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24 ottobre 2014

L'Ocean Race punta a sud. I nuovi consacrati al dio Nettuno

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Un momento della cerimonia a bordo a Team Vestas Wind, i "novellini" provano a ingraziarsi il dio Nettuno (foto Brian Carlin)

Mentre il team di Abu Dhabi, seguito dal Team Brunel, conduce la regata, a bordo si svolge il classico battesimo dei velisti che superano l'equatore per la prima volta. Ci pensano i "grandi"

L’equatore è passato. Tutte le imbarcazioni della Volvo Ocean Race sono fuori dalla zona delle calme equatoriali e viaggiano spedite verso l’isola di Fernando de Noronha, che stanno cercando di raggiungere il più velocemente possibile. La direzione è il sud del mondo, le acque quelle di un altro emisfero rispetto al giorno della partenza. Il primo passaggio dell’equatore e, per tradizione, un momento importante nella vita di ogni velista. Tutti i "novellini" vengono sottoposti a una cerimonia di iniziazione messa in scena dai più "anziani" per ricevere la benevolenza del dio Nettuno.

Abu Dhabi - Il primo della flotta ad aver "subito" è stato il reporter di Abu Dhabi Ocean Racing, il primo scafo a tagliare la linea dei zero gradi sud. "Nettuno ha un nuovo adepto nel suo regno", ha detto Matt Knighton. "Lo so che è difficile da credere, ma ci sono riuscito. Però devo dire che non avrei potuto sperare di avere un gruppo di amici migliori a organizzare la cerimonia, e sono felice di essere entrato a far parte della cerchia…poi sono sicuro che il mio nuovo taglio di capelli migliorerà le prestazioni aerodinamiche della barca”, ha detto Knighton che oggi sfoggia una pettinatura “particolare”.  Abu Dhabi è ancora in testa a poca distanza dal cancello di Fernando de Noronha. Passata l’isola brasiliana, il team guidato da Ian Walker e il resto della flotta, effettueranno una “curva” a 40 gradi e punteranno verso le arie sostenute che li spingeranno verso Città del capo.

Gli altri - Abu Dhabi Ocean Racing è sempre inseguito da vicino dagli olandesi di Team Brunel, con l'espertissimo skipper Bouwe Bekking, e deve tenere d'occhio anche il terzo, Team Vestas Wind guidato dall'australiano Chris Nicholson, che è il team attualmente più veloce e sta recuperando terreno. La causa di questo rientro della barca azzurra, dipende dal fatto che ha tenuto una rotta molto più a est e quindi ora gode di un angolo migliore del vento e una linea di approccio al cancello più favorevole sia di Abu Dhabi che di Team Brunel . La maggiore velocità però non consentirà a Team Vestas Wind, che ha un ritardo di circa 61 miglia, di raggiungere Fernando prima dei due leader.

Dura battaglia tra gli inseguitori - Alle spalle dei tre leader è  battaglia: i franco/cinesi di Dongfeng Race Team si devono guardare le spalle dagli spagnoli di Mapfre e dai giovani turco/americani di Team Alvimedica (sul quale viaggia l’italiano Alberto Bolzan), mentre l'equipaggio tutto femminile di Team Sca chiude la flotta a poco più di 210 miglia, ma sembra aver preso un buon canale di vento.

La boa obbligatoria - Gli organizzatori della Volvo Ocean Race hanno deciso di utilizzare l'isola di Fernando di Noronha come boa obbligatoria di percorso, per evitare alla flotta di addentrarsi nell'anticiclone di Sant'Elena che si trova sulla rotta diretta dalle calme equatoriali verso Città del Capo. Pur essendo la rotta più diretta, questa non è certo la più veloce, e avrebbe potuto rallentare notevolmente le sette barche. Cosa che invece non accadrà dopo il passaggio dell'isola brasiliana, dove la flotta troverà venti freschi di aliseo ad accompagnarla sulla via per il porto sudafricano.

Il clima – Se negli ultimi giorni i sette team hanno sofferto il gran caldo, nella prossima settimana il termometro scenderà e velisti e veliste dovranno far ricorso a vestiti più pesanti. Sarà lo slalzo termico più repentino che si registrerà nell’intero giro del mondo.  Le previsioni meteo per i prossimi giorni, nell'area dove naviga la flotta, dicono di un'aria di alta pressione, con vento di aliseo da sud-est a est-sud-est intorno ai 18 nodi.