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03 gennaio 2015

Ocean Race, la Cina è più vicina. Partita la terza tappa

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Dopo il Natale a terra, le sei imbarcazioni che partecipano al giro del mondo in barca a vela, sono in mare alla volta di Sanya. Alla partenza da Abu Dhabi scatta in testa il team di "casa". Ma la frazione si preannuncia durissima. LO SPECIALE

Da sabato 3 gennaio per la Volvo Ocean Race, la Cina è più vicina. Alle 14 di Abu Dhabi, infatti, è partita la terza tappa che porterà le sei imbarcazioni a Sanya: dopo 4642 miglia nautiche di navigazione. Insolite le condizioni meteo di partenza: nebbia e vento leggero. A guidare la flotta immediatamente dopo la partenza Abu Dhabi Ocean Racing con l’olimpionico britannico Ian Walker, che ha trovato la partenza migliore.

La nebbia – I sei team hanno effettuato le procedure di partenza cercando di fendere la nebbia che, a tratti, rendeva quasi invisibili le grandi boe gialle del percorso, e il vento leggero, a tratti è calato fino a tre soli nodi di intensità. Poco meno di un’ora per completare il percorso fra le boe per Azzam, questo il nome della barca di Abu Dhabi, seguita a due minuti dai franco cinesi di Dongfeng Race Team, dalle veliste del Team Sca, fresche della vittoria nella In-port race di ieri, quindi gli spagnoli di Mafre con il brasiliano Andrè Fonseca alla ruota, poi il leader della classifica generale provvisoria Team Brunel guidato da Bouwe Bekking. Sesto il Team Alvimedica, con l’unico velista italiano Alberto Bolzan.

Il salto - All'ultima boa del percorso, fra i saluti delle numerose barche spettatori, su quasi tutte le barche si è assistito all'ormai famoso “salto” di uno o più ospiti, fra cui un generoso fan americano da bordo di Team Alvimedica che ad ogni stopover organizza un'asta per raccogliere fondi per un'associazione benefica locale, nello specifico lo Zayed Giving Initiative’s Mobile Heart Clinic Program.

La tappa –
La frazione da Abu Dhabi a Sanya si presenta come una delle più interessanti e difficili di tutto il giro del mondo, soprattutto perché la flotta navigherà in zone non molto conosciute e dovrà attraversare lo Stretto di Malacca, che separa la penisola indonesiana di Sumatra dalla Malesia e che è uno dei tratti di mare più trafficati del mondo, oltre ad essere orograficamente complesso, visto che in alcuni punti misura solo un miglioe mezzo. "E' una delle parti più complicate di tutta la regata", ha confermato Will Oxley, espertissimo navigatore di Team Alvimedica. ”Non è un problema gestire il vento forte o il mare formato, ma la complessità di attraversare un canale così stretto, con un traffico mercantile così alto, può essere un problema. Una nave di cento metri che ti viene incontro a 20 nodi, preoccupa sempre un po', soprattutto se non puoi controllare la tua velocità e se c'è poco vento. Poi ci sono i temporali, spesso molto violenti la notte, un sacco di barche di pescatori che non hanno luci di navigazione e reti molto lunghe. E' un'area molto stressante”. La flotta dovrebbe impiegare circa tre settimane per raggiungere Sanya, nella regione cinese di Hainan e unica isola tropicale del grande paese asiatico.

Vestas, l’intenzione di tornare - In una conferenza stampa alla vigilia della ripartenza da Abu Dhabi, il management di Team Vestas Wind, la barca incagliata nei pressi di Mauritius durante la seconda tappa, ha confermato i piani per la ricostruzione, in vista di un possibile ritorno in regata entro il mese di giugno. L’imbarcazione è stata recuperata dall'atollo e portata a bordo di un cargo della Maersk Line in Malesia, dove è attualmente sottoposta a controlli e verifiche, prima del viaggio verso l'Italia e il cantiere Persico di Bergamo, dove verrà ricostruita. Normalmente la costruzione di un Volvo Ocean 65 nuovo dura oltre otto mesi, ma Team Vestas Wind e la società italiana ai vertici del mercato mondiale della nautica, puntano a impiegare circa la metà del tempo.