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23 maggio 2009

Bravo quel gran furbone di Gerrans. Ma Di Luca merita 10

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L'australiano Simon Gerrans vincitore della quattordicesima tappa, Campi Bisenzio-Bologna

GIOVANNI BRUNO commenta il successo dell'australiano nella 14a tappa del Giro d'Italia. Bravo Gerrans a sfruttare il compagno Froome e bravo anche Danilo. L'italiano è in ottima condizione, ma se la maglia rosa Menchov decide di fare il Contador...

di GIOVANNI BRUNO



Niente di nuovo dal’alto di San Luca. Di Luca, non diventa Santo, sfianca e stantuffa sui resti della LPR ma sulla sua salita non riesce a dare colpi significativi e non intacca il rosa di Menchov. Ovvero, Di Luca non fa la differenza rispetto alla sua condizione in un arrivo a lui congeniale. Mi sembra di rivedere il Giro dello scorso anno, almeno oggi, con Contador portato in carrozza e così, Menchov. L’immagine è proprio questa aihmè. Tutta la LPR a tirare per oltre 60 chilometri , tirano come degli ossessi per cercare di recuperare una fuga andata via dopo solo 13 chilometri di corsa. Alto il vantaggio dei fuggitivi, tutti di diverse formazioni che non lottano per generale (tranne due uomini Crevèlo di Sastre). Accordo davanti: si arriva sotto San Luca e poi… tutti liberi, accordo dietro: tira la LPR e basta. Un vero suicidio.

Bordonali è inviperito ma d’altronde ha un capitano che vuole vincere e inoltre guadagnare secondi con gli abbuoni, infatti Di Luca è in grande condizione e con gli abbuoni ha portato a casa 1 minuto. E allora giù a testa bassa e il grigio della LPR farnese diventa il treno dell’appennino. Petacchi, Ermeti, Chiarini, Golcer si danno cambi regolari mantenendo coperto il ciclamino di Di Luca con Spezialetti e Bosisio per i turni duri. Turni che puntualmente arrivano con il godimento totale da parte della Rabobank di Menchov e della Liquigas del duo Pellizzotti-Basso. Sul Mongardino Spezialetti e Bosisio vanno alla grande riducendo lo svantaggio ma spendendo ogni tipo di energia. Una follia se si pensa anche all’impegno di domani e dopo.

Altra considerazione è per come sono andati davanti. Accordo perfetto e buon vantaggio tanto che ai 15 chilometri il vantaggio , prima ridotto si è nuovamente allungato. Tanta fatica per nulla. Ripeto, a mio avviso, una operazione suicida. La LPR non ha fatto nulla per far tirare gli altri. Poteva almeno provare a scansarsi e veder quale squadra intendeva esporsi. No nulla di tutto questo. Quest’oggi tra i saliscendi dell’Emilia sembrava che il ciclamino fosse all’improvviso diventato rosa e il rosa un colore indefinibile per l’incredulità dell’azione. Fantastico. Ai dieci chilometri ecco  i furbetti della parrocchietta sbucare tutti con secchiello e paletta per giocare con di Luca e i suoi compagnucci. Le emozioni comunque sono tante. E’ uno spettacolo di gente lungo i portici della salita. Fa un bel contrasto lo stadio vuoti di calcio del Bologna. Una strana sensazione l’accalcarsi lungo la curva delle orfanelle e non quella all’intreno del Dall’Ara.

Il gruppo dei migliori attacca San Luca con un ritardo di circa un minuto e mezzo sui resti dei fuggitivi, ormai sparsi tra le rampe al 16 per cento. Memorabile lo zizzagare del bianco keniano Froome, la dice tutta sulla sua stanchezza e le pendenze. La vittoria è australiana. Gran furbone Simone Gerrans. Il suo compagno di squadra , l’irlandese Deignan, ha fatto prima il vuoto stancando il resto del gruppetto per far partire l’australiano di Melbourne. Già vincitore lo scorso anno al Tour, Gerrans si è prima accodato a Froome poi, vedendolo finito come un calzino lo staccato vincendo. Meritatamente, a braccia alzate. Dietro arrivano alla spicciolata prima dei grandi. Non succede nulla tranne che Armstrong e Simoni perdono terreno e che se volevamo sapere chi fosse più in forma tra Pellizzotti e Basso abbiamo avuto una ulteriore conferma per il primo.

Ora bisognerà solo sapere quanto ha speso sia Di Luca sia la sua squadra. Di certo un pensierino alla tattica di oggi lo dovrebbe fare Bordonali. Sono fortissimi e sono tutti dedicati a Di Luca, ne sa qualcosa il coraggiosissimo Petacchi. Ma sono stati anche molto ingenui… parola delicata da non confondersi con altre forse più appropriate. Comunque bravo Di Luca, un dieci per la volontà, un dieci per la condizione, un dieci per la resistenza e ci fermiano qui sperando che Menchov non faccia il Contador.