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17 settembre 2014

Doping, Pellegrini: tolleranza zero. Dentro e via la chiave

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Federica non ha dubbi su cosa avrebbe fatto al posto di Carolina Kostner , quando il suo ex fidanzato Alex Schwazer è stato trovato positivo prima di Londra 2012: "Filippo lo avrei mollato". E sul nuovo coach : "Ben vengano i gufi, portano fortuna"

"Tolleranza zero con chi si dopa, spero li mettano dentro tutti e buttino via la chiave, perché noi ci facciamo un sedere così...". Federica Pellegrini prende posizione e non ha dubbi su cosa avrebbe fatto al posto di Carolina Kostner, quando il suo ex fidanzato Alex Schwazer è stato trovato positivo prima della marcia di Londra 2012. "Se fosse capitato a Filippo lo avrei mollato molti mesi prima", ha detto l'olimpionica di nuoto, testimonial assieme al fidanzato Magnini del videogioco Drive club.


"Mi spiace per lei e per lui - ha detto ancora la Pellegrini, riferendosi a Kostner e Schwazer -. Ho visto la conferenza stampa di Schwazer, credo che la sua sia stata una debolezza personale, forse non riusciva a tornare ai suoi livelli e questo è difficile da accettare per ogni atleta". "Però - ha aggiunto - io non tollero il doping, né in generale le scorciatoie nella vita: io non potrei stare con una persona che si dopa".

A proposito della reperibilità richiesta agli atleti per i controlli antidoping, Pellegrini ha spiegato di avere "sul cellulare un allarme ogni sera alle 22, per compilare la location form". "Una volta può capitare di dimenticarsi, forse due, ma tre diventa difficile. Io ho sempre creduto nello sport pulito e mi spiace vedere che il doping dilaga anche nel nuoto".


A proposito di nuoto, Federica aggiunge: "Ben vengano i gufi, portano fortuna". Rispondendo con un sorriso di sfida a chi aspetta al varco lei e Matteo Giunta, l'allenatore al quale si è affidata dopo la separazione annunciata ieri dal francese Philippe Lucas. "E' sempre così, ogni volta che scendo in acqua c'è una parte che spera di vedermi andar male - ha detto la campionessa di nuoto -. Ma i gufi portano fortuna, spero ce ne siano sempre più. Quello da Lucas non è stato un divorzio, una brutta parola usata in molti titoli - ha poi precisato l'olimpionica e primatista mondiale dei 200 stile libero -. E' meglio avere un allenatore presente 24 ore al giorno, di fatto Matteo lavora con me da due anni. A molti scoccia che a 32 anni sia più bravo di molti altri, ma in Italia è sempre così".