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08 dicembre 2013

"Fino all'ultimo round", la storia di una vita presa a pugni

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La Copertina di "Fino all'ultimo Round", l'autobiografia di Giacobbe Fragomeni

Dallo scorso 21 novembre è in libreria l'autobiografia di Giacobbe Fragomeni. Una vita difficile, a tratti spietata, presa a cazzotti per risalire dal baratro di un’adolescenza crudele, con la boxe come unica ancora a cui aggrapparsi per uscire dal buio

Una vita difficile, a tratti spietata, presa a cazzotti per risalire dal baratro di un’adolescenza crudele e piena di sofferenze. Sullo sfondo la delinquenza, la droga e un quartiere particolare: lo Stadera di Milano. Da quelle parti si cresce in fretta, soprattutto se ti chiami Giacobbe Fragomeni. In “Fino all’ultimo Round” (Limina edizioni, 210 pp), l’autobiografia scritta con Valerio Esposti, viene fuori tutta la crudezza e la forza di un’esistenza sempre all’angolo del precipizio.

Quella di Giacobbe Fragomeni è una storia vera, drammatica, ma che allo stesso tempo trasmette tanta speranza. “All’inizio ho cominciato a boxare perché volevo dimagrire”, racconta Giaco. Quando entra alla “Doria”, sotto le cure del "Nonno" Ottavio Tazzi, ha 21 anni e fa fatica a prendere un tram perché pesa 120 kg. La triste scomparsa della amata sorella Maria Letiza per overdose. La morte del padre, vissuta col distacco di una frase durissima sul letto di morte per cui “Nessuno di noi pianse. Fu una liberazione”. Il trapianto del tendine del braccio sinistro e la risalita verso quell’olimpo conquistato nel 2008 con il primo titolo mondiale WBC nella categoria dei pesi massimi leggeri, battendo ai punti il pugile ceco Rudolf Kraj in un Palalido in delirio per lui. Le sconfitte, le vittorie e la rinascita sotto la guida del “maestro” Maurizio Zennoni a Langhirano, nel parmense.

Giaco ci ha riprovato ancora lo scorso 6 dicembre. Sul ring di Chicago però, contro il polacco Krzysztof Wlodarczyk, a vincere è stata una ferita allo zigomo sinistro. Il titolo mondiale WBC dei pesi massimi leggeri è andato al "El Diablo". Ma Fragomeni anche contro Wlodarczyk ha lottato come un leone. Perchè Giaco non ha paura del diavolo, lui l’inferno l’ha già visto, “Fino all’ultimo Round”.
(L.V.)