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28 maggio 2013

Parmitano al countdown: "Nello spazio con il mio Catania"

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L'astronauta Luca Parmitano è pronto per la sua avventura nello spazio (foto Esa)

L'INTERVISTA. L'astronauta catanese, anche triatleta, sarà il primo italiano a compiere una "passeggiata spaziale". Stasera, alle 22.31, il decollo dal Kazakistan: "Metterò la maglia rossazzurra in valigia, e ci sarà una sorpresa per i paralimpici"

di Alfredo Corallo

"And the papers want to know whose shirts you wear...". E i giornali vorranno sapere per quale squadra l'astronauta farà mai il tifo: "Per il Catania" risponderà dalla Stazione spaziale Luca Parmitano. L'autore della canzone non potrà che rimanere stupefatto - conoscendolo - e riarrangerà la sua "Space Oddity" in siciliano, visto che in italiano l'ha già cantata l'anno scorso per un film di Bernardo Bertolucci. Non gli verrà difficile, come certo David Bowie ricorderà la colonna sonora di "Io e te" la compose proprio per un'attrice catanese, Tea Falco ("Ragazzo solo, ragazza sola", il testo è di Mogol).

Countdown - Nell'attesa, oggi alle 22.31 (ora italiana) Luca decollerà con la sua Soyuz dal cosmodromo di Baikonur, in Kazakistan, e 6 ore più tardi si ritroverà nella Stazione internazionale realizzando il sogno di una vita. Con lui, sulla navicella, il comandante russo Fyodor Yurchikhin e la statunitense Karen Nyberg, che insieme al 36enne di Paternò condividono da due anni il percorso di simulazioni e addestramenti - tra Germania, Russia, Canada, Giappone e Stati Uniti - necessari alla permanenza di 170 giorni in orbita (il ritorno sulla Terra è previsto per il 10 novembre).

A spasso per lo spazio - Il Maggiore dell'Aeronautica militare Parmitano, reclutato da cosmonauta dell'Agenzia spaziale europea (Esa), rappresenterà l'Italia per la missione "Volare" - in accordo con la Nasa - e sarà il primo dei nostri connazionali a provare l'ebbrezza di "passeggiare" nello spazio: uscirà, infatti, due volte dalla Stazione e si godrà una vista niente male. A bordo sarà ingegnere, scienziato, assistente medico e pilota. E si occuperà di diverse sperimentazioni, dal campo biologico allo studio delle radiazioni. L'abbiamo contattato via Skype, tradendo tutta la nostra emozione.

Maggiore Parmitano, qui parliamo solo di cose serie. Pare che, insieme alla fede nuziale e alle foto delle sue bimbe, porterà sullo spazio la maglietta del Catania. Ma è vero?
"Innanzitutto devo confessarle che non sono assolutamente appassionato di calcio. Uno dei pochi italiani, forse, che da piccolo non giocava a pallone. Ma è un bellissimo sport, parte della nostra cultura, e seguo regolarmente Europei e Mondiali, tifo per l'Italia in maniera sfacciata, con la maglia azzurra sul petto e la bandiera, come può vedere, sempre sulla spalla. Volevo semplicemente portare all'attenzione il fatto che non esistono soltanto Juventus, Inter e Milan, ma ci sono tante altre squadre degnissime di rispetto. E, da catanese, mi sono detto: perché non dare un po' di visibilità alla mia terra, cui sono legatissimo, la città della mia famiglia e dei miei amici? E' anche un segno di riconoscenza verso le mie origini. Ho vissuto in molte parti del mondo, ma Catania è il posto dove mi trovo sempre a casa".

I tifosi etnei fremono, ha già pensato a quando la indosserà?
"Premetto che non siamo autorizzati a spettacolarizzare la cosa, fa parte del protocollo, è vietato fare qualsiasi tipo di pubblicità. Però, lavorando, facendo dello sport, se la maglietta che indosso è quella della mia città può essere una maniera per dire da dove provengo, chi sono. Quello che non potrò fare è girare un video della serie 'guardate la maglietta della mia squadra quant'è bella'. Ecco, questo no".

C'è uno sportivo che le piace più di altri?
"In realtà non ne ho uno in particolare, anche se trovo divertente il fatto di essere nato lo stesso giorno e lo stesso anno di Francesco Totti, il 27 settembre 1976. Scherzi a parte, provo una straordinaria ammirazione per i paratleti. Ho seguito i Giochi paralimpici di Londra, avrò una piccola sorpresa anche per loro".

Quale sarà l'attività sportiva sulla Stazione?
"Abbiamo un programma di addestramento sviluppato dai preparatori atletici. Diciamo che è abbastanza personalizzato, ci sono astronauti di 36 anni come me, ma ce ne sono altri sopra i 50, non possiamo avere un programma uguale. Quello che abbiamo in comune saranno le due ore che in orbita dovremo fare tutti di allenamento, con il tapis roulant, una cyclette e la macchina per i pesi. Quindi moltissima corsa, tanta bicicletta e un bel po' di sollevamenti".

Lei ci è abituato.
"Sì, quando due anni fa ho iniziato con l'addestramento mi sono reso conto che, avendo sempre fatto nuoto (anche in Accademia era nella squadra di nuoto ndr), aggiungendo la corsa e la bici mi sono ritrovato, quasi per caso, a partecipare a delle gare di triathlon. Il mio vicino di casa è un triatleta e un preparatore, così mi sono fatto coinvolgere e ho partecipato a due gare. E quando torno spero di farne altre".

Non starete un po' stretti in sei? (Ad attenderli ci sono i russi Pavel Vinogradov e Aleksander Misurkin, e lo statunitense Chris Cassidy).
"No, è molto grande, lunga cento metri e larga altrettanto con i pannelli solari, il volume interno è più o meno quello di un 747. Alla fine impari a conoscerti e a rispettarti, come è stato con Fyodor e Karen in questo biennio. Si impara tantissimo gli uni dagli altri e il feeling è assicurato".

Lei è sposato e ha due figlie piccole, di sei e tre anni. Vivono a Houston, in Texas.
"La grande è perfettamente cosciente che sono un astronauta, che andrò in orbita per sei mesi a fare esperimenti, eccetera. Per la piccola è ancora tutta un'avventura, non ha un'idea chiara del passare del tempo, per cui con lei è un po' più semplice, anche se chiaramente sente questa tensione emotiva della partenza, che starò via. Sarà più difficile per loro che per me".

Sul blog è tempestato di messaggi di incoraggiamento e di grande entusiasmo, soprattutto dei ragazzi.
"Penso che se anche uno di questi giovani un giorno dovesse prendere la carriera scientifica, ispirato dalle mie parole o da quello che faccio, io avrò già raggiunto un risultato. Se cambia una vita cambia il mondo".

Per la prima volta arriverà nello spazio cibo "made in Italy" (compresa l'immancabile caponata di melanzane).
"Sì, un po' di tutto. Risotto al pesto, lasagne e alcuni piatti tipici della cucina mediterranea. I miei compagni di viaggio ci vanno matti".

Sulla Stazione c'è una chitarra che è già entrata nella leggenda. Il videoclip twittato dal suo collega Chris Hadfield che suona e canta "Space Oddity" nell'ultimo giorno a bordo ha avuto più di 15 milioni di visualizzazioni su Youtube. Non sarebbe male rispondere con "Volare"...
"La chitarra è lì da tanti anni, è stata portata all'inizio della missione spaziale, l'hanno suonata decine di astronauti, direi più o meno bene. Ahimé, farò parte della seconda categoria, sono autodidatta, strimpello da 18 mesi. Speriamo di non fare troppe figuracce...".

Male che vada si giocherà il jolly, la "Canzone del sole" è una passeggiata...
"Ma quella la sanno fare tutti! No, veramente, quello di suonare è un modo per far capire che abbiamo anche del tempo libero e siamo persone normalissime. Avevo soltanto un grande sogno e mi sono impegnato al massimo per realizzarlo. Ma non sono un extraterrestre...".