Taekwondo, Dell'Aquila: "Mi manca combattere"

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Anna Maria Di Luca

Vito Dell'Aquila è nato a Mesagne, paese di buona tradizione per il taekwondo. Anche il team manager della nazionale, Carlo Molfetta, oro a Londra 2012,  è dello stesso paese. Giovane carabiniere ed abile atleta, l'azzurro è tornato ad allenarsi all'Acqua Acetosa a Roma e ne è felice

 Ventanni deve ancora compierli, è nato nel 2000 quando il Taekwondo entrava ufficialmente ai Giochi Olimpici a Sydney. Nel 1988 e nel 1992 era stato solo dimostrativo. Vito Dell'Aquila, è finalmente (detto da lui) tornato a Roma, ha fatto il tampone, ed è tornato a dormire all'Acqua Acetosa, la struttura del Coni che ha riaperto palestre, mense e foresteria. "Ci siamo adattati alle nuove regole del decreto, quindi portiamo sempre le mascherine, stiamo distanziati e misuriamo spesso la febbre".  Ed aggiunge: "Prima di tutto ciò stavo passando un buon periodo, avevo vinto l'Europeo e il Grand Prix Final. Ora stiamo riprendendo, ci alleniamo facendo anche esercizi tecnici e dando i calci al manichino, mi manca però combattere. Il nostro è uno sport da contatto e per ora niente da fare. Dobbiamo aspettare.  Non si può neanche pensare ad apportare modifiche, come sta accadendo per altri sport. Cosa utile sarebbe  che  la Federazione mondiale organizzasse al più presto dei tamponi per gli atleti di tutti i paesi, in modo tale da dare il lascia passare a coloro che sono negativi". 

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