29 marzo 2017

Atletica, Howe: Sogno di andare a Tokyo 2020"

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Il sogno di Andrew Howe è Tokyo 2020

Il saltatore in lungo vuole lasciarsi alle spalle tante stagioni sfortunate e punta ai Mondiali: "Voglio fare 8,15 che è la misura minima per la qualificazione". Sul nuovo allenatore, Fabrizio Donato: "E' più di un tecnico". L'obiettivo a lungo termine: "Le Olimpiadi giapponesi"

"Quest'anno l'obiettivo è fare il minimo per i mondiali che è 8,15. Ho già fatto una rassegna iridata da protagonista (argento a Osaka 2007 ndr) e penso di avere ancora le qualità per farne un'altra ad alto livello". Andrew Howe vuole lasciarsi alle spalle tante stagioni sfortunate e piene di infortuni e tornare presto ai livelli che lo hanno portato sul tetto d'Europa nel 2006 e all'argento mondiale l'anno successivo.

Il nuovo allenatore - Ad aiutare il saltatore in lungo reatino un nuovo allenatore, Fabrizio Donato, che oltre a continuare la sua carriera da atleta ha intrapreso quella di tecnico. I due lavorano insieme al centro sportivo della Guardia di Finanza a Castelporziano. "Con Fabrizio abbiamo deciso di affrontare questa stagione con l'obiettivo di divertirci - prosegue il campione dell'Aeronautica Militare -. Fabrizio è più di un tecnico, è un maestro perché mi sta insegnando a saltare, cosa che mi è mancata in questi ultimi anni. Ho sempre trovato persone che mi hanno voluto allenare ma senza lavorare sul gesto tecnico. Gli inizi sono promettenti, aver superato gli otto metri al coperto è stata una piacevole sorpresa, abbiamo mandato un segnale per dimostrare a tutti che Andrew Howe c'è sempre".

I nuovi rivali - Oltre a Howe altri due ragazzi hanno superato gli otto metri in Italia: Marcell Jacobs e Filippo Randazzo. "I loro risultati non possono che farmi piacere, avere dei rivali mi ha sempre stimolato, i miei salti migliori li ho fatti in gare tirate e con avversari forti. E' bello che in Italia ci siano due ragazzi forti come Jacobs e Randazzo e mi auguro di poter fare gare tirate e spettacolari con loro".

Basta velocità - Definitivamente abbandonata l'idea di preparare ancora i 200 metri, gara nella quale è stato campione del mondo junior nel 2004. "La velocità è stata una grandissima passione ma ora devo concentrarmi su un solo obiettivo che è il salto in lungo dove ho più possibilità di vincere una medaglia. Inoltre la velocità mi crea troppi problemi fisici ed è meglio non rischiare altri infortuni".

Il sogno Tokyo 2020 - Malgrado manchino ancora tre anni ai Giochi Olimpici di Tokyo 2020, il 31enne reatino già ci fa un pensierino dopo aver saltato sia Londra 2012 che Rio 2016. "Alle Olimpiadi sono sempre stato sfortunato per vari motivi, ma con Fabrizio stiamo facendo passi da gigante e Tokyo sembra lontana ma in realtà è molto vicina e ci penso. Per fortuna le cose stanno andando per il verso giusto, la preparazione è ok, non ho più problemi fisici a parte qualche acciacco che è abbastanza normale in uno sport duro come il nostro".

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