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16 novembre 2018

Santo Condorelli, il nuotatore che ha scelto l'Italia

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Abbiamo incontrato il velocista classe '95, nato in Giappone, cresciuto negli Usa, quarto con il Canada all'Olimpiade di Rio nei 100 stile libero. Oggi ha deciso di rappresentare l'Italia: anche con lui la staffetta può sognare...

La cosa più italiana che avesse fino a oggi era il nome: Santo Condorelli. Nome italianissimo, ma la nostra lingua non la parla ancora: è nato in Giappone, cresciuto in Oregon, negli States, ma si allenava in California, anche se dopo la parentesi giovanile da atleta a stelle e strisce aveva scelto di difendere i colori del Canada, patria di mamma. Tanto talento, e due passaporti: il terzo, quello italiano, l’ha ottenuto un paio di settimane fa. Così, lo scorso weekend, a Genova al Trofeo Nico Sapio, Santo Condorelli ha potuto finalmente gareggiare per i colori della nostra nazionale. Un nuovo campione che il nuoto azzurro si trova tra le mani: da giovanissimo quarto nel 2016 all'Olimpiade di Rio nei 100 stile libero, la gara regina tra le corsie, ad appena tre centesimi dal podio. Poi la scelta di fermarsi, ampliare i propri confini e le vedute. Dopo appena due anni, la scelta di tornare in acqua, in Italia, per rappresentare con orgoglio le proprie origini paterne.

Se lo vedete guardare il pubblico con il dito medio alzato prima della partenza non offendetevi. È il gesto portafortuna che ripete da 13 anni. Lo indica virtualmente al papà, che lo ha allenato per diverse stagioni e l’ha aiutato a crescere anche così, con queste parole: "Devi costruire la tua autostima, e tutte le volte che affronterai una gara alza il dito medio davanti a me e io te lo rifarò". Il gesto neanche a dirlo, effettuato a olimpiade e competizioni internazionali è diventato virale. Gliel'ha insegnato il papà, grazie alle cui origini oggi Santo è italiano. Una vita presa di petto, in modo sfacciato, come la scelta di cambiare nazionale e poter arricchire non di poco le ambizioni del nuoto italiano.

Prima di Natale andrà a Catania, città da dove sono partiti i suoi bisnonni per cercare fortuna in America. Il viaggio lo aveva programmato con il nonno, che però è morto dopo l'Olimpiade di Rio. Una promessa fatta, che il giovane Condorelli vuole rispettare comunque, andando a conoscere la Sicilia, la sua terra d’origine che gli ha permesso questa nuova avventura. L'Italia lo aspetta, Claudio Rossetto, tecnico federale che cura il settore della velocità, lo allena a Roma. Condorelli, classe 1995, inizia ora la sua maturità agonistica. Affronta gli anni migliori per esprimere le potenzialità da nuotatore. Tolta la ruggine di queste due stagioni di inattività, che gli hanno comunque permesso di poter cambiare nazione, vuole tornare uno dei nuotatori più forti del mondo. E con lui la staffetta 4x100 stile libero è già una delle migliori del mondo, se non potenzialmente la più forte. Pochi possono vantare tre atleti che hanno già nuotato sotto i 48 secondi nei 100 stile in vasca lunga. L'Italia ora li ha: Condorelli, il giovanissimo campione europeo Alessandro Miressi, e Luca Dotto, esperienza e talento a servizio di una staffetta da sogno. Condorelli si allena con Luca e anche con Ivano Vendrame, altro giovane alto più di due metri da cui ci si aspetta tantissimo, così come dal toscano Lorenzo Zazzeri. Tutti sul podio con la staffetta agli ultimi europei di Glasgow, quando Condorelli non era ancora italiano. Ma l’Italia della velocità si attende altri giovani in crescita e il ritorno di Marco Orsi. Non mancano quindi atleti e ambizione. Mai una staffetta veloce è salita su un podio olimpico. Nella storia dei Giochi estivi solo grazie al nuoto, una staffetta italiana è salita sul podio, grazie al bronzo della 4x200 stile con Rosolino, Brembilla, Magnini, e Cercato nel lontano 2004. Ora è l’ambizione dei caimani della velocità azzurra. Con un Condorelli in più, che vorrà dire la sua anche individualmente. Intanto per conoscerlo meglio, lo abbiamo incontrato. Se vuoi conoscerlo meglio guarda il video della sua prima intervista da atleta italiano.
 

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