Michela Battiston: "La mia stagione, tra responsabilità e una nuova sfida"
Scherma
La numero 7 del ranking mondiale della sciabola femminile sta vivendo la miglior stagione della sua carriera, segnata dalla vittoria nel Grand Prix di Orleans a dicembre e dal bronzo di Salt Lake City a gennaio. Pur trale protagoniste della sciabola azzurra, il suo nome resta ancora meno noto al grande pubblico rispetto ai risultati che sta ottenendo in pedana. Qui la conosciamo meglio
Michela Battiston, oggi numero 7 del ranking mondiale della sciabola femminile sta vivendo ad oggi la miglior stagione della sua carriera, segnata dalla vittoria nel Grand Prix di Orleans a dicembre e dal bronzo di Salt Lake City a gennaio. Pur essendo già una delle protagoniste della sciabola azzurra, il suo nome resta ancora meno noto al grande pubblico rispetto ai risultati che sta ottenendo in pedana. L’abbiamo intervistata mentre faceva i bagagli per Los Angeles, in vista della sua prossima "avventura" in pedana.
Che stagione stai vivendo, sul piano personale e tecnico e qual è l’aspetto della tua scherma in cui senti di essere cresciuta di più in questa stagione?
"Sto vivendo in questo momento la stagione migliore della mia carriera, perché comunque sono cresciuta da vari punti di vista, sia diciamo a livello di gestione dell'assalto, che di imporre particolarmente la mia scherma. È quello che voglio fare in pedana: il fatto di ricercare la mia sicurezza in pedana è quello su cui attualmente sto ancora lavorando ed è la cosa che forse mi preme di più migliorare. Il Centro Sportivo Areonautica Militare e il team mi supportano in questo e non posso che ringraziare".
Ti senti oggi in una fase della carriera in cui hai più responsabilità e più peso dentro la Nazionale?
"Col gruppo azzurro di sciabola va bene, stiamo migliorando tanto anche come coesione tra di noi e anche nei rapporti proprio in generale ed è molto, molto piacevole, quel punto di vista c’è stima reciproca e questo fa molto bene. Poi ovviamente sì, sento un minimo il peso della responsabilità, perché so che parallelamente ai risultati che sto avendo, c'è più responsabilità nel voler fare bene, sia per la squadra che per il movimento in generale della sciabola, quindi un minimo di responsabilità in più la sento sicuramente".
La sciabola è un’arma rapidissima e non sempre semplice da leggere per chi guarda: senti anche tu l’esigenza di renderla più comprensibile al pubblico?
"La sciabola è molto complicata da capire, ma come in realtà la scherma in generale, è difficile da seguire, a parte la spada, che magari è molto più intuitiva, perché basta vedere le luci che si accendono, però in particolare la sciabola è difficile perché è veramente questione di istanti per una sola stoccata e prima di capire le le botte, addirittura noi stessi a volte facciamo fatica perché sono veramente millesimi di secondo, quindi sì, è normale che sia che sia complicata, c'è bisogno di farci l'occhio ed è ovvio che sarebbe bello farla conoscere al pubblico, ma non solo la sciabola, in generale sarebbe più bello che tutta la scherma fosse seguita di più, un po' da tutti con più piacere, perché effettivamente è un po' poco accessibile".
Nella sciabola, dove tutto si decide in tempi rapidissimi, credi che una visualizzazione della traiettoria possa aiutare davvero a capire meglio l’assalto?
"La visualizzazione della traiettoria penso che possa essere molto interessante, ma proprio forse più per renderla ancora più spettacolare di quello che è già la sciabola, perché comunque la sciabola è già l'arma per certi versi più spettacolare, da quel punto di vista lì sicuramente, quindi incrementare con delle tecnologie che segnano i movimenti della sciabola penso sia molto, molto interessante e la renderebbe ancora più spettacolare".
Da sciabolatrice, che cosa ti incuriosisce di più del sistema di tracciamento che proverai a Los Angeles?
"Mi incuriosisce il fatto che ci sarà un tempo di contatto ridotto, quindi il circuito sarà ridotto, e quindi per accendere due luci si dovrà toccare per forza quasi istantaneamente, quindi quasi nello stesso momento, e quello mi incuriosisce perché è un po' tornare al passato, diciamo, perché dal 2016-17 si è cambiato il circuito, prima era più corto, ora e più lungo, prima era più corto, personalmente essendo comunque molto tecnica in generale come schermitrice, penso che sarà una cosa molto interessante perché secondo me questo favorisce chi è più tecnico; almeno questo è il mio punto di vista, quindi sono molto curiosa di provare molto e tornare al tempo più ridotto di accensione le luci".
Lo hai già visto e/o provato? In qualsiasi caso, che idea ti sei fatta?
"Non ho ancora mai provato questa nuova tecnologia, lo farò a Los Angeles, quindi sì, l'idea che mi sono fatta è un po' questa, che potrebbe essere interessante, soprattutto per chi ha più tecnica - e probabilmente - almeno credo - mi immagino io potrebbe essere un po' più avvantaggiato".