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25 marzo 2017

NBA, ai Celtics non vanno giù i 70 punti di Booker

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Isaiah Thomas e Jae Crowder non hanno apprezzato il modo in cui Devin Booker ha realizzato la sua storica prestazione. Il suo idolo Kobe Bryant, invece, lo ha elogiato su Twitter

La prestazione storica di Devin Booker sta facendo il giro del mondo, ma c’è un luogo in cui i 70 punti del giovane giocatore dei Suns non sono piaciuti particolarmente: lo spogliatoio dei Boston Celtics, che dopo la gara era silenzioso come se avessero perso, mentre dall'altra parte si scatenava il pandemonio. I giocatori di coach Stevens - mai stati noti per essere particolarmente amati dagli avversari, in particolare a Washington - non hanno mancato di far notare quanto i punti di Booker siano arrivati a partita sostanzialmente decisa, con l’allenatore di Phoenix a chiamare timeout e fare fallo intenzionale per dare più possessi alla sua giovane guardia. “È stato strano quello che hanno fatto, mai vista una cosa del genere: continuare a chiamare timeout, fare fallo quando eravamo sopra di 15…” ha commentato Isaiah Thomas, il migliore dei suoi con 34 punti. “Voglio dire, era ovvio cosa stessero cercando di fare: fargli segnare più punti possibile. Onore a lui comunque: ha giocato una grande partita. Noi andremo ai playoff, loro andranno alla Lottery”.

Crowder vs Booker — Di ben altro avviso Jae Crowder, che non ha parlato dopo la gara ma non è rimasto silente durante la partita, specialmente nei confronti di Booker. “Crowder è davvero un ottimo giocatore” ha commentato Booker, anche lui noto per non tenere particolarmente chiusa la bocca sul parquet. “All’inizio dell’ultimo quarto mi ha detto ‘Non arriverai a 50’. Gli ho risposto ‘Vorrei che fossi in campo’, perché in quel momento era in panchina. È andata avanti così per tutta la gara. Ma rispetto i Celtics e quello che hanno fatto qui, la storia che hanno alle spalle. Auguro loro il meglio per i playoff”. Una diplomazia davanti ai microfoni che è andata a farsi benedire davanti allo schermo degli smartphone, visto che la faida è continuata su Instagram: Crowder ha commentato la foto condivisa dall’account ufficiale della NBA scrivendo “NON HO MAI VISTO COSÌ TANTA GENTE FELICE DOPO UNA SCONFITTA” (commento poi rimosso). Booker ha risposto con un piccatissimo quanto sagace “Non puoi marcarmi”, ricevendo poi un ulteriore commento da Crowder che ha scritto: “Stavo parlando di quelli attorno a te, ma ci vediamo l’anno prossimo!”. E così, un altro nemico dei Celtics è stato aggiunto alla lista.

Be Legendary — Dopo la gara Booker non ha mancato di rendere i suoi omaggi a Kobe Bryant, suo idolo da sempre e da cui aveva ricevuto un paio di scarpe giusto un anno fa con la dedica “Be Legendary”. “Ho visto un’intervista in cui Kobe diceva che ciò che lo rendeva diverso da un sacco di altra gente è che, mentre gli altri pensavano che 30 punti fossero tanti, lui non si dava mai un limite” ha dichiarato il prodotto di Kentucky dopo la partita. “Ed è quello che mi è rimasto stampato in mente. Diceva che se avesse potuto ne avrebbe segnati 100, senza mai darsi un limite. La stessa cosa che faccio io”. Dal canto suo, Kobe ha preso in mano il suo smartphone e ha condiviso il suo rispetto nei confronti del giovane allievo — il primo a segnare così tanti punti dai suoi 81 contro Toronto — con un semplice tweet, a cui Booker ha risposto sul suo account citando proprio le parole del “Black Mamba”.

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