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10 dicembre 2014

Inchiesta Bolzano, Schwazer vuole Rio: pronto a patteggiare

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Alex Schwazer potrebbe tornare a gareggiare nel 2016: in tempo per i giochi di Rio (Getty)

L'altoatesino intende patteggiare entro dicembre per chiudere definitivamente la sua vicenda giudiziaria e ambire ai Giochi di Rio 2016. L'entità della pena potrebbe essere tra un anno e mezzo e due anni

I giochi olimpici segnano la vita di Alex Schwazer: l'oro inatteso sui 50 chilometri a Pechino 2008, la caduta per doping alla vigilia di Londra 2012 e ora il sogno di rivincita a Rio 2016. Da alcuni mesi l'altoatesino ha ripreso ad allenarsi seriamente, ma la strada è lunga e tortuosa e passa necessariamente per il tribunale di Bolzano. L'(ex) marciatore vuole perciò voltare pagina al più presto e per questo motivo intende patteggiare ancora entro dicembre per chiudere definitivamente la sua vicenda giudiziaria.

La causa penale si era bloccata lo scorso ottobre, quando i legali del campione olimpico avevano chiesto il trasferimento del procedimento da Bolzano a Roma. Nei giorni scorsi la Cassazione ha deciso che la procura competente resta quella di Bolzano. Per non perdere altro tempo, Schwazer e il suo legale Gerhard Brandstaetter hanno abbandonato l'ipotesi di una richiesta per l'affidamento in prova, che avrebbe comportato la cancellazione del reato, ma in tempi più lunghi. Per questo motivo l'altoatesino ha optato per il patteggiamento che gli consentirebbe di tornare prima alle gare. Da quanto trapela dalla procura di Bolzano l'entità della pena potrebbe essere tra un anno e mezzo e due anni, giudicata però da Brandstaetter "troppo pesante". Schwazer, a questo punto, potrebbe comunque tornare a gareggiare nel 2016: in tempo per i giochi di Rio. Resta invece ancora l'incognita di altre presunte violazioni del codice Wada, sulle quali a novembre Alex è stato sentito dalla procura antidoping del Coni durante interrogatorio fiume di sei ore.

Anche il futuro agonistico della sua ex fidanzata Carolina Kostner dipende dalla giustizia sportiva. Il dibattimento davanti al Tribunale Nazionale Antidoping è stato fissato per il 16 gennaio 2015 con la pesante richiesta della procura del Coni di 4 anni e 3 mesi di squalifica per "complicita'" e "omessa denuncia". Una petizione online contro la possibile squalifica di Carolina, nel giro di poche ore, ha raccolto 5.800 firme. "L'accusa - si legge - presume che Carolina fosse a conoscenza delle pratiche dopanti del suo fidanzato e che lo abbia aiutato a coprirle. Noi non condividiamo queste accuse e crediamo che la sospensione sia ingiusta".