Un oro, un argento e 4 bronzi, la scherma italiana si conferma in piena corsa verso Parigi

Scherma

La stagione agonistica delle squadre italiane di scherma è ripartita con le prove di Coppa del Mondo. Tutte le armi in pedana, ad eccezione del fioretto femminile che farà il suo esordio in dicembre. Ecco allora un riepilogo di dove eravamo rimasti e come è andata

Milano 2023 ci aveva consegnato una Nazionale quasi da record, con 12 medaglie conquistate tra gare individuali e a squadre. La delusione più grande del Mondiale era arrivata nell’ultima giornata di gare, quando il team di fioretto maschile era stato estromesso dal podio, beffato dalla squadra di Hong Kong.

Fiorettisti azzurri d'oro a Istanbul

A Istanbul, però è subito arrivato il riscatto, proprio contro quegli stessi avversari e forse per questo galvanizzati, Macchi, Garozzo, Foconi e Bianchi sono tornati ad occupare il gradino più alto del podio, superando in finale anche i neocampioni del mondo del Giappone. Nella prova individuale, ancora orfana di Tommaso Marini, in recupero dall’intervento alla spalla, tra i nomi attesi c’erano senz’altro quelli di almeno due italiani e così è stato, ma forse un po’ a sorpresa sul gradino più basso del podio sono saliti due protagonisti inattesi: la matricola Lombardi e il veterano Giorgio Avola. 

Il bottino della sciabola maschile ad Algeri 

Giovani e meno giovani a podio anche nella sciabola maschile, l’arma che più di tutte da Milano si era portata via un risultato bugiardo. Per questo il primo bronzo individuale in carriera conquistato da Pietro Torre ad Algeri, nella prova individuale, regala un sorriso e fa ben sperare se abbinato al terzo posto nella prova a squadre, conquistato dall’Italia contro la forte Ungheria, al termine di una prova che ha visto di nuovo meritatamente protagonisti Luca Curatoli e Marco Berrè e soprattutto uno strepitoso Gigi Samele, atleta immenso, per il quale, chi scrive ha ormai speso quasi tutti gli aggettivi. 

Sciabola femminile, solo ottave le Azzurre

Anche la sciabola femminile ad Algeri era chiamata ad un riscatto. La finalina a otto conquistata dalla Criscio nella prova individuale, unica italiana a raggiungere gli ottavi, non può però certo bastare ad alleviare un sentimento di delusione che aleggia ormai da qualche mese e che la sconfitta ai quarti nella prova a squadre, di nuovo contro l’Ucraina, ha contribuito ad aumentare, forse arrivando perfino a condizionare i successivi match delle sciabolatrici azzurre, ottave al termine della gara. L’esperienza in pedana è una componente che non si allena con esercizi specifici, matura solo col tempo, se trova basi su cui attecchire e in questo senso, l’impressione è che il movimento mondiale in generale sia un po’ carente di nuove grandi fuoriclasse su cui puntare. Al momento, comunque, nessun dramma per il c.t. Nicola Zanotti, che con ottimismo continua a lavorare per consolidare la posizione delle sue due squadre, al momento entrambe qualificate ai prossimi Giochi di Parigi. 

Spada: tra conferme (Navarria) e speranze (Traditi)

Il risultato di un evento dipende da diverse variabili, c’è sempre un margine di errore, uno spazio per il caos, un battito d'ali che all'ultimo momento cambia tutto. Non è la teoria del caos a dirlo, ma il teorema della spada, dove il risultato finale non è mai prevedibile con totale esattezza a nessuna latitudine e in nessuna competizione. Da qui siamo partiti per commentare insieme al c.t. della spada Dario Chiadò i risultati di un fine settimana apparentemente negativo per l’arma che a Milano aveva ottenuto i risultati migliori (con 3 medaglie individuali e 2 a squadre). Tra derby azzurri e tanti match persi la priorità, solo due atlete ai quarti nella prova individuale di Coppa del Mondo disputata a Legnano: una conferma, Mara Navarria e forse una nuova speranza, Gaia Traditi. Nella prova a squadre, dopo un avvio complicato contro le tignose canadesi, Fiamingo, Santuccio, Navarria e Isola hanno concesso una prima rotazione di assalti alle spadiste ucraine in giornata di grazia e non sono più riuscite a recuperare, chiudendo al 5° posto e portando a casa punti comunque importanti, lasciandosi alle spalle soprattutto le francesi. Due note positive: la solidità di Rossella Fiamingo, che a livello individuale raccoglie meno di quanto stia concretamente facendo vedere, ma che rappresenta sempre un faro nella notte per tutte le sue compagne di squadra e la ritrovata grinta di Federica Isola, che deve scrollarsi di dosso l’incubo dell’ultima stoccata con cui da alcuni mesi a questa parte perde tutti i match.

Spada maschile: a Berna è arrivato un argento

Le certezze, infine, arrivano dalla spada maschile a squadre neocampione del mondo in carica, che chiude a Berna la tre giorni di gare di Coppa del Mondo con un argento, conquistato al termine di un match da tradizione, contro i cugini francesi. Eccola la certezza: da qui a Parigi, sarà sempre contro di loro che ce la dovremo giocare.

RANKING OLIMPICO SPADA FEMMINILE

  • Corea 248
  • Polonia 236
  • Francia 220
  • ITALIA 212
  • Ucraina 188
  • USA 161
  • Svizzera 157

 

RANKING OLIMPICO SPADA MASCHILE

  • ITALIA 245
  • Francia 232
  • Ungheria 200
  • Kazakistan 198
  • Venezuela 184