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Scherma, all'Europeo under 20 di Tbilisi tornano inno e bandiera della Russia

under 20
Danilo Freri

Danilo Freri

Karina Tallada e Alexandra Mikhailova, premiate all'Europeo under 20, sono diventate le prime atlete russe ad ascoltare il proprio inno e ad esporre la bandiera russa sul podio dopo l'invasione della Russia in Ucraina: è la conseguenza di quello che la federazione internazionale di scherma aveva deciso a dicembre, autorizzando gli atleti di Russia e Bielorussia delle categorie junior e cadetti a gareggiare con bandiera, inno e simboli nazionali. Accadrà la stessa cosa anche durante le Paralimpiadi di Milano-Cortina

Era solo questione di tempo. Karina Tallada, sciabolatrice russa, ha vinto il titolo europeo under 20 a Tbilisi, al terzo posto Alexandra Mikhailova. Sono le prime atlete russe che hanno nuovamente ascoltato il loro inno e potuto mostrare la bandiera russa. Festeggiano insieme a Roman Selyutin, bronzo nella spada maschile. È la prima volta che succede di nuovo, è un momento significativo, ma si tratta della conseguenza di quello che la federazione internazionale di scherma aveva deciso nel dicembre scorso, autorizzando gli atleti di Russia e Bielorussia delle categorie junior e cadetti a partecipare alle sue competizioni 2026 con bandiera, inno e simboli nazionali.

La riammissione dei comitati russi e bielorussi

Accadrà la stessa cosa anche durante le Paralimpiadi di Milano-Cortina. Il presidente Parsons ha confermato quello che il Comitato paralimpico internazionale aveva deciso nel settembre scorso, cioè la riammissione dei comitati russi e bielorussi. La presenza di atleti con inno e bandiera è sempre una diretta conseguenza di queste decisioni. I segnali che il mondo dello sport stesse andando verso una riammissione graduale della Russia, dunque, erano aumentati negli ultimi mesi. Nell'Olimpiade di Milano-Cortina appena conclusa la presenza di russi e bielorussi era limitata ad atleti che gareggiavano come neutrali. Per ora si muovono singole federazioni, ma la questione ricadrà inevitabilmente sul CIO e sulla sua presidente Kirsty Coventry che al momento si tiene a distanza dal problema. Sarà un congresso del Comitato olimpico a dover decidere.

La Russia punta a Los Angeles 2028 per la 'riabilitazione'

Per la Russia c’è l’obiettivo Los Angeles 2028, potrebbe essere la prima Olimpiade, il primo grande evento con una completa riabilitazione. Il mondo dello sport, soprattutto quello olimpico, vuole andare oltre i conflitti, vuole essere un luogo dove ritrovare rispetto e umanità. Giusto, anche se è difficile dimenticare che la guerra provocata dall’invasione russa in Ucraina continua dopo quattro anni. Non lo possono dimenticare gli ucraini, che stanno protestando e che potrebbero boicottare gli eventi in cui parteciperanno i russi riabilitati, a cominciare dalle paralimpiadi. Nei prossimi mesi il mondo dello sport avrà altre decisioni da prendere, lo dovrà fare ascoltando tutti e gestendo pressioni e interessi politici. Per non essere solo un altro luogo di controllo strategico di territori, risorse e influenze.

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