Nuoto, Assoluti di Riccione: Quadarella e Martinenghi volano a Tokyo 2020

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Lia Capizzi

Lia Capizzi

Agli Assoluti di Riccione Simona  e Nicolò  sono i primi due nuotatori azzurri che si qualificano per le Olimpiadi di Tokyo. Quadarella, che tra sei giorni compirà 21 anni, conquista il Pass nei 1500 stile di cui è campionessa mondiale ed europea. Il 20enne Martinenghi è protagonista di una prestazione monstre nei 100 rana in 58"75, primo italiano nella storia a scendere sotto il muro dei 59 secondi (foto Federnuoto / deepbluemedia.eu)

 

 

Simona e Nicolò, i primi due azzurri del nuoto a qualificarsi per le Olimpiadi, loro due che non le hanno mai disputate. Talenti sin da giovani, quasi coetanei, la romana ha un anno in più, tra meno di una settimana compirà 21 anni.

La Quadarella piangeva davanti alla tv durante i Giochi di Rio 2016, c'era rimasta malissimo per non essere stata convocata. Non era riuscita a nuotare il crono limite ma c'era andata vicinissimo, aveva sperato di volare in Brasile come stimolo per essere una giovane promessa dell'acqua. Forse, con il senno di poi, quella cocente delusione è stata un bene perchè Simona non ha perso tempo a lagnarsi, l'amarezza ha saputo trasformarla in dose doppia di cattiveria, ha messo ancor più veleno negli allenamenti quotidiani. Nell'estate del 2017 è esplosa, bronzo mondiale a Budapest nei 1500 stile, per la prima volta si è ritrovata sullo stesso podio insieme all'aliena Katie Ledecky. È arrivata poi la magica tripletta d'oro degli Europei 2018 e soprattutto l'oro mondiale nel luglio 2019 a Gwangju. Adesso che è una campionessa consacrata, reduce dai due ori della scorsa settimana agli Europei in vasca corta, può godersi a pieno titolo quel sogno olimpico che ha sempre avuto, sin da quando ha iniziato a nuotare a 8 anni per emulare la sorella maggiore Erica. Da quando ha 12 anni il suo allenatore è Christian Minotti, ex azzurro del mezzofondo, insieme hanno costruito un binomio indissolubile, complici ma pure cane e gatto, con un gran senso del dovere come comune denominatore. A Riccione Simona nuota in 15'57"18, non è una prestazione eccezionale ma neppure serviva farla, bastava superare il tempo limite di 16 minuti richiesto dalla Federnuoto. La Quadarella ha un personale di 15'40"89 (record Italiano), quello dell'oro iridato nella vasca coreana di Gwangju. In America ad Atlanta la Ledecky cinque giorni fa ha fermato il cronometro in 15'35"98, è agguerrita l'americana, vuol tornare nella forma spaziale del maggio 2018 quando stampò il Record del Mondo in 15'20"48. Nei prossimi sette mesi la ragazza che tifa Roma, che ama gli occhiali da sole, che è timida solo fuori dall'acqua, promette di ammazzarsi in allenamento per riuscire a prendere la Ledecky. La caccia di Simona è già iniziata, a ritmi serrati.

 

Aveva promesso di tornare Nicolò Martinenghi, ha dovuto però aspettare due anni per mantenere la parola, per nuotare ai livelli dei più grandi della rana. Non è stato facile perché il 20enne di Varese nel 2017 sembrava quasi avere il mondo ai propri piedi, aveva iniziato a vincere da esordiente arrivando poi a dominare nella categoria juniores (oro mondiale e europeo jr nei 100 e nei 50 rana). Nell'agosto del 2017, proprio durante i Mondiali juniores di Indianapolis, stampava uno strabiliante 59"01. Era sulla rampa di lancio, principino della rana con pure un bel volto telegenico ricercato dagli sponsor. Invece un brutto infortunio al bacino l'ha tenuto fermo per più di un anno, per qualche settimane ha pure temuto di non poter più nuotare. Ha sofferto molto, ha messo su più di una decina di chili, è diventato meno scanzonato, ha capito la differenza tra persone vere e persone opportuniste, da adolescente è maturato e da nuotatore non ha mai mollato, sempre seguito con attenzione dal suo coach Marco Pedoja tra la piscina da 25 metri a Brebbia e quella da 50 metri all'aperto a Comerio durante la bella stagione. C'entra pure la rivalità con Fabio Scozzoli, re della rana azzurra al quale Martinenghi si è spesso ispirato in quanto esempio di resilienza e competitività. Nicolò, che per tutti è semplicemente Tete (suo soprannome), quando tocca la piastra di Riccione e vede il suo crono da urlo non capisce più nulla, inizia a festeggiare all'impazzata ma poi si preoccupa di andare di corsa a scusarsi con Scozzoli, teme che quel modo scomposto di gioire sia frainteso per una mancanza rispetto. Campioni che sanno il valore dell'educazione. Nicolò infiocchetta un doppio regalo di Natale, per acchiappare le sue prime Olimpiadi mette in scena una vera impresa, abbattere il muro storico dei 59 secondi vuol dire avere ambizioni da podio a cinque cerchi. Per rendere l'idea, a Rio 2016 i 100 rana nuotati in 58"75, come ha appena fatto lui a Riccione, sarebbero stati da medaglia di bronzo. È il nuovo record italiano, manco a dirlo, nonché il secondo miglior crono dell'anno al mondo. Martinenghi vuole recuperare tutto il tempo perduto, è tornato davvero ed è ancora più affamato.

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