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20 dicembre 2016

Berlino, il calcio tedesco piange ma non si ferma

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Il calcio tedesco è in lutto dopo l'attentato al mercato di Natale di Berlino che è costato la vita a 12 persone. La Bundesliga ha confermato che questa sera le partite di campionato si giocheranno regolarmente ma prima delle gare verrà rispettato un minuto di silenzio e le squadre scenderanno in campo con il lutto al braccio. Sui social tantissimi i messaggi di cordoglio

Il mondo dello sport tedesco è in lutto. Troppo forte l'impatto dell'attentato di ieri sera al mercato natalizio di Berlino che ha stroncato la vita di 12 persone. La Bundesliga però questa sera non si fermerà e le quattro partite in programma (Amburgo-Schalke, Borussia Dortmud-Augsburg, Eintracht-Mainz e Borussia Moenchengladbach-Wolfsburg) si giocheranno regolarmente, come confermato a noi di sky anche dall'ufficio stampa della capolista Lipsia, impegnata domani nel big match contro il Bayern Monaco. Le squadre comunque scenderanno in campo con il lutto al braccio e prima delle gare verrà rispettato un minuto di silenzio. 

Cordoglio social - Tantissimi i messaggi di cordoglio e di vicinanza alle vittime da parte dei tutto il mondo dello sport, a cominciare dalle squadre di calcio. In prima fila ovviamente l'Hertha Berlino, che ha retwittato il post dell'attaccante tunisino Sam Allagui: in primo piano la foto della Torre della televisione della capitale tedesca con la scritta "Pray for Berlin", preghiamo per Berlino. Il Bayern Monaco si affida invece a una foto in bianco e nero della squadra schierata in mezzo al campo e al messaggio: "I nostri pensieri e le nostre preghiere sono tutte per le vittime e i feriti dell'attacco di ieri sera". Molto simili anche i messaggi della capolista Lipsia, del Borussia Dortmund e della Federcalcio tedesca

Al fianco delle vittime non solo il calcio ma anche altri esponenti dello sport tedesco, come Rosberg e il golfista Martin Keymer. Il campione del mondo di Formula Uno si è detto "vicino alle famiglie e agli amici delle vittime", mentre Kaymer ha scritto: "Le parole non possono descrivere il mondo in cui viviamo".