Benedetta Pilato, la nuova stella del nuoto e quel volo con la Pellegrini per la storia

Nuoto

Lia Capizzi

Con l'argento nei 50 rana la 14enne Benedetta Pilato si è presentata come la nuova stella del nuoto azzurro strappando a Federica Pellegrini il record di precocità. E proprio insieme alla Divina aveva viaggiato per raggiungere Gwangju. Mentre quei capelli bicolore...

PILATO D'ARGENTO

Signori e signori, è nata una stella.
Continua a piangere, non riesce a parlare la piccola Benedetta all’arrivo. La medaglia d’argento non osava immaginarla, era arrivata a Gwangju con l’obiettivo di godersi il suo primo Mondiale da record, l’italiana più giovane di sempre a 14 anni e 6 mesi. Più giovane anche di Federica Pellegrini che aveva debuttato al Mondiale del 2003 a 14 anni e 11 mesi. Proprio con la Divina la baby Pilato aveva viaggiato, le ultime a raggiungere il gruppo della nazionale che già da una settimana era in Corea del Sud. Aeroporto di Fiumicino, al gate del volo Roma- Seul il primo contatto: Piacere, Federica. Piacere, Benedetta. Ma lo sai che stai per battere il mio record di precocità? E tu lo sai, Federica, che sei il mio mito? La gigante e la bambina unite in questo filo di complicità in un Mondiale indimenticabile per entrambe. "Vai, vivila e goditela", il consiglio della leggenda Pellegrini alla esordiente Pilato.

A giugno nella piscina del Foro Italico, durante il Torneo SetteColli la Pilato aveva stupito tutti stampando il record italiano assoluto in 30''13. In Corea al debutto in batteria aveva fatto strabuzzare gli occhi, nuovo record italiano e prima azzurra sotto il muro dei 30 secondi: 29''98. In finale lotta testa a testa con l’oro olimpico dei 100, la statunitense Lilly King (29''84), per poco non le fa lo scherzetto. Chiude dietro all’americana in 30''00 ma che importa il tempo in questo caso. La baby Pilato è medaglia d’argento. E sono brividi enormi. Per lei, per il suo tecnico Vito D’Onghia della Fimco Sport che, rimasto a Taranto , si è emozionato, lui che ha messo in acqua Benedetta per la prima volta quando aveva 4 anni. Lui che insieme ai genitori ha già costruito un muro di protezione attorno a Benny. Da qui in poi il mondo non sarà più lo stesso, cambia tutto, visibilità mediatica e popolarità. I genitori sono ferrei nella disciplina: prima lo studio e poi lo sport. Benedetta ha chiuso con la media dell’otto il primo anno del Liceo Scientifico. Sul podio fa tenerezza ed è pure buffa con quei suoi capelli bicolore, una metà mora e l’altra metà bionda ossigenato. No, non è la moda. E’ la goliardia alla quale devono sottostare le matricole, un rito di iniziazione tra risate e cameratismo nel gruppo della nazionale di nuoto. Le unghie laccate e un sorriso senza confini. Benedetta sul secondo gradino del podio mondiale si scopre grande. E lo è davvero, in acqua. Ma lo è anche fuori, nel suo saper parlare e pensare. Spetta a noi, d’ora in poi, non dimenticare che resta pur sempre una bimba, "con le sue fragilità e le sue paure, come normale che sia", aveva svelato a SkySport D’Onghia in uno speciale andato in onda una settimana fa. La favola di Benedetta è solo all’inizio. Tra un anno ci sono le Olimpiadi e i 50 rana non sono una specialità a cinque cerchi, ci sono solo i 100 rana. Nelle due vasche la 14enne pugliese ha il record italiano ragazze stabilito ai primi di luglio agli Europei di categoria di Kazan: 1'08"22. E' una buona prestazione che però , ora come ora, non le garantirebbe il pass olimpico. Per essere a Tokyo dovrà migliorarsi. Il lavoro non la spaventa, la preoccupa più l'invasione dei riflettori a disturbare il suo piccolo mondo. E se qualcuno osa metterle troppa pressione, la risposta ce l'ha già pronta: "Non mi stressate eh, lasciatemi tranquilla".
 

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