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14 giugno 2017

De Biasi lascia l'Albania: "Scelta difficile, ma non sarò più CT"

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Gianni De Biasi, dal 2011 CT dell'Albania

Gianni De Biasi, dal 2011 CT dell'Albania (getty)

Dopo quasi sei anni si conclude l'esperienza da CT dell'Albania per Gianni De Biasi: "Il mio ciclo è terminato, questa Nazionale può ancora crescere e lo farà con un nuovo allenatore. Sono stati anni densi di emozioni: resterò per sempre legato a questa terra e a questa gente"

“Questa è una pagina della mia esperienza professionale in Albania che mai avrei voluto scrivere. Ho pensato e meditato a lungo e desidero comunicarvi che da oggi non sarò più il CT della Nazionale”. Così Gianni De Biasi ha decretato la fine della sua esperienza alla guida dell’Albania, avventura iniziata nel 2011 e costellata da grandi successi, per ultimo la qualificazione agli Europei del 2016. “Mi fermo qui perché voglio pensare al bene e alla crescita della squadra”, ha scritto in una lettera: “Credo di aver esaurito il mio compito, che mi ha consentito di tirare fuori da questi ragazzi quelle qualità che nel recente passato ci hanno consentito di vivere il sogno Europeo. Quel sogno che già nella prima partita in Georgia, attraverso quella lettera aperta, avevo cercato di instillare nella loro testa e nel loro cuore. È una scelta professionale molto combattuta, difficile. Mi auguro possiate comprenderla anche se non tutti possono condividerla. Abbiamo vissuto anni densi di emozioni e di soddisfazioni e abbiamo raggiunto risultati davvero importanti che molti ritenevano impossibili”.

"Questa squadra può migliorare ancora e lo farà con un nuovo CT"

Un’esperienza positiva: “In tutto questo tempo ho sempre lavorato con grande passione, con sempre nuovo entusiasmo, grazie anche ai risultati e all’euforia contagiosa di tutti gli albanesi, in Patria e di quelli sparsi nel mondo. L’impegno quotidiano, la fatica per trasferire ai ragazzi una nuova mentalità, una mentalità vincente.L’impegno costante insieme ai giornalisti, ai media per far passare una comunicazione corretta, trasparente, propositiva, è stato un lavoro capillare, continuo davvero faticoso, a volte frustrante. Voglio sottolineare che oggi lascio la guida della Nazionale senza avere una squadra nella quale lavorare, mentre in questi anni ho sempre resistito alle sirene di offerte di lavoro, sapendo che il mio posto era alla guida dei nostri ragazzi verso una crescita costante verso la loro realizzazione. Dopo l’ Europeo ero fermamente convinto che avremmo potuto migliorare ulteriormente, e che l’esperienza fatta  durante le tre partite in Francia, ci avrebbe consentito un’ulteriore crescita globale. E sarà cosi, ma con un nuovo CT”.

"Lascio con fatica, ma il mio ciclo è terminato"

Un addio sofferto quello di De Biasi: “Lascio con fatica, ma consapevole che il mio ciclo con questo gruppo è terminato, e che posso dare l’opportunità a chi mi sostituirà, di conoscere i ragazzi nelle prossime quattro partite. Consentitemi di ringraziare tutti quelli che hanno collaborato alla crescita e allo sviluppo del progetto Albania, che ci ha portati ad essere anche al 22° posto nel Ranking Fifa, che ci ha permesso di battere la Norvegia fuori casa, di vincere e pareggiare contro la Francia e di vincere contro il Portogallo, imbattuto dopo di noi fino alla conquista di Euro2016. Voglio, in questa occasione, ringraziare pubblicamente colui che mi ha dato questa grande opportunità, il Presidente Armando Duka, che sempre mi ha appoggiato, dandomi carta bianca nel operare nel mio ruolo di Selezionatore”.
Belle parole anche per la squadra: “Un grazie di cuore a tutti i ragazzi che in tutto questo tempo hanno fatto parte della rosa, grazie per tutto quello che mi avete dato, che avete dato per la nostra maglia.

"Ogni cosa nel calcio, come nella vita, ha un inizio e una fine"

È una esperienza che mi ha arricchito sia professionalmente che sul piano umano, mi avete stupito per la vostra dedizione e il vostro coinvolgimento nella nostra sfida. Grazie a tutti i miei collaboratori, in particolare a Paolo Tramezzani, compagno di viaggio dal mio primo giorno in Albania. Tutti preziosissimi e grandi uomini squadra. Un grande ringraziamento anche a tutti gli splendidi tifosi, nostro dodicesimo giocatore. Ogni cosa nel calcio, nello sport, come nella vita, ha un suo inizio e una fine. Il mio ciclo come CT della Nazionale è terminato, ma nulla potrà mai spezzare il legame forte che mi lega a questa nostra Nazionale, a alle tantissime persone che in questi bellissimi cinque anni e mezzo, ho avuto la fortuna di incontrare. Ora il seme è stato piantato nella terra, la pianta sta crescendo e con l’impegno la cura e il lavoro di tutti saprà dare ottimi frutti”.
 

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