Pallanuoto, preolimpico: Setterosa ai quarti ma senza gioia per il "giochino" ungherese

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Lia Capizzi

Lia Capizzi

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L’Italia chiude al primo posto il girone A del torneo preolimpico di Trieste. Una goleada (26-4) sulla Slovacchia e tanta rabbia per come l’Ungheria ha aggiustato il risultato nel gruppo B, perdendo di proposito contro la Grecia per trovare apposta le azzurre come avversarie in semifinale. “Le ungheresi si sono fatte i loro conti? Nessun problema. L’Italia c’è, ci sarà anche sabato”, avvisa il CT Zizza

Un match senza storia quello contro la modesta Slovacchia, il Setterosa chiude al primo posto il girone ma senza gioia e sorrisi per colpa di un giochino che assomiglia ad un “biscotto” sfornato dal panificio made in Ungheria. Prima ancora di scendere in acqua per giocare l’ultimo match del gruppo A le azzurre assistono sugli spalti al teatrino delle fortissime campionesse d’Europa che vengono sconfitte 8-5 dalla Grecia.

 

La squadra ungherese ha fatto bene i conti, in vista della sfida che conta - cioè la semifinale di sabato – è più conveniente “trovare” come avversaria l’Italia. Ecco perché l’Ungheria manda in acqua una squadra di riserve, ha l’obiettivo mirato di perdere con la Grecia.

 

C’è poi l’Olanda, nello stesso girone dell’Italia, che gioca al ribasso: le fa comodo il secondo posto dietro le azzurre (per differenza reti) e quindi non si spreca troppo, supera “solamente” 15-6 la Francia. Motivazione: le olandesi sono ben contente di incontrare in semifinale la più abbordabile Grecia. Nulla di nuovo, per carità. Non facciamo i puritani, questi giochetti sono sempre esistiti, ma stupisce che per arginarli non si corra ai ripari con un adeguato regolamento. Il messaggio è diretto alla FINA, Federazione Internazionale Nuoto: perché in un torneo preolimpico, con una posta in palio così importante, non vengono aboliti i pareggi per introdurre invece i tiri di rigore in caso di parità dopo i tempi regolamentari? Non parliamo di proposta fantascientifica, il ricorso ai rigori accade già nelle altre competizioni Fina. Mistero. Cosa può dunque fare il Setterosa contro la Slovacchia? Le azzurre potrebbero decidere di pareggiare o perdere con uno scarto minimo, significherebbe annullare il torto ricevuto e trovarsi così come avversaria in semifinale la Grecia al posto dell’Ungheria. No, niente da fare. “Prima di scendere in acqua ho detto alle ragazze che quello a cui avevano appena assistito, il match tra Ungheria e Grecia, avrebbe dovuto essere un ulteriore stimolo”, commenta il CT Paolo Zizza nelle vesti di psicologo cercando di stimolare il gruppo. “Le ungheresi si sono fatte i loro conti? Nessun problema. L’Italia c’è e ci sarà anche sabato.

 

 

Pur con tutta l’amarezza del mondo il Setterosa gioca come sa, come impone la coscienza, al diavolo il regolamento. Il match è una mera formalità, una superiorità imbarazzante, una vittoria in goleada 26-4 con una cinquina a testa di Valeria Palmieri (eletta MVP) e Elisa Queirolo. L’Italia chiude così al primo posto il girone A, per differenza reti è davanti all’Olanda seconda, ma la soddisfazione lascia il posto alla rabbia. 

 

Venerdì la nazionale italiana giocherà i quarti di finale (h 18) contro Israele ma sarà poco più di un allenamento considerando lo spessore modesto delle avversarie. Il pensiero è già a sabato sera quando alle ore 20 andrà in scena la semifinale che vale quattro anni di lavoro: Italia-Ungheria.

 

 

Il quarto di finale di venerdì ci aiuterà in vista di sabato, la semifinale è una sfida che aspettiamo da tanto tempo e non abbiamo intenzione di partire battute. Noi veterane che eravamo in acqua ai Giochi di Rio 2016, conquistando l’argento olimpico, cerchiamo di infondere fiducia alle nuove senza metterci troppa pressione addosso. Ognuna di noi può dare qualcosa in ogni momento, chi per esperienza e chi per freschezza”, sintetizza Elisa Queirolo, attaccante in forza al Plebiscito Padova.

Non fatemi commentare quello che ha fatto l’Ungheria, non sarebbe un termine elegante da riferire…”, sorride la 31enne catanese Rosaria Aiello. “Alle ragazze dico che chiunque abbiamo davanti noi dobbiamo solo pensare a vincere. Siamo un bel gruppo, in acqua e anche fuori, riusciremo a farlo vedere.”

 

Solo chi vince sabato sera tra Italia e Ungheria andrà alle Olimpiadi, le finaliste conquisteranno gli ultimi due pass disponibili messi in palio in questo preolimpico di Trieste. Le ungheresi sono campionesse d’Europa in carica, sono una vera bestia nera per il Setterosa che negli ultimi tre anni ha faticato troppo, non è mai riuscita a superare i quarti di finale nei tornei che contano (unica eccezione il secondo posto nella World Legue 2019). C’è una montagna da scalare, c’è un “biscotto” da vendicare, ma proprio per questo c’è una cattiveria maggiore da sfoderare.   

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