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07 agosto 2009

E' morto Riccardo Cassin, pioniere dell'arrampicata sportiva

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Leggenda alpina. Riccardo Cassin si è spento a 100 anni

Era una delle leggende dell'alpinismo mondiale. Sì è spento la scorsa notte nella sua casa di Pian di Reselli, vicino Lecco: aveva 100 anni. Clamorosa la sua esclusione dalla spedizione per il K2 con Ardito Desio

Riccardo Cassin, una delle leggende dell'alpinismo mondiale, è morto la scorsa notte nella sua casa di Pian di Resinelli, vicino Lecco. Di origine friulana (era nato a San Vito al Tagliamento), Cassin aveva cento anni, compiuti lo scorso 2 gennaio. Una passione, quella per la montagna, che lo aveva portato fin da giovane a misurarsi con le vette più impegnative, prima sulle Dolomiti e sulle Alpi, poi sui massicci del Karakorum, del Nepal e dell'Alaska.

E' stato uno dei 'pionieri' dell'arrampicata sportiva del Novecento, trait d'union tra l'alpinismo romantico di fine
Ottocento e quello tutto tecnico e teso alla sfida continua della metà del secolo scorso. Tra le varie ascese, di Cassin si ricordano le arrampicate sulle Cime di Lavaredo, sul Monte Civetta, poi del Monte Bianco (una delle imprese più importanti). Nel dopoguerra, dopo l'inspiegabile e clamorosa esclusione dalla spedizione per il K2 con Ardito Desio, Cassin nel 1958 guida quella che porterà sulla vetta del Gasherbrum IV (Karakorum, mt 7.925). Nel 1961 Riccardo Cassin giunge in vetta alla montagna più alta del Nord America: il Monte McKinley, in Alaska (mt 6.194). Nel 1975 nuova sfida in Asia: è conquistata la parete Sud della quarta montagna più alta del mondo, il Lhotse (mt 8.516), in Nepal.

Riccardo Cassin era presidente onorario della sezione Club Alpino Italiano di Lecco, del gruppo Ragni, accademico del C.A.I., istruttore nazionale di alpinismo, socio onorario del C.A.I., del Groupe Haute Montagne francese, dell'American Alpine Club, del Club Academico de Montanismo Espanol, del Club Alpino Svizzero, sezione Bregaglia. E' stato decorato con quattro medaglie d'oro al valore atletico, nel dicembre del 1971 gli è stata conferita l'onorificenza di Commendatore della Repubblica e nel 1976 la cittadinanza onoraria di Lecco. E' stato nominato dall'ex presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro Grande Ufficiale della Repubblica.