In Evidenza
Tutte le sezioni
Altro

Per continuare la fruizione del contenuto ruota il dispositivo in posizione verticale

Mondiali 2018, Alessio Foconi l'uomo della scherma italiana

Scherma

Lia Capizzi

Il ritorno in Italia del 28enne che ha conquistato gli italiani ai mondiali di scherma in Cina. La sua storia di riscatto e quel “Daje” come firma

Condividi:

L’emozione del ritorno. Le lacrime che non aveva mostrato sul gradino più alto del podio di Wuxi adesso, al rientro in Italia, fa fatica a trattenerle. Bandiere e cori da stadio per Alessio Foconi e gli azzurri della nazionale di scherma all’aeroporto di Fiumicino. Il più osannato è proprio il 28enne di Terni, uomo del Mondiale di scherma con i suoi due ori conquistati nel fioretto. Stanco e frastornato dal lungo viaggio di ritorno, con più di 4 ore di ritardo del volo Shanghai – Roma, Alessio sbarca in Italia insieme agli azzurri del fioretto (Daniele Garozzo e la fidanzata Alice Volpi, Andrea Cassarà, Giorgio Avola) e viene accolto come un eroe dai suoi amici e tifosi che intonano il coro di “CAMPIONE DEL MONDO”. Insieme a lui c’è Filippo Romagnoli, il maestro di scherma che lo segue da sempre e che a bordo pedana a Wuxi, al fianco del CT dell’Italia Andrea Cipressa, ha seguito, spronato e infine gioito per il suo allievo.  Alessio piano piano prenderà confidenza con la popolarità, si renderà conto di quanto gli italiani siano rimasti conquistati dalla sua simpatia e dalla sua storia di riscatto: di chi sa aspettare, non molla, continua a credere al suo sogno. Da ex brutto anatroccolo della scherma a campione del Mondo di fioretto individuale. Anzi, bicampione del Mondo, con l’oro anche nella prova a squadre.. Una doppietta che gli vale il riconoscimento di “uomo del Mondiale” . Il suo “Daje”  è destinato ad essere per tutti la sua firma, un po’ come la Zeta per Zorro. Non sarà cool come l’americano Chamley-Watson che si allena in una palestra con vetrata a vista su Time Square a New York, Alessio preferisce le cose più semplice e spontanee come quando pubblica i video del suo team di lavoro soprannominato il “gruppo dei Gorilla”: allenamenti all’aria aperta a lanciare massi nella campagna umbra. L’unica maschera che indossa è solo quella in pedana, per il resto Foconi è quello che appare e difficilmente potrà cambiare o snaturarsi. Se uno inizia a vincere a 28 anni, quando ha alle spalle una carriera sportiva fatta di tante batoste, difficile che possa iniziare a tirarsela. Alessio non cambierà, c’è da scommetterci.