Grecia, la nazionale di ginnastica denuncia abusi sugli atleti

GINNASTICA
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Una ventina di atleti, che fanno o hanno fatto parte della Nazionale greca di ginnastica a partire dal 1985, hanno scritto una lettera al Presidente della Repubblica Sakellaropoulou e al Premier Mitsotakis denunciando abusi "ai limiti della tortura" da parte degli allenatori. Pubblicato dal giornale EfSyn, il testo riporta gravissime punizioni corporali durante gli allenamenti. Il numero uno della federazione Stathopoulos: "Siamo con gli atleti e faremo chiarezza"

Ventidue atleti che fanno o hanno fatto parte della Nazionale greca di ginnastica hanno denunciato, in una lettera indirizzata alla Presidente della Repubblica Katerina Sakellaropoulou e al Premier Kyriakos Mitsotakis, abusi "ai limiti della tortura" da parte di allenatori, che avrebbero tenuto questi comportamenti "da decenni". Di questa lettera è venuto a conoscenza il giornale EfSyn, che l'ha pubblicata. Gli atleti denunciano "abusi e comportamenti di una durezza esasperata", pene corporali e molestie sessuali, a partire dal 1985. "Per la prima volta, un grido, se non un pianto, si è levato da parte di un folto gruppo di ginnasti che sono stati abusati in massa", spiega al giornale l'avvocato Alexandros Adamidis, che assiste i denuncianti. Il nuovo numero uno della federazione appena eletto, Thanassis Stathopoulos, ha annunciato un’inchiesta immediata: "Siamo con gli atleti e faremo chiarezza".

I contenuti della lettera

Nella lettera gli atleti raccontano che i loro allenatori li hanno più volti presi a schiaffi o calci, spintonati, e hanno tirato loro degli oggetti durante gli allenamenti. Le ragazze venivano anche prese per i capelli. In alcuni casi i tecnici toglievano stuoie e tappetini dalle strutture degli allenamenti, e ciò avrebbe causato molto infortuni. Alcuni atleti sono stati costretti ad allenarsi anche se erano infortunati. Nella lettera viene poi rivelato che a volte gli atleti erano costretti ad allenarsi all'aperto con temperature vicine allo zero, e che altri, per mantenere il peso, venivano tenuti a digiuno. Così alcuni di loro, "visto che morivamo di fame", sono arrivati a mangiare, di nascosto dai loro allenatori e in occasione di trasferte, del dentifricio o gli avanzi trovati nei sacchi dei rifiuti degli alberghi in cui si trovavano. Tra coloro che hanno sottoscritto la denuncia c'è l'olimpionico degli anelli a Rio 2016 Lefteris Petrounias, che ha messo l'accento anche sulle condizioni fatiscenti di molti impianti utilizzati in patria per gli allenamenti, compreso quello di Agios Kosmas che ha ospitato le gare dell'Olimpiade di Atene 2004.

La denuncia della velista Bekatourou

Non è il primo scandalo recente emerso nello sport greco: lo scorso dicembre era stata Sofia Bekatourou, campionessa di vela e già medaglia d’oro ai Giochi di Atene nel 2004 nonché bronzo a Pechino quattro anni più tardi, a denunciare di essere stata vittima "di molestie e violenza sessuale" da parte di un membro della federazione alla vigilia dei trials olimpici del 2000. In quell’occasione il responsabile (che aveva negato le accuse) era stata rimosso dal suo incarico. Da sottolineare come le parole di Sofia, velista e icona sportiva in Grecia, aveva convinto molte connazionali a denunciare la gravità di episodi simili.

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