Alex Zanardi, i suoi ragazzi portano a termine la sua staffetta: missione compiuta

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Lia Capizzi

Lia Capizzi

Gli atleti di Zanardi che a Santa Maria di Leuca tagliano il traguardo di Obiettivo Tricolore, la grande staffetta da lui ideata. A distanza si commuove la moglie Daniela: "Oggi Alex sono loro. Tutti i ragazzi ne hanno un bel pezzo dentro"

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C'è emozione amore e unione. Ci vogliono tre sostantivi per riuscire a trasmettere l'atmosfera che si respira al traguardo della staffetta Obiettivo Tricolore partita lo scorso 12 giugno da Luino. Dopo aver pedalato per 3000 Km, da Nord a Sud, i ragazzi di Alex lo hanno portato sino al traguardo. Il suo traguardo, perchè a questo progetto Zanardi ha dedicato due mesi di passione, ideandolo ed organizzarlo insieme a Daniela. La moglie a distanza segue la diretta dell'arrivo, si emoziona, e per la prima volta dall'incidente sceglie di parlare, tramite un messaggio scritto: "È stato bellissimo! E credo anche per i ragazzi. Oggi Alex sono LORO. E non solo oggi. Ne hanno tutti un bel pezzo dentro".

 

Quella di Obiettivo Tre non è una squadra è una vera famiglia, con Pierino Dainese nel ruolo di Direttore Sportivo e Barbara Manni, la cognata, a coordinare tappe, location e immagini. I protagonisti però sono loro, i ragazzi che Alex ha spronato a reagire, chi ad una disabilità, chi ad una malattia. I ragazzi che Alex si portava in ritiro, lui con loro, per fare gruppo, per allenare in primis la capacità di reagire alle situazioni negative. Un motivatore ma pure un fratello maggiore. 

 

L'arrivo a Santa Maria di Leuca non è stato scelto a caso, è dove si incontrano i due mari (Adriatico e Ionio) e per Zanardi questa terra dell'estremo Sud doveva simboleggiare proprio l'incontro delle diversità. Accanto al tricolore, che Alex indossa con orgoglio quando gareggia in giro per il mondo, c'è ora issata lo stendardo di Obiettivo Tre. Le due bandiere di Alex.

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