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10 luglio 2013

Parmitano, la passerella di un campione tra le stelle

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Alla velocità di 28mila km/h e -100° gradi di temperatura esterna, l'astronauta catanese ha passeggiato nello spazio. Il primo italiano a cui è toccato il privilegio di farlo. Diego Ponzé immagina come l'avrebbe presa Mimmo Modugno, quello di Volare

di Diego Ponzè

Questa volta non è, come fu nel 69 per Neil Armstrong, un piccolo passo per l'uomo, un grande passo per l'umanità, ma quello compiuto da Luca Parmitano resterà comunque un grande, grandissimo passo per tutti noi italiani. Non sarà certo la prima passeggiata sulla Luna o nello spazio, eppure  da ora in poi, ci farà forse un effetto diverso "il penso che un sogno così non ritorni mai più", come cantava l'uomo che sognava di volare nel blu dipinto di blu.

Anche se la musica giusta, oltre che quella di Modugno, potrebbe pure essere quella di Rino Gaetano. Perché un sogno così, è diventato realtà, e piuttosto che sempre più blu, il cielo ora ci sembrerà semmai adesso un po' più azzurro. Lassù, c'è spazio anche per noi. Grazie a lui: Luca Parmitano, il primo italiano a cui è toccato il privilegio di passeggiare nello spazio. Non una passeggiata di piacere, o non solo, ma soprattutto di lavoro. Una sgambata di 6 ore, per un intervento di manutenzione in compagnia dell'americano Chris Cassidy, tutte sospese nel vuoto, anzi nel cielo infinito…

Riferimento non casuale, quello a Modugno e alla sua volare, perché proprio così, si chiama questa missione lunga 6 mesi. Una data a suo modo storica, questo 9 di luglio. Per lui che non la dimenticherà mai, ma pure per noi. E se ci pensate non sarà poi così complicato ricordarsene. Magari l'associazione non sarà immediata: 9 luglio-uguale-primo italiano che passeggia tra le stelle. Ma solo perché il 9 luglio, nemmeno poi così tanto tempo fa, le stelle abbiamo dimostrato di poterlo diventare noi. Ieri a rappresentare l'italia che ce la fa c'era Cannavaro, oggi lui. Stesso taglio dei capelli da marine, stessa dedizione. Perché per diventare campione nel suo, di campo, ha faticato proprio come loro nel 2006. Oggi, come 7 anni fa, l'italia in qualche modo può sentirsi campione del mondo. E il cielo è di nuovo azzurro. Ma stavolta, non solo sopra Berlino.