua mentalità e la sua costanza sono semplicemente incredibili. E il modo in cui è riuscito a mantenerle per così tanto tempo è davvero straordinario. Adoro l'intensità e la disciplina che mette in campo ogni volta", ha raccontato.

BRITAIN TENNIS

Il suo nome in onore di Jenson Button

  • Proprio così. Brooksby si chiama Jenson in onore del pilota di Formula 1, sport di cui il papà è un grande appassionato.
  • E parlando del padre, Brooksby ha aggiunto: "Ha avuto un ruolo fondamentale. È riuscito a farmi prendere lezioni dal mio allenatore fin da quando avevo sette anni. Ho potuto allenarmi cinque giorni a settimana e lui ha lavorato duramente per farmi arrivare dove sono ora. Spero di poterlo rendere orgoglioso con quello che sto facendo e sono grato per tutte le opportunità che mi ha dato".

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Gli inizi

  • Brooksby comincia a giocare a tennis già da bambino, per la precisione all'età di quattro anno. E il tutto parte dal garage di casa: "I miei genitori sono appassionati di tennis e in passato giocavano parecchio insieme. Io ho iniziato tirando la palla contro la porta del mio garage, lo facevo ogni giorno prima di scuola. Potevo colpire la palla per un’ora intera senza annoiarmi. Non solo riuscivo a concentrarmi, ma mi divertivo davvero. Non dimenticherò mai quando mia mamma mi portava in accademia per allenarmi e fare esperienza. E devo dire che senza i miei genitori non sarei mai arrivato al professionismo".
  • Il suo primo incontro professionistico è nel 2016 nelle qualificazioni del Challenger di Stockton, ma l'anno più importante è il 2018, in cui raggiunge la semifinale dello US Open Junior contro... Lorenzo Musetti! A vincere è il carrarino, ma la carriera di Brooksby è appena all'inizio. Sempre nel 2018, infatti, accede al tabellone principale degli US Open grazie a una wild card. Il tempo di prendere esperienza per poi continuare la sua crescita nel 2019, anno in cui conquista la sua prima vittoria contro un top 100 battendo l'ex numero 4 del mondo Tomas Berdych al primo turno.
  • (foto: @jenson_brooksby Instragram)

Il tennista musicista

  • Oltre al tennis, che come abbiamo visto è stato un amore nato già all'età di 4 anni, Brooksby ama la musica e suonare il pianoforte: "Amo suonare il pianoforte. I miei genitori hanno un pianoforte a casa perché mio padre lo suonava. Io ho iniziato a prendere lezione a nove anni. E quando sono a casa, ne approfitto per esercitarmi. Saper suonare è bellissimo, rilassante e divertente".
  • E parlando di musica, Brooksby mette subito in chiaro le cose: "Non posso viaggiare senza la mia cassa per ascoltare la musica. In una vacanza in Sudafrica, eravamo sempre in piscina e avevamo sempre la musica accesa. Se siamo in un hotel e non è troppo affollato, mi piace molto ascoltare la musica. Il rock è il mio genere preferito".
  • Magari è tutto pronto per un duetto con Humbert (altro tennista che suona il pianoforte): "Sarebbe bello, devo però prima vedere come suona", ha scherzato l'americano.

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I complimenti ricevuti da Murray e quel match con Djokovic...

  • Il talento di Brooksby lo hanno notato tennisti di un certo spessore, come Andy Murray, che sui social nel 2021 ha scritto: "Jenson Brooksby è il tipo di tennista che mi piace guardare: tanta varietà, notevole quoziente intellettivo e bravo in difesa".
  • Da Murray a Djokovic, che contro Brooksby ci ha giocato agli US Open negli ottavi di finale del 2021, in un match in cui l'americano è stato capace di strappare il primo set con un netto 6-1, per poi perdere in rimonta in quattro set. Ma l'elogio di Nole è arrivato eccome: "Ha un gioco indecifrabile, diventerà un grande giocatore". 
  • Anche se, chi ha davvero elogiato Brooksby è stato il connazionale Opelka: "Jenson può anche diventare numero 1 del mondo". 

Gilbert, l'allenatore di una vita

  • A differenza di tanti tennisti, c'è un allenatore che ha letteralmente seguito Brooksby sin dalla nascita come tennista. Parliamo di Joseph Gilbert. I due hanno lavorato insieme, infatti, fino al 2023. "Joe mi dice cose semplici, con lui l'obiettivo è imparare il più possibile da ogni partita - ha spiegato Brooksby -. Lui ha notato fin da piccolo che avevo il carattere giusto. La pensiamo nello stesso modo: il tennis non è una gara a chi tira più forte, ma è una questione sullo scegliere il colpo giusto al momento giusto". E, come detto, questa collaborazione è nata quando Brooksby era ancora un bambino: "Joe è diventato il mio allenatore quando avevo sette anni. I miei genitori prendevano lezioni da lui e gli hanno chiesto se volesse provare con me. Sento di dover molto a lui per quel che riguarda la mia crescita".
  • E una delle cose principali sulle quali ha lavorato Gilbert è stato proprio il carattere dell'americano: "Da giovane era un po' molle, ma mi bastava provocarlo su qualche tema per riaccenderlo. Facendo così, gli tornava il fuoco negli occhi".
  • I due si sono separati dopo oltre 15 anni di collaborazione nel 2023.
  • (foto: @jenson_brooksby Instragram)

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La confessione sull'autismo

  • Nel dicembre del 2024, Brooksby ha rivelato che da piccolo gli era stato diagnosticata una forma grave di autismo. "L'ho tenuto nascosto per tutta la mia vita - ha detto l'americano -. Fino a 4 anni non riuscivo a parlare, ho trascorso circa 40 ore a settimana con i terapisti. Per un po' la logopedia è stata un lavoro a tempo pieno e non nascondo che farsi degli amici è stato difficile. Se sono qui oggi è tutto grazie a mia madre, che non si è mai arresa e ha fatto di tutto per aiutarmi. L'autismo ha comunque reso il giocare a tennis un po' più difficile rispetto ai miei colleghi e mi ha provocato diversi scatti d'ira, però penso che allo stesso tempo sia anche una grande forza nei momenti di pressione perché mi permette di concentrarmi su due o tre cose in particolare e di ottenere così grandi risultati".
  • "Ho deciso di doverne parlare perché spero che la mia storia possa essere un'ispirazione - ha continuato l'americano -. Voglio anche che la gente conosca davvero chi sono e quest'altra nuova parte di me. So che non è un argomento che viene trattato molte volte, ma ho ricevuto tanti messaggi di incoraggiamento che mi hanno fatto piacere".

I controlli antidoping saltati e la sospensione

  • La carriera di Brooksby subisce un importante cambiamento però nel 2023, quando a luglio viene sospeso per 18 mesi per aver saltato tre controlli antidoping nel giro di un anno. Il giocatore ha però presentato nuove informazioni nel ricorso al CAS di Losanna. Per questo, l'ITIA (International Tennis Integrity Agency ) gli ha ridotto la squalifica da 18 a 13 mesi.
  • Da quel momento, Brooksby non si è arreso: "Sono molto deluso di esser stato sospeso - scrisse sui social dopo l'annuncio - Onestamente non ho mai preso sostanze vietate, ma ho capito la mia responsabilità, anche se penso di non avere colpe sulla data del 4 giugno 2022. Quella mattina sono rimasto in stanza per tutta l'ora. Se mi avessero chiamato avrei senza dubbio fatto il test perché non ho nulla da nascondere". E a ogni suo messaggio pubblicato su Instagram prima del ritorno, è sempre stato chiaro: "Continuerò a lottare". 

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Le due operazioni ai polsi: "Stavo impazzendo"

  • Il 2023 è stato l'anno forse più difficile per Brooksby, che si è sottoposto a un intervento chirurgico al polso sinistro nel marzo 2023 e a un altro al polso destro nel maggio dello stesso anno. E il recupero è stato molto complicato: "Il dolore era davvero molto forte. Per recuperare ci sono voluti tanti mesi, ma alla fine bisogna avere pazienza. Ho dovuto portare diversi tipi di gesso per otto settimane su ciascun polso, in cui non ho potuto fare nulla, neanche tenere in mano il telefono. Stavo impazzendo. Posso dire che è stato il periodo più duro della mia vita. Poi ho deciso di separarmi dal mio coach. Non vedevo l'ora di lasciarmi quel periodo alle spalle".
  • "Ho provato ad accettare un approccio prudente, ma non è servito a nulla. Ovviamente dover fare affidamento sull'operazione è una seccatura, ma non potevo farne a meno. Per ricominciare a credere che potessi davvero tornare competitivo ci ho messo un anno e nove mesi".
  • "Nessuno che abbia vissuto un'esperienza del genere può davvero immaginare cosa si prova. Ti ritrovi lì seduto e non puoi fare altro che camminare, altrimenti ti fa male anche solo a sollevare una piccola pentola, per esempio. È sicuramente molto snervante e a volte sembra che non finirà mai o che non tornerai mai più forte di prima, ma devi solo trovare il modo di essere paziente. Questa esperienza mi ha insegnato ad avere molta pazienza nella vita, raggiungere i propri obiettivi richiede pazienza e costanza".

Dagli infortuni al primo titolo Atp (da qualificato!)

  • Dagli infortuni al primo titolo Atp. Proprio così. Questa è forse la pagina più bella della storia di Brooksby, che nell'aprile del 2025 ha vinto l'Atp 250 di Houston da qualificato e numero 507 del mondo, al termine di un percorso incredibile. Per la precisione, Jenson ha battuto Taro Daniel al primo turno, poi il cileno Alejandro Tabilo e Aleksandar Kovacevic. In semifinale ha conquistato la vittoria più importante dal suo rientro contro Tommy Paul, prima di battere in finale l'amico Frances Tiafoe.
  • "Penso sia stata la settimana più bella della mia vita. Sono partito dalle qualificazioni con una wild card e ho affrontato almeno un match point in tre partite diverse. È una delle sfide più difficili che si possano affrontare in campo, ma sono riuscito comunque a vincere il titolo. E riuscirci ha significato tutto per me".
  • Un percorso, quello di Brooksby a Houston, caratterizzato da ben cinque match point salvati nel corso del torneo: "A gennaio ero appena tornato in campo dopo vari interventi al polso e un infortunio alla spalla, quindi salvare match point era solo un ostacolo in più da superare. Ma quello che molti non sanno è che nella mia vita ho dovuto affrontare molto più di infortuni e partite complicate".
  • "Vincere il mio primo titolo ad aprile (mese in cui si celebra la Giornata Mondiale per la Consapevolezza sull'Autismo, ndr) è stato davvero speciale. Ho temuto diverse volte si essere giudicato per via dei miei comportamenti, ma il mondo sta cambiando - ha continuato l'americano -. Spero di essere una fonte di ispirazione per chi soffre di autismo". E a tal propostio, c'è un aneddoto stupendo che l'americano ha raccontato proprio dopo il successo di Houston: "Dopo la premiazione una ragazza si è avvicinata e mi ha detto che anche lei ha un disturbo dello spettro autistico e che era molto bello vedere che avevo vinto il titolo. Per lei era importante poter vedere qualcuno fare queste cose. Mi ha davvero colpito".

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Verso la sfida con Sinner: "Posso battere qualsiasi giocatore"

  • Dopo la qualificazione al terzo turno di Wimbledon arrivata battendo Ignacio Buse, Brooksby ha parlato così del match contro Jannik Sinner: "Amo questo tipo di sfida. Non metto in dubbio le mie capacità, penso che posso battere qualsiasi giocatore. Non c’è nulla che mi dia più piacere che giocare nei campi più importanti di uno Slam".

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I precedenti tra Sinner e Brooksby

  • Sarà la seconda sfida a livello Atp tra i due, che si sono affrontati nel lontano 2021 nella semifinale dell'Atp 500 di Washington, vinta da Sinner per 7-6, 6-1. Come potete immaginare, parliamo di un Jannik solo all'inizio della sua carriera (pensate che quella di Washington fu la sua prima finale e, di conseguenza vista la vittoria contro McDonald, il primo titolo a livello '500').
  • Al termine della semifinale, Brooksby mandò un messaggio di speranza in un post su Instagram a Sinner: "Congratulazioni a Sinner e al suo team, non vedo l'ora di affrontarti più volte".
  • 2024 - Atp Washington (SF): Sinner b. Brooksby 7-6, 6-1

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Dove vedere Sinner-Brooksby

  • Il match tra Jannik Sinner ed Jenson Brooksby, valido per il terzo turno di Wimbledon, è in programma venerdì 3 luglio, come 2° incontro dalle 14 sul Campo 1. Su skysport.it sarà possibile seguire il match con il liveblog e gli aggiornamenti in diretta.

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