Mondiali pallanuoto, Italia eliminata nei quarti: vince la Serbia ai rigori

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Daniele Barone

Daniele Barone

La nazionale maschile di pallanuoto eliminata nei quarti di finale del Mondiale in Giappone: passa il turno la Serbia, che si è imposta ai rigori dopo l'11-11 dei tempi regolamentari. Decisivo l'errore di Damonte

Prendere il gol del pareggio serbo a 48 secondi dalla fine e poi perdere ai rigori: così fa male. Tanto. Il Mondiale del Settebello si infrange prima sulla stoccata di Ubovic e poi sul “cinque metri” decisivo di Rasovic.

 

La partita è andata come la si poteva immaginare: dura, avversari forti, fastidiosi e, probabilmente, arrivati a questo incrocio anche con più energia nei muscoli dopo aver scollinato un girone tosto, con Spagna e Montenegro, e un ottavo impegnativo contro i padroni di casa del Giappone. Mentre l’Italia arrivava dalle tre comode gare vinte contro Francia, Canada e Cina. Loro arrivati, insomma, carburati e cattivi, noi con il tappeto rosso e con troppi giorni di attesa tra la fine del girone e questo quarto di finale.

 

La Serbia ha provato subito ad allungare (2-0 nei primi quattro minuti) ma gli azzurri hanno subito reagito, sorpassato con il 3-2 per poi concedere il 3-3 a fine primo parziale. Lì è cominciata la partita del “gol su gol”, del grande equilibrio, della tensione massima, dei sette vantaggi italiani sempre rimontati, fino all’11-10 di Di Fulvio e all’ultimo pareggio di Ubovic, incassato a uomini pari e che ha fatto tanto arrabbiare Campagna.

 

I rigori, poi, si sa, sono davvero un terno al lotto: questione di nervi e di centimetri. Ne abbiamo sbagliati due, con Di Somma e Damonte, ed è calato il sipario. Amaramente.

 

I vicecampioni del Mondo dovranno accontentarsi delle posizioni di retrovia a Fukuoka e sudarsi la qualificazione alle prossime Olimpiadi che, invece, la finale del Mondiale avrebbe garantito. "Abbiamo dato il massimo": è il commento che arriva alla fine dal gruppo azzurro. Non è bastato.

Campagna: "Niente da dire ai ragazzi, avanti a testa alta"

"E' stata una partita molto fisica, di una grande intensità, quella che mi aspettavo. I ragazzi sono stati dentro al match fino alla fine, ma purtroppo non è bastato. Abbiamo perso per alcuni dettagli, ci hanno fregato per dei blocchi che consentivano di far arrivare facilmente la palla al centro. Malgrado ciò abbiamo tenuto, siamo stati spesso in vantaggio senza riuscire ad allungare e abbiamo commesso un ingenuità alla fine mettendoci ad M. Quando dai l'anima non è una sconfitta, non è un fallimento, è un percorso di crescita individuale e collettivo. Anche giocare la prima partita intensa dopo quattro match più semplici probabilmente ci ha penalizzato. Comunque non ho niente da dire ai ragazzi; continuiamo a testa alta. Dobbiamo onorare il torneo anche se stimoli ed emotività saranno inferiori. Siamo il Settebello e daremo tutto".

Il tabellino di Italia-Serbia 14-15 d.t.r.

Italia: Del Lungo, F. Di Fulvio 3, Damonte, Marziali, A. Fondelli, Cannella 2, Velotto 1, Echenique, N. Presciutti 1, Bruni 2, E. Di Somma 2 (1 rig.), Dolce, Nicosia. Ct. Campagna.

Serbia: Misovic, Radulovic, Rasovic 4 (1 rig.), Randelovic, Lazic 1, Milojevic, Drasovic 1, Jaksic 2, Jankovic, Ubovic 1, Vucinic 1, Martinovic 1, Mitrovic. Ct. Stevanovic.
Arbitri: Zwart (Ned) e Ohme (Ger).
Note: parziali 3-3, 2-2, 4-4, 2-2. Regolamentari 11-11. Finale 14-15.

Tiri di rigore: Fondelli (I) gol, Drasovic (S) gol; Di Somma parato, Radulovic parato; Di Fulvio gol, Vucinic gol; Presciutti gol, Jaksic gol; Damonte parato, Rasovic gol. Superiorità numeriche: Italia 8/13 + un rigore, Serbia 7/12 + 2 rigori di cui uno parato da Del Lungo a Rasovic a 7'30 del secondo tempo, sul 5-5. Uscito per limite di falli Dolce (I) a 1'30 del quarto tempo. Mitrovic (S) in porta.

Spettatori: 300 circa.