Doping, Schwazer: la procura Bolzano chiede l'archiviazione

Doping
Lia Capizzi

Lia Capizzi

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Il Pm di Bolzano Walter Bramante chiede l'archiviazione del procedimento penale per Alex Schwazer indagato per frode sportiva (doping). Tale richiesta non mette fine all'intricata vicenda dell’ex marciatore azzurro. Spetta ora al Gip del Tribunale di Bolzano Walter Pelino valutare la richiesta avanzata dal pubblico ministero

La Procura di Bolzano ha chiesto l'archiviazione del procedimento penale nei confronti dell'ex marciatore Alex Schwazer, che il 26 dicembre compirà 36 anni. L'ex marciatore è coinvolto in una inchiesta penale per doping per un contestato controllo effettuato il primo gennaio del 2016 nella sua abitazione a Racines (Bolzano). La positività, riscontrata diversi mesi dopo il controllo del giorno di Capodanno di quattro anni fa, aveva portato alla squalifica sportiva di otto anni (fino al 2024). La richiesta di archiviazione da parte della Procura di Bolzano del reato previsto (frode sportiva) per chi usa sostanze proibite dall'ordinamento sportivo nel procedimento nei confronti di Alex Schwazer, non mette fine all'intricata vicenda. Spetta ora al Gip del Tribunale di Bolzano Walter Pelino decidere l'eventuale archiviazione, se la motivazione fosse “perché il fatto non sussiste” sarebbe una vittoria per Schwazer e il suo team legale. Sia la Wada sia la Federazione Internazionale di Atletica, considerate le parti offese del procedimento penale, hanno comunque 20 giorni di tempo per opporsi. Entrambe avevano chiesto al Pm il rinvio a giudizio per l’altoatesino. Per non incorrere in confusione tra i diversi iter della giustizia sportiva e della giustizia ordinaria, è bene specificare che, nell’ipotesi di una archiviazione da parte del Tribunale di Bolzano, Alex Schwazer non potrebbe tornare a gareggiare. Per l’ex azzurro resta sempre valida la squalifica di doping, comminata dal Tas di Losanna, fino al 2024. Potrebbe però aprirsi un nuovo scenario, sempre in caso di una eventuale assoluzione: avrebbe la possibilità di presentare un nuovo ricorso alla Corte Federale Svizzera, cioè l’unico organo giudiziario davanti al quale può essere impugnata una sentenza del Tas.

 

Schwazer: “Voglio arrivare fino alla verità, costi quel che costa”

 

Il campione olimpico della 50 km di marcia a Pechino 2008 si è sempre dichiarato innocente assicurando a gran voce di non aver assunto sostanze vietate da quando era ritornato ad allenarsi. Nella precedente squalifica del 2012 ammise invece l’assunzione di Epo e per questo venne squalificato per 4 anni. Schwazer, assistito dal legale Gerhard Brandstaetter, con il supporto umano del suo allenatore Sandro Donati, un paladino dell’antidoping, ha sempre sostenuto che le provette di urine del controllo del giorno di Capodanno del 2016 "sono state manipolate". Nell'agosto del 2016 a Rio de Janeiro il Tribunale Arbitrale Sportivo di Losanna lo aveva squalificato per 8 anni, con sentenza di recidiva al doping. Concluso definitivamente l’iter della giustizia sportiva, la vicenda si è spostata nelle aule del tribunale di Bolzano, quindi giustizia ordinaria essendo in Italia il doping considerato un reato penale (frode sportiva). Dalla successiva denuncia di Schwazer ("Voglio arrivare fino alla verità costi quel che costi", ha sempre detto) è scaturita una complessa indagine con perizie sulle sue urine che inizialmente il laboratorio WADA di Colonia, in Germania, ove erano custodite, aveva opposto resistenza alla consegna alle autorita' italiane. Le provette sono state esaminate dal comandante dei Ris dei carabinieri di Parma Giampietro Lago, nominato perito dal GIP, che nel settembre scorso in aula a Bolzano aveva parlato di "concentrazioni anomale di Dna" nelle urine analizzate.

 

Legale di Schwazer: “Tuteleremo Alex in ogni sede”

 

"Eravamo sempre convinti che sarebbe finita così. Una sorpresa casomai sarebbe stata la richiesta di rinvio a giudizio". Il legale di Alex Schwazer, l'avv. Gerhard Brandstaetter, ha commentato così all'ANSA la richiesta di archiviazione da parte della procura di Bolzano. "Attendiamo ora i prossimi passi e un'eventuale opposizione alla richiesta di archiviazione. Poi intraprenderemo faremo di tutto per tutelare l'integrità di Alex, sia in sede di giustizia ordinaria che sportiva".

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