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14 gennaio 2013

Fun day, via i tacchi: ecco il meglio della corsa in rosa

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Mogli, mamme, impiegate, casalinghe: si corre sempre per riuscire a fare tutto. Ma si può iniziare a correre davvero, per sè stesse. Gennaio è il mese giusto: sono molte le iniziative buone per lasciare a casa i tacchi, e scegliere le scarpe da ginnastica

di Valentina Fass

Fino agli anni '70 la corsa, specialmente sulle lunghe distanze, era una prerogativa maschile. La rivoluzione sessuale è passata anche da qui. Da Kathrine Switzer, per esempio, che nel 1967 ha partecipato con l'inganno alla Maratona di Boston. Al momento dell'iscrizione ha messo solo le prime iniziali del suo nome. Una volta sulla strada col pettorale sul petto nulla le ha impedito di raggiungere il traguardo, nemmeno il placcaggio di un ufficiale di gara. Solo nel 1972 è stata aperta la Maratona di Boston alle donne, ma ora sono circa il 42% dei partecipanti.

C'è ancora molta strada da fare in Italia, ma il movimento rosa della corsa continua a crescere. A Milano partiranno dal 16 febbraio appuntamenti a Parco Sempione per incoraggiare le donne a correre, e magari provare a partecipare alla staffetta della Milano City Marathon.

La prima edizione della Maratona di Milano è andata nelle mani di Lucilla Andreucci, una che di chilometri nei piedi ne ha molti, tanto che quando parla di corsa lascia trasparire un senso di profonda gioia. "Correre regala un senso di libertà e serenità. Bisogna superare la prima fase del fiatone e della fatica, ma poi diventa una dipendenza", dichiara. Il suo spirito di serenità e divertimento è proprio quello da trasmettere ai bambini, in questo caso bambine, visto che si parla di corsa al femminile. L'atletica è uno sport completo e adatto a tutte le età. Per i più piccoli, ovviamente, si parla di corsa su pista, ma chissà che un giorno quegli stessi bambini non diventino dei grandi maratoneti!