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Phelps, dieci anni dopo gli 8 ori di Pechino: "Ecco come ho speso quei soldi..."

Nuoto

Dieci anni dopo le otto medaglie d'oro vinte a Pechino, Phelps si confessa: "Ho sofferto di depressione anche 2-3 settimane fa. Un mio ritorno in vasca? Questo capitolo è definitivamente chiuso"

PELLEGRINI DA URLO: LE VACANZE DI FEDE

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Dieci anni fa, Michael Phelps terminava la sua storica impresa conquistando l'ottava medaglia d'oro ai Giochi Olimpici di Pechino. In un colpo solo, l'americano dava un colpo di spugna al connazionale Spitz (7 ori a Monaco 1972) e si issava nel mito. Tra Londra e Rio, lo Squalo di Baltimora ha riscritto i libri di storia, chiudendo la sua carriera dopo le Olimpiadi brasiliane a quota 28 medaglie olimpiche, di cui 23 d'oro: mai nessuno come lui. Dieci anni dopo, Phelps ha voluto spiegare attraverso un breve post su Instagram come ha speso i soldi di quegli otto ori che gli hanno cambiato la vita: "Dieci anni fa, dopo le otto vittorie a Pechino, ho ricevuto un bonifico di un milione di dollari - ha scritto -. C'era una cosa che volevo fare con quel denaro, una sola cosa: cominciare a lavorare alla Michael Phelps Foundation. Nella mia fondazione ci dedichiamo all'insegnamento della sicurezza in acqua e come avere uno stile di vita attivo e salutare". Lo Squalo, che nel gennaio 2018 ha confessato di aver sofferto di una grave forma di depressione, tanto da pensare al suicidio, non ha voluto trascurare l'aspetto mentale della persona: "Ho capito sulla mia pelle quanto sia importante la salute mentale, per questo abbiamo lavorato duramente per implementare una componente fondamentale come l'aspetto mentale". 

Phelps: "La depressione mi perseguita"

Proprio per la ricorrenza delle 8 medaglie d'oro a Pechino, Phelps è stato intervistato dalla CNN: "La depressione è qualcosa che continua a perseguitarmi - ha spiegato -. Due o tre settimane fa ho sofferto di una depressione piuttosto forte. Devo abituarmi a conviverci di tanto in tanto". Nell'intervista, il nuotatore statunitense ha ringraziato la moglie per l'appoggio incondizionato nei suoi periodi bui e per la forza che gli ha dato per recuperare le forze: "Dopo Londra 2012 ho toccato il punto più basso - ha detto -. C'è stato un momento in cui non volevo nemmeno più restare vivo. Mia moglie è tutto per me, è capace di riportarmi con i piedi per terra". Phelps ha infine scartato definitivamente l'ipotesi di tornare in vasca per i Giochi di Tokyo 2020, lui che nel 2014 era tornato dopo un paio di anni di stop dopo i Giochi londinesi: "Ho chiuso la mia carriera nel punto più alto possibile - ha detto -. E' quello che ho sempre desiderato: questo capitolo della mia vita è chiuso. Ora penso alla mia Fondazione, con il quale stiamo facendo grandi cose, anche se dobbiamo lavorare ancora molto in futuro".