Si sono svolti alla Chiesa Gran Madre di Dio i funerali di Rino Tommasi, giornalista scomparso lo scorso 8 gennaio all'età di 90 anni. Occhi lucidi e tanta commozione per l'ultimo abbraccio a un maestro del giornalismo
Tanti ricordi e commozione per l'ultima partita, dopo una vita da circoletto rosso. Era talmente avanti Rino Tommasi da ironizzare anche sul suo funerale. Un giorno disse:
"Non ho paura di morire. Ho solo paura che quell'anno, da morto, non saprò chi ha vinto Wimbledon". Aveva un rapporto ironico e sereno con l'aldilà. Ben sapendo che l'immortalità se l'era guadagnata sul campo scrivendo la storia del giornalismo.
Una fonte inesauribile di dati e statistiche. Aveva seguito 149 tornei dello Slam, 13 edizioni dei giochi olimpici, 7 superbowl e oltre 400 incontri di box con in palio una cintura mondiale. Una conoscenza enciclopedica. Diffidava solo delle banalità dei calciofili. Li considerava limitati nel seguire un solo sport. Diceva ai giovani cronisti di studiare e seguire con profondità almeno 2-3 sport diversi: per migliorare la cultura sportiva, la competenza, senza limitarsi alla pigrizia monocorde dei troppi luoghi comuni del calcio
Ha davvero cambiato il giornalismo sportivo e la vita di molti che allo sport hanno scelto di avvicinarsi. Ha riempito di neologismi le telecronache. Ha raccontato le storie dei campioni, ha aiutato a crescere i giovani cronisti. Generoso e severo. Il migliore di tutti. Buon viaggio Rino, un privilegio averti avuto come maestro. Una fortuna averti ascoltato.
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